Le iniziative di transizione bolognesi

Santandrea, nella intervista che ci ha rilasciato a VOLABO, oltre a orientare i nostri primi passi nella transizione, ci ha presentato le iniziative di transizione nel territorio della Città Metropolitana bolognese indirizzandoci al sitoweb del CAT – Comunità bolognesi in transizione per iniziare a conoscerle:

Comunità bolognesi in Transizione (CAT) è uno spazio di condivisione di esperienze, strumenti, metodi e conoscenze per facilitare le iniziative di transizione a Bologna e dintorni. Al CAT si incontrano periodicamente le persone che sono attivamente impegnate in iniziative di transizione locali. Nato nel 2010 come CAT – Centro di avviamento alla transizione, ha l’obiettivo di ispirare e favorire la nascita di nuove iniziative locali di transizione e fornire uno spazio per il supporto reciproco dei gruppi già attivi (per info: info.catbo@gmail.com).

Il CATabbraccio, Silvia Neri di Monteveglio in transizione

VOLABO ha partecipato al Festival della transizione italiana e ha avuto occasione di intervistare i gruppi bolognesi in transizione e parte del direttivo di Transition Italia. Come descriveresti la transizione? Cosa ti piace della transizione? Cosa ha cambiato la transizione nella tua vita e nella città in cui vivi? Il risultato è edificante: una gentile rivoluzione delle relazioni e delle visioni del benessere di comunità.

Teatro in transizione

Si può fare in un altro modo?

Il cambiamento gentile

Piccole soluzioni

Cura di sé, degli altri, della terra

Le persone al primo posto

Un ritorno alla vita

Oltre alle video interviste, grazie all’intermediazione di Santandrea, inseriamo in questo percorso di informazione e documentazione sulla transizione anche il contributo di Massimo Giorgini di Monteveglio in transizione e di Francesca Cappellaro di Terracini in transizione. Il primo intervento ci descrive il primo corso per facilitatori della transizione che si è tenuto a Bologna nel 2015; il secondo contributo invece ci racconta l’esperienza di Terracini in transizione ossia la prima iniziativa di transizione nata all’interno dell’Università degli Studi di Bologna.

 

Corso di facilitatore della transizione

di Massimo Giorgini di Monteveglio in transizione

 

Tra ottobre e dicembre 2015, si è svolto a Bologna il primo corso per facilitatori della transizione organizzato da Transition Italia in collaborazione con Climate-Kic Italia.  Francesca Cappellaro, Cristiano Bottone e Massimo Giorgini sono stati i facilitatori di questi tre fine settimana di formazione esperienziale.

Il corso ha coinvolto 21 esperti di transizione, facilitatori, professionisti di transizione e sostenibilità, persone coinvolte in iniziative di transizione nelle città e nelle comunità emiliano romagnole.

Tre week-end di formazione con sessioni interdisciplinari orientate ad aumentare le competenze in materia di avviamento e gestione dei processi di transizione per la sostenibilità ambientale ed energetica delle comunità locali.

Nonostante lo sviluppo di soluzioni innovative per la sostenibilità, i problemi ambientali sono persistenti e profondamente radicati nella nostra società. Per affrontare le sfide del cambiamento climatico emerge chiara la necessità  di concentrarsi non solo su soluzioni tecniche e infrastrutturali, ma anche di intraprendere un cambiamento sistemico a livello più ampio. A questo scopo, sono richieste nuove abilità e soft skills che permettono di facilitare e integrare il processo di trasformazione sistemica. La figura del facilitatore combina una conoscenza approfondita dei processi di sostenibilità con la capacità di implementare una visione sistemica per una transizione sostenibile.

Il corso è suddiviso in tre moduli, uno per ogni week-end, che vanno a coprire le tre aree importanti per un approccio sistemico alla transizione delle nostre città:

  • La testa: curare gli aspetti cognitivi della transizione per favorire il pensiero sistemico e la conseguente divulgazione e sensibilizzazione sui problemi globali del cambiamento climatico e del picco del petrolio.
  • Il cuore: imparare a gestire le emozioni che nascono nei momenti di grande cambiamento e facilitare un clima di fiducia e di collaborazione.
  • Le mani: facilitare la nascita e lo sviluppo di progetti pratici che possano ispirare il cambiamento di altre persone e favorire la transizione pratica.

Al termine di questo corso ci sono stati degli ottimi feedback da parte dei partecipanti che hanno evidenziato un aumento della motivazione, dell’entusiasmo e della voglia di mettersi in gioco come facilitatori.  Alcuni di loro hanno utilizzato gli stimoli del corso per avviare nuove iniziative e la maggior parte dei partecipanti ha espresso il bisogno e l’intenzione di approfondire la propria formazione nell’ambito della transizione.

Questi risultati ci hanno confermato l’importanza dei momenti di formazione, soprattutto se di tipo esperienziale (imparare facendo), come strumento di supporto per chi opera concretamente come facilitatore della transizione.

 

Terracini in transizione

di Francesca Cappellaro – Terracini in transizione

 

La transizione è entrata anche all’Università. In particolare dal 2013 presso la l’Università di Bologna è in corso un’iniziativa denominata “Terracini in transizione”. Terracini è il nome del plesso che ospita parte della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Ateneo di Bologna ed è sede anche di alcune aule studio e laboratori. Terracini in transizione è stato avviato grazie al progetto dottorato di Francesca Cappellaro, alla sensibilità della Prof.ssa Alessandra Bonoli e di un gruppo di ricercatori, dottorandi, docenti, studenti e tecnici del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM).

L’obiettivo è quello di trasformare la Scuola di Ingegneria e Architettura in un living-lab, laboratorio vivente, della sostenibilità. La sede di via Terracini è un plesso abbastanza recente che ben si presta all’attuazione di misure e interventi di sostenibilità, come previsto anche dal Piano di Sostenibilità Ambientale 2013-2016 approvato dall’Università di Bologna. Attualmente è già stato realizzato un tetto verde su un edificio dei laboratori, le cui prestazioni sono in fase di continuo monitoraggio. Inoltre sono previste azioni che puntano al contenimento dell’uso delle risorse (energia, acqua, materiali), ad una riduzione della produzione di rifiuti e alla promozione di buone pratiche come quelle della mobilità sostenibile.

Partendo da questi interventi, il progetto “Terracini in transizione” intende agire non solo da un punto di vista tecnico, ma anche sociale. La transizione non si limita, infatti, a considerare solo un singolo aspetto, ma mira ad espandersi, innescando processi partecipativi e sistemici. Il progetto Terracini in transizione ha visto quindi la nascita di un gruppo di transizione che, grazie al supporto di facilitatori di Transition Italia, ha coinvolto attivamente ricercatori, docenti, personale tecnico amministrativo e studenti. Il ruolo del gruppo è fondamentale, perché in un percorso di transizione non sono importanti solo le azioni che vengono realizzate, ma soprattutto la forza derivante da una comunità che cresce e lavora insieme. In particolare, attraverso i laboratori didattici di transizione si ha la possibilità di co-progettare soluzioni innovative e sperimentare progetti di transizione.

In pratica si tratta di fornire non solo soluzioni tecnologiche per migliorare la sostenibilità del plesso di Terracini, ma di adottare un approccio sistemico che sviluppi maggiore consapevolezza e fornisca strategie per un sistema più resiliente che meglio risponda ai cambiamenti ambientali e sociali in essere. I laboratori sono un’importante occasione per promuovere un cambiamento sistemico che partendo dal contesto dell’Ateneo si contamina e permette una diffusione del modello, apportando benefici anche alla comunità locale: dall’Ateneo alla città di Bologna. Sperimentare un percorso di transizione all’interno dell’Università permette di esplorare nuove forme di didattica e di ricerca all’interno del quale è possibile apprendere e sperimentare non solo “cosa” fare, ma anche e soprattutto “come” e “perché” fare.

Per informazioni:

https://unigreenblog.wordpress.com/
https://www.facebook.com/Terracini-in-Transizione-814163528621541/

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