E’ on line l’ultimo numero di VDossier dedicato alla Riforma del Terzo Settore

L’ultimo numero di Vdossier si intitola Incroci di cultura e riforma. Idee, princìpi e valori per orientarsi nella nuova legge del Terzo Settore ed è interamente dedicato alla Riforma del Terzo Settore. L’intento non è solo quello di dare informazione riguardo al nuovo codice del Terzo Settore dal punto di vista tecnico e amministrativo ma, soprattutto, quello di ricostruirne le implicazioni in termini di cambiamento culturale e innovazione sociale.

Per cercare di capire meglio il senso della riforma, aldilà degli aspetti tecnici, VDossier n.ro 3/2017 ha individuato alcune parole chiave che possono aiutare ad entrare nel nuovo scenario del volontariato e del non profit.  La prima parola è Partecipazione e la introduce Luigi Bobba, sotto segretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, definendola come “quel dovere inderogabile di solidarietà cui è tenuto un cittadino come soggetto attivo di una comunità”. Stefano Zamagni, professore di Economia dell’Università di Bologna, ricostruisce un significato più attuale delle parole Welfare e, insieme a Gregorio Arena di Labsus, Sussidiarietà: secondo questa interpretazione, il Welfare abbandona la connotazione statale per acquisirne una civica; e conformemente, si inizia a parlare di sussidiarietà circolare e amministrazione condivisa.  Lo dimostra l’esperienza di rigenerazione urbana nel quartiere Mirafiori a Torino, sotto la voce Territorioche è il frutto dell’investimento della locale Fondazione di Comunità in compartecipazione di istituzioni pubbliche, non profit, cittadini. Con Giovanni Moro viene affrontato il tema, molto delicato nel nostro settore, della Rappresentanza in un contesto sociale “liquido”, spontaneo e informale quali sono le aggregazioni solidali più attuali. Paolo Venturi di AICONN rivista la parola Valutazione inserendola in una cornice di sviluppo e innovazione della solidarietà. Ma quella che VDossier definisce “la vera architrave della riforma” è la parola comunità di cui parlano due rappresentanti del “nuovo volontariato” milanese in maniera molto autentica e di impatto:

Nei nostri territori c’è bisogno di relazioni, prima che di servizi. Le distanze tra le persone, anche vicine, sono spesso “enormi”, per questo è indispensabile creare spazi di condivisione e compartecipazione (pag. 64, cit. Gilberto Sbaraini Coop La strada)

Sotto la voce Controcorrente non mancano naturalmente le note più critiche. Luca Fazzi, sociologo dell’Università di Trento, teme che la legge intacchi lo spirito del volontariato che si fonda sulla gratuità e il Dono in quanto prevede che il numero dei lavoratori impiegati nelle attività possa raggiungere il 50% del numero dei volontari o il 5% del numero degli associati. Anche Ugo Ascoli, sociologo dell’Università di Ancona, è dello stesso avviso quando segnala la possibilità, introdotta dal nuovo codice, dei rimborsi spesa sulla base di una semplice autocertificazione. Marco Grumo, economista dell’Università Cattolica di Milano, sposta l’attenzione sul tema dei vincoli gestionali e organizzativi e degli obblighi di Trasparenza che teme possano soffocare le piccole organizzazioni. A questo proposito emerge la parola chiave Alleanze, infatti, nell’editoriale si legge

potrebbero aiutare a superare la frammentazione, la concorrenza a volte anche sleale, la fragilità di soggetti che spesso condividono obiettivi, ambiti di intervento, priorità. Si possono fare alleanze strategiche, per ottimizzare costi e risorse, oppure su singoli progetti, per ottenere risposte più efficaci ai bisogni (pag. 6)

Sono considerati anche i CSV, dal prof. Ascoli, che ne escono ridimensionati “pur essendo innovativi nel panorama europeo (…) e fondamentali per la crescita delle organizzazioni di volontariato negli ultimi 20 anni”. È infatti prevista una riduzione a circa la metà delle attuali sedi e una relativa flessione  di risorse a fronte, paradossalmente, dell’aumento esponenziale degli utenti e beneficiari.

Incroci di cultura e riforma

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