Via del Pratello, la social street della storica strada bolognese

La foto è di guidok69 su Instagram

“Il Pratello storicamente è un luogo molto sensibile agli aspetti della socialità, naturalmente le persone qui si incontrano più facilmente che da altre parti quindi il nostro lavoro ha funzionato meglio perché c’era un terreno già molto ricettivo”, con queste parole Nino Iorfino descrive la social street di via del Pratello. Iorfino è uno degli animatori della social street e degli amministratori della rispettiva pagina facebook. “Un giorno stavo passeggiando in via del Pratello e ho visto un volantino nel quale si pubblicizzava questo gruppo e si invitavano i residenti a conoscersi e a organizzare insieme iniziative di utilità comune”. Così Nino ha conosciuto la social street e ha scelto di parteciparvi “mi sono iscritto proprio all’inizio di questo progetto partito nel 2014, poi via via il mio impegno è aumentato. Attualmente siamo 3–4 persone ad occuparcene, io sicuramente sono una di quelle che ci dedica un po’ più di tempo!”.

 

Foto di fabrizio_savigni su Instagram

Tante sono le attività che chi amministra il gruppo facebook di una social street si trova a portare avanti “sicuramente una delle prime responsabilità per un amministratore è tenere viva l’attività sui social: non solo animarla ma anche mediare i contatti e le dinamiche. Ma oltre il virtuale, si lavora anche sul territorio promuovendo le relazioni sulla base delle realtà del luogo”, ci spiega Iorfino. Dunque una serie di compiti e responsabilità che, nella maggior parte dei casi, da chi lo fa in prima persona non è vissuta come attività di volontariato, “Non lo intendo come volontariato, condivido il mio tempo con gli altri e la cosa segue il mio interesse”, precisa Iorfino.

 

Foto tratta dalla pagina facebook Arti Povere Pratello

La peculiarità della social street del Pratello sta nel fatto che la vita della strada è fortemente caratterizzata dalle numerose e differenti realtà commerciali che la animano ormai da decenni, quindi sono moltissime le occasioni in cui la social street si trova a collaborare con queste. “Tradizionalmente sono realtà molto presenti e attive che vivono di socialità quindi facciamo iniziative che si integrano con le loro. Per esempio con alcune di queste abbiamo organizzato incontri, proiezioni, concerti…Una cosa che ha funzionato molto bene è incontrarsi sul gruppo facebook e poi suonare insieme negli spazi messi a disposizione dai locali della via. Di recente abbiamo organizzato una bella mostra di fotografia cui tutti potevano partecipare ed è stato un po’ un gioco, una festa riuscita bene che ha coinvolto tutti: gestori e frequentatori di locali o persone che semplicemente amano il Pratello”.

 

Foto tratta dalla pagina facebook Arti Povere Pratello

Una collaborazione particolare è quella che la social street ha con il Centro Sociale della Pace (ex Circolo Pavese) che nel tempo è diventato il posto dove più spesso il gruppo si incontra trovando così risposta al bisogno di avere una sede di riferimento. Una questione fondamentale, quella della sede, che accomuna molti gruppi informali e non, tra cui le social street che seppur partendo dal web e dai social netwotk, hanno desiderio di condividere pezzi di vita reale. Al Centro vengono organizzate attività di diverso genere come incontri sulla qualità della vita, sull’alimentazione, sulla sicurezza… Un altro momento comune molto partecipato è il mercatino del riuso che organizziamo ogni mese. Sono tutte occasioni di condivisione ma anche di socialità che rispondono a bisogni semplici e sentiti da tutti.  Di progetti per il futuro ne abbiamo tanti ma realizzarli non è sempre facile. Una cosa che ci interessa molto è sviluppare in modo più organico la collaborazione con il Centro della Pace e farne uno spazio dove si incontrano le diverse generazioni che abitano e vivono il Pratello…E vedremo cosa succederà!”.

 

 

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