25 novembre 2021 | Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2021 sono 3704 le donne che hanno contattato i 15 Centri antiviolenza del Coordinamento regionale. Di esse, 3378 donne, pari al 91,2% lo hanno fatto perché vittime di violenza. Le donne che si sono rivolte per la prima volta ad un Centro antiviolenza sono state 2483. Le donne già in percorso, da anni precedenti, sono state in totale 895.

Tra le donne che per la prima volta hanno chiesto aiuto ai Centri le italiane sono il 64,8%, pari a 1571 donne; le straniere il 35,2%,  pari a 853 donne. Il 70,6%, 1613 donne, sono con figli/e, il 29,4%, 671 donne, sono senza figli/e. In totale,  le figlie e i figli delle donne accolte sono stati 2756, in larga parte minorenni. Le donne ospitate dal 1 gennaio al 31 ottobre 2021 sono state 232, i figli/e 240 per un totale di 572 donne e bambini/e ospitati. Le notti di ospitalità sono state in totale 48.526, in media 102,8 notti per donna e/o figli/e. Rispetto allo stesso periodo del 2020 sono aumentate le richieste d’aiuto.

Questi sono alcuni dei dati pubblicati dal Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna in occasione della Giornata mondiale per il contrasto alla violenza contro le donne. I numeri e i recenti fatti di cronaca narrano un’emergenza quotidiana ben più lunga di quella sanitaria che stiamo vivendo.

Il #25novembre sul territorio

Per lottare contro questo problema che ha radici culturali profonde e difficili da estirpare, le associazioni che compongono il Coordinamento, unite alle associazioni che in tutta Italia e in tutto il mondo lottano contro la violenza di genere, in questi giorni propongono numerose iniziative di sensibilizzazione. Tra gli eventi nel territorio metropolitano si segnalano il Festival La Violenza Illustrata a Bologna e il calendario di iniziative nel Nuovo Circondario Imolese.

Anche la Regione Emilia-Romagna partecipa alla giornata pubblicando il Rapporto anno 2021 dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e lanciando la campagna di comunicazione Dalla tua parte, con 5 video di informazione e sensibilizzazione sul tema.

L’Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria

Lo scorso 18 novembre la rete D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza ha comunicato la nascita dell’Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria, che ha l’obiettivo di ridurre e porre fine a una delle conseguenze più dolorose dei percorsi giudiziari che le donne affrontano per uscire dalla violenza che subiscono: l’essere rese nuovamente vittime a causa di procedure e approcci che non riconoscono o minimizzano la violenza subita, mettono in dubbio la loro credibilità, le colpevolizzano, sottovalutano l’impatto della violenza assistita da figli e figlie e impongono forzatamente forme di bigenitorialità che consentono agli uomini maltrattanti di reiterare comportamenti abusanti nei loro confronti.

Il gruppo di lavoro è composto da 30 esperte dei centri antiviolenza con profili professionali diversi (avvocate, psicologhe, sociologhe, operatrici, educatrici), con una lunga esperienza nel supportare le donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza affrontando anche le sofferenze generate dalla vittimizzazione secondaria. Il team indagherà l’impatto della vittimizzazione secondaria sulle donne che hanno subito violenza e sui loro figli attraverso indagini qualitative e quantitative, per offrire elementi di riflessione concreta necessari per promuovere un cambiamento nell’approccio istituzionale, e in particolare giudiziario, e nelle procedure per porre fine alla vittimizzazione secondaria. I dati saranno raccolti nelle 84 organizzazioni che compongono la rete D.i.Re presenti in 19 regioni, dove gestiscono 111 centri antiviolenza, 64 case rifugio e circa 150 sportelli antiviolenza, offrendo aiuto a oltre 20.000 donne.

Per approfondire il tema della violenza di genere:

https://giulia.globalist.it/

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