SOS Donna si racconta

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Cosa fa la tua associazione?

Nata nel 1989 come “linea telefonica contro la violenza alle donne” oggi si  occupa anche di fare opera di prevenzione con interventi nelle scuole e con eventi che ne facciano capire i molteplici aspetti.  Dal 2006 l’aiuto alle donne viene realizzato anche nel CIE di Bologna con uno sportello che dà sostegno alle donne trattenute, in particolare aiutando le donne vittime di tratta a realizzare un percorso di denuncia e di uscita dalla violenza, e aiutandole anche nel momento dell’uscita cercando per loro una struttura che le accolga.

 

Racconta brevemente un’esperienza positiva e che ti ha dato soddisfazione che rappresenti il lavoro della tua associazione.

Il nostro lavoro ha permesso di riconoscere come minorenne una ragazzina trattenuta al CIE che probabilmente, essendo stata terrorizzata dai suoi sfruttatori, non voleva dichiarare la minore età. I colloqui con lei le hanno permesso di acquistare fiducia e in seguito siamo state anche in grado di trovare i documenti che dimostravano la sua minore età. E’ poi stata accolta in una comunità che le ha permesso anche di prendere la licenza media e di poter continuare il suo percorso di crescita personale.

 

 

Racconta brevemente una esperienza difficile che rappresenti la complessità del lavoro della tua associazione.

Possiamo fare riferimento ad una esperienza che ha riunito in sé tutte le difficoltà  che incontriamo quotidianamente:  è il caso di una donna africana che ha sporto denuncia per sfruttamento della prostituzione e contemporaneamente ha fatto richiesta di asilo politico. La denuncia ha comportato tempi molto lunghi prima di essere raccolta e diversi solleciti ed inoltre non ci è stato possibile conoscere il nome del giudice a cui l’inchiesta è stata affidata ed a tutt’oggi non ne conosciamo l’esito. Per quanto riguarda la richiesta d’asilo, a distanza di più di sei mesi dalla convocazione in commissione, non se ne conosce ancora l’esito ;  tutto questo ha comportato un’estrema difficoltà  nel trovare una pur provvisoria accoglienza.

 

Se incontrassi il genio della lampada e potessi esprimere solo tre desideri per migliorare la situazione nelle carceri italiane, quali desideri esprimeresti?

Per il CIE:
non deve proprio esistere
se proprio deve esserci, gli “ospiti” dovrebbero essere considerati proprio degli ospiti con i loro diritti alla dignità, alla salute …
deve essere sostenuta la speranza di una vita giusta e dignitosa

 

Come è nata l’idea di realizzare un progetto insieme alle altre associazioni del territorio che lavorano negli istituti di pena bolognesi?

Siamo state sollecitate da alcune parlamentari a lavorare come volontarie in uno sportello di supporto alle donne trattenute, sollecitazione che abbiamo accolto molto positivamente in quanto strettamente legata ai temi del nostro impegno.

 

Immagina che Cris, volontario della tua associazione, a causa di un incantesimo cada in un sonno profondo da cui si risveglia solo qualche giorno dopo la chiusura del vostro progetto. Quali cambiamenti pensi che ritroverebbe nel modo di fare volontariato della sua associazione?

Se con il nostro progetto si intende il nostro lavoro al CIE spereremmo che quando Cris si sveglia il CIE non ci sia più.

 

 

 

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