8 marzo | La festa della donna che dice no alla violenza 

Non si fermano le iniziative de la Casa delle donne per non subire violenza

Festa della donna, contro la violenza di genere

Come le malattie, anche la violenza si può curare, si può guarire, dalla violenza si può uscire: tutta l’attività dei centri antiviolenza e le tante donne che ne sono venute fuori lo dimostrano. 

Con queste parole la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna cerca di tenere desta l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere che, come un virus, si ritiene sia epidemico a livello globale e come tale vada contrastato insieme, a vari livelli. 

Proprio per questo, nonostante numerose attività culturali previste in occasione della giornata internazionale della donna siano state cancellate a causa dell’emergenza sanitaria in corso, ci sono comunque varie soluzioni per sostenere la causa e l’operato dell’Associazione.  

Come sostenere la Casa delle donne per l’8 marzo

  • Chi oggi si recherà a fare spesa nei punti vendita Despar, Interspar ed Eurospar della Regione Emilia-Romagna potrà sostenere le attività e i progetti de la Casa delle donne per non subire violenza, facendo una donazione libera direttamente alle casse del supermercato.  
  • A partire dall’8 marzo il Centro commerciale Lame, in Marco Polo 3, a Bologna ospiterà due istallazioni sul tema della violenza di genere e del femminicidio: “Sogni vestiti” e “100 scarpette rosse per dire basta…”. Le opere che compongono la mostra sono state realizzate dal gruppo di donne Fili Urbani di Bologna e donate alla Casa delle donne.  
  • È possibile sostenere l’operato della Casa delle donne direttamente da casa, tramite la raccolta fondi che l’Associazione bolognese ha lanciato sul social network Facebook | ttps://www.facebook.com/casadonnebologna/. 
  • È possibile seguire online gli aggiornamenti della campagna di sensibilizzazione Non una di meno alla pagina facebook https://www.facebook.com/nonunadimenobologna/.  
  • È possibile seguire online gli aggiornamenti della campagna di sensibilizzazione a cui la Casa aderisce D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, di cui la Casa fa parte: Violenza sulle donne. In che Stato siamo? (https://www.direcontrolaviolenza.it/). 
  • È possibile seguire e sostenere la campagna #Pensaciprima – https://www.pensaciprima.info – per chiedere alla Giunta della Regione Emilia-Romagna di impegnarsi su tre proposte concrete contro la violenza di genere: raddoppiare e rendere strutturali le risorse ai centri antiviolenza, un sostegno economico alle donne attive in percorsi di fuoriuscita dalla violenza, e la costituzione di un fondo regionale per coprire le spese di assistenza legale. 
  • Viva Vittoria, l’opera relazionale condivisa e curata dal Caffè dei Gomitoli, prevista per il 7 marzo in Piazza Maggiore, con un’asta a favore dei centri antiviolenza cittadini, è rimandata al 4 aprile.  

 Oltre a queste iniziative che invitano la cittadinanza a una partecipazione attiva anche da casa – attraverso le nuove tecnologie, ma anche attraverso il dialogo, la documentazione e un cambio di passo da un punto di vista culturale -, vale la pena spendere alcune parole sul progetto che inaugura la primavera 2020 de La casa delle donne di Bologna. 

Il 31 marzo 2020 infatti (salvo imprevisti dovuti al particolare periodo storico) sarà presentato il progetto Casa Proseguire ai servizi e alle associazioni firmatarie dell’Accordo metropolitano per la realizzazione di attività ed interventi di accoglienza, ascolto ed ospitalità per donne che hanno subito violenza. 

Proseguire è una casa rifugio ad alta valenza educativa che verrà allestita nei prossimi mesi presso un appartamento di proprietà della Casa delle donne. Il progetto, presentato grazie alla preziosa collaborazione tra Comune di Bologna, Città Metropolitana e Casa delle donne, ha ottenuto un finanziamento dalla Regione. L’idea di questa struttura nasce dal bisogno rilevato di problematiche complesse che sempre più frequentemente si aggiungono al percorso di uscita e protezione dalla violenza, e richiedono un particolare supporto e una maggiore presenza oraria di operatrici ed educatrici. 

Qualche dato sulla violenza di genere da la Casa delle donne di Bologna

Nel 2019 la Casa è stata contattata da 728 nuove donne (di cui 692 hanno subito violenza: 461 italiane e 218 straniere, 13 nr.; sono 386 le donne provenienti da Bologna, le altre da fuori città), mentre altre 224 sono state seguite per motivi di violenza dagli anni precedenti. In totale si tratta di 916donne, con un aumento di 104 donne rispetto ai dati relativi all’anno 2018. Delle 692 donne nuove, 537 hanno subito violenza da parte del partner o ex, 76 da altri familiari, 37 da un amico/conoscente. I colloqui personali svolti nell’anno 2019 sono 1.837, dato anche questo aumentato del 49% rispetto all’anno precedente (1.236).  

Si può leggere questa crescita come una sempre maggiore presa di coscienza delle donne, che si sentono più autorizzate a chiedere aiuto, anche in relazione a un’aumentata competenza dell’informazione pubblica sul tema della violenza, o anche all’infittirsi del lavoro di sensibilizzazione e di rete per l’emersione dei casi.  

Nelle strutture di ospitalità sono state ospitate 79 donne, insieme ai/alle loro 80 figli/e, per un totale di 159 ospiti (erano 126 nell’anno 2018), con un aumento del 26%, spiegabile con l’entrata a pieno regime della seconda casa di emergenza Ri-uscire, che nel 2018 era stata aperta solo da maggio. Le italiane ospitate nel 2019 sono 26, e 53 le straniere. Alcune donne sono transitate in diverse strutture, ad esempio da quelle di emergenza (1-2 mesi) a quelle di ospitalità di medio periodo (6-8 mesi). 

Non è stato possibile ospitare 35 donne per mancanza di posti letto. Nel corso del 2019 il Settore Oltre la Strada ha seguito 30 donne vittime di tratta che hanno scelto di intraprendere un percorso di protezione sociale ai sensi dell’art.18 T.U. Di queste, 15 hanno fatto accesso al Centro per la prima volta nel 2019, mentre altre 15 erano già in carico dagli anni precedenti. Sono inoltre stati effettuati 414 colloqui e 96 accompagnamenti di area medica, sociale e legale. La nazionalità prevalente è quella nigeriana (67%), mentre il 20% proviene da paesi dell’Europa Orientale e il restante 13% da altri paesi extra europei. L’86% delle donne vittime di tratta seguite ha riferito di aver subito violenza economica, l’80% violenza psicologica, il 73% violenza fisica e il 46% violenza sessuale. Le donne vittime di tratta raramente subiscono infatti un’unica forma di violenza, molto più frequente è il caso in cui diversi tipi di violenza si siano sovrapposti o susseguiti.  

Grazie alle attività di raccordo coordinate dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna, si è rafforzata la rete di supporto a favore di donne richiedenti asilo vittime di tratta. Si è infatti registrato un significativo aumento delle segnalazioni e un conseguente ingresso facilitato ai programmi di protezione sociale da parte di giovani donne vittime di tratta richiedenti asilo, favorendo in questo modo l’uscita da una situazione di sfruttamento sessuale e la possibilità per loro di intraprendere un percorso di inserimento socio-lavorativo.

Fonte: Associazione Casa delle donne per non subire violenza di Bologna

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