AAA famiglie bolognesi cercansi per accogliere nel week end i minori soli

Fonte della notizia: Emilia Romagna Sociale

In partenza il progetto pilota “A casa mia” promosso dall’associazione di mediatrici interculturali Amiss con Asp e Comune di Bologna. Lo scopo è aiutare gli adolescenti senza genitori a crearsi una rete sociale per non sentirsi sperduti quando lasceranno le strutture a diciotto anni.

Sono 378 i minori, per lo più adolescenti, accolti nelle strutture del Comune di Bologna perché privi di famiglia o con madri sole o genitori che non possono seguirli. Sono per lo più ragazzini stranieri, arrivati in Italia da soli dopo mille peripezie, che si trovano catapultati in una realtà socioculturale molto diversa dalla propria. Il progetto “A casa mia”promosso da Asp e Comune, in collaborazione con l’associazione di mediatrici interculturali Amiss, vuole offrire a questi ragazzi la possibilità di conoscere la città in cui si trovano a vivere.

Si cercano pertanto famiglie bolognesi disposte a dedicare anche un solo giorno alla settimana o un week end a questi adolescenti soli, invitandoli a pranzo o al cinema, allo stadio o a fare una passeggiata per conoscere Bologna. Un modo per integrarli nell’ambiente in cui continueranno a vivere quando avranno compiuto diciotto anni e dovranno affrontare la vita con minori aiuti, anche se per loro è stato attivato il progetto Vesta “Rifugiati in famiglia”, sempre promosso da Comune e Asp. Una tappa successiva, una volta che si sono creati legami affettivi tra le famiglie e i minori, potrebbe essere quella dell’affidamento.

Chi è interessato ad accogliere un adolescente nei fine settimana può contattare il Centro famiglie in via del Pratello o l’associazione Amiss (tel. 051/0827324). In attesa che il progetto “A casa mia” decolli, sono già partiti incontri di formazione con le comunità straniere e le associazioni cittadine, tra cui Piazza Grande e le Cucine popolari di Roberto Morgantini.

I dati

La maggior parte dei minori accolti alla data del 31 ottobre nelle strutture bolognesi ha dai 14 ai 17 anni. Vengono dai paesi dell’Est, dall’Africa, dal Bangladesh. Quelli che hanno affrontato lunghi viaggi e sono arrivati via mare da marzo 2015 a febbraio 2016 sono 163 di 14 nazionalità differenti (il 34% dal Gambia, il 13% dal Ghana, il 12% dalla Nigeria). Si tratta di adolescenti non accompagnati sopravvissuti agli sbarchi e a viaggi estenuanti, protetti dal sistema di prima accoglienza del Comune. Il numero degli arrivi al momento è stabile ma non è destinato a diminuire.

 

Related Posts