AGEOP inaugura la nuova scuola all’interno del Reparto di Oncoematologia Pediatrica del S.Orsola-Malpighi

È stata inaugurata questa mattina la nuova scuola all’interno del Reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna. L’aula si trova al 5° piano del padiglione 13 e nasce da una ristrutturazione voluta da AGEOP e realizzata grazie alla donazione del Lions Club Bologna Irnerio, in ricordo del socio fondatore e già presidente Raimondo Zambonini e di sua moglie Gemma Grossi Zambonini.

Il progetto, racconta l’Associazione, non si è limitato all’adeguamento degli spazi, ma ha previsto anche l’allestimento di un ambiente accogliente, colorato e funzionale in cui potranno lavorare gli insegnanti della sezione ospedaliera Gozzadini dell’Istituto Comprensivo 6 di Bologna.                     Se è vero che la scuola è sinonimo non solo di cultura, ma anche di vita, speranza, futuro, la scuola in ospedale rappresenta un elemento imprescindibile del percorso di sostegno con cui tutto lo staff multidisciplinare del Lalla Seràgnoli segue i giovani pazienti oncologici durante il lungo iter di terapie. La formazione scolastica infatti rappresenta la possibilità di mantenere insieme la vita “di ieri e di domani” dando significato al Presente, perché non sia un tempo di attesa, ribadisce AGEOP. La scuola costituisce un elemento di continuità che permette di mantenere un contatto con i coetanei e le attività quotidiane, traumaticamente interrotte dalla malattia, e rappresenta anche un “Ponte verso il Futuro”, cioè il luogo dove si impara e si cresce, continuando a pensare “cosa farò da grande”.

La scuola all’interno dell’ospedale – approfondisce Francesca Testoni, responsabile Ageop – rappresenta uno dei diritti fondamentali del bambino, quello dell’istruzione, ma anche la possibilità di portare avanti, nonostante la malattia, progetti legati alla costruzione dell’avvenire.
L’intervento dell’insegnante s’inserisce all’interno del progetto di assistenza globale indispensabile per uno sviluppo, meno traumatico possibile, della personalità.
Qui in ospedale, scuola vuol dire anche poter dimostrare a sé stessi, e a coloro che per noi sono importanti, che – nonostante tutto –  abbiamo in noi risorse ed energie radicate e potenti alle quali è possibile attingere. Quando il genitore comincia a riprendersi dallo stordimento della comunicazione della diagnosi, quando finalmente vede il proprio figlio stare meglio, quando può alzare lo sguardo verso un orizzonte che ora comincia ad apparire più sereno, ecco che comincia ad occuparsi e preoccuparsi della qualità della vita.
E cosa c’è di più ovvio e normale della scuola nella vita di un bambino”?

Per informazioni:
promozione.ageop@aosp.bo.it | 051 2143866
www.ageop.org

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