Al carcere Dozza di Bologna inaugurata la biblioteca “Massimo Pavarini”

Donati oltre 2.500 volumi della biblioteca giuridica del professore di diritto penale e penitenziario dell’Alma Mater, Massimo Pavarini, scomparso nel 2015

Leggere e studiare per riflettere sugli errori e riconquistare la dignità di persone libere. È questo lo spirito con il quale è stata inaugurata a fine settembre la biblioteca “Massimo Pavarini” al carcere della Dozza di Bologna. La biblioteca è costituita da una raccolta di 2500 volumi, di cui 300 non reperibili in altre biblioteche italiane o europee: un dono che il giurista Massimo Pavarini aveva pianificato prima della sua morte, avvenuta nel 2015, e che ha portato avanti la moglie, Pirchia Schildkraut. Al lascito si aggiungono 300 estratti, 40 titoli di riviste e materiale audiovisivo con la registrazione di un corso accademico di criminologia e diritto penale tenuto nel 2008 all’Università Federale del Paranà di Curitiba. Pavarini, nel mondo accademico e nella comunità scientifica-culturale, in Italia e all’estero, in modo particolare in America Latina, era molto conosciuto e profondamente stimato. Le sue ricerche si sono concentrate sul tema delle pene, studiato criticamente nelle sue giustificazioni teoriche, nelle pratiche, nella dimensione comparata.

Tutto il materiale è visibile nel Sistema bibliotecario dell’Università ed è accessibile anche agli esterni del carcere.

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