Apre il Museo Olinto Marella

Progetto culturale voluto e curato dall'Opera di padre Marella per tenere viva la memoria e gli insegnamenti di padre Olinto Marella.

Sabato 12 giugno apre le porte alla città il Museo Olinto Marella, sito in viale della Fiera 7 a Bologna, luogo dove Padre Marella ha realizzato il primo progetto della Città dei Ragazzi per dedicarsi agli ultimi e ai piccoli senza speranza. Lì, negli anni ’40 del secolo scorso, Marella aveva trasformato l’edificio della nettezza urbana in una chiesa denominata la Cattedrale dei Poveri. Ogni mattina per loro celebrava la messa, cui faceva seguire delle offerte in un offertorio a parti rovesciate.
L’edificio è rimasto abbandonato e pericolante per decenni finché, su precisa volontà del successore di Padre Marella recentemente scomparso padre Gabriele Digani, è stato ristrutturato e rigenerato per dare vita al Museo, come omaggio al Beato e opportunità di conoscenza, ispirazione, riflessione per i suoi visitatori.

«Parliamo di un uomo che poteva scegliere qualsiasi strada, ma che ha scelto gli ultimi, chi non ha nessuno, chi non ha volto, chi è invisibile, chi non trova attenzione – racconta l’Arcivescovo di Bologna, Card. Matteo Zuppi ricordando padre Marella. – La sua carità non si preoccupava solo di aiutare e di sfamare chi era nel bisogno, ma cercava di donare loro un futuro da cittadini liberi e responsabili. La carità per lui era il punto di arrivo di un pensiero profondo e lucido, era la scelta di una missione al fianco degli ultimi, era lo strumento di speranza per gli invisibili».

«Il museo vuole far immergere i visitatori nella complessità di Olinto Marella, vuole guidarli in un’esperienza totalizzante e intima nella vita del Beato e in quella dei suoi ragazzi – spiega la curatrice Claudia D’Eramo -. È un museo che fa conoscere Marella in modo non didascalico ma appassionante, struggente, anche ironico, restituendogli la complessità e la profondità di una persona che è stata sacerdote, figlio, padre, testimone e simbolo di coscienza e carità radicale e intelligente».

Accanto a D’Eramo, per l’allestimento museale multimediale è stato coinvolto lo studio auroraMeccanica, che ha reso unico e vivo il racconto. La curatrice ha poi scelto di coinvolgere il giovane artista Matteo Lucca, il fotografo Simone Martinetto e il documentarista Luca Capponi che con il loro lavoro restituiscono al pubblico l’unicità di Olinto Marella e mostrano una profonda sensibilità e attenzione per gli ultimi, sempre raccontati con grazia, empatia e passione.

Il Museo ospita quattro ambienti e una serie di installazioni multimediali, tra cui l’opera d’arte collettiva realizzata da Matteo Lucca e dai mille partecipanti alla cerimonia di Beatificazione in piazza Maggiore lo scorso 4 ottobre 2020. Grazie a un generoso contributo della Fondazione Carisbo è stato possibile realizzare le opere e gli allestimenti museali che sono in funzione dei visitatori, i veri protagonisti – con Olinto Marella e i suoi figli – di questo spazio.

«Tra i diversi progetti alla cui realizzazione la Fondazione Carisbo ha contribuito, in occasione della Beatificazione di don Olinto Marella promossa dall’Arcidiocesi – dichiara il Vice Presidente della Fondazione, Carlo Cipolli –, vediamo oggi compiersi un progetto di grande importanza per la cittadinanza: un museo allestito proprio nell’edificio, ristrutturato dall’Opera di Padre Marella, che rappresentò la prima sede scelta di Padre Marella per intraprendere la sua opera sociale nei quartieri più poveri di Bologna. Tale museo allestito in modo multimediale, secondo le moderne tecniche museali che coniugano qualità artistica e coinvolgimento del visitatore, costituisce un tassello di un percorso che vedrà coinvolta tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ai ragazzi delle scuole medie e superiori».

Nel giorno dell’inaugurazione del museo viene lanciata anche la campagna di crowdfunding Ripartire insieme in ricordo di padre Gabriele Digani, per proseguire l’impegno educativo finalizzato all’autonomia e alla responsabilità così come voluto dal padre Marella.

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Per informazioni:

museo@operapadremarella.it | museo.operapadremarella.it

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