“Atlante minori stranieri non accompagnati in Italia”

I dati della pubblicazione di Save The Children

Per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2017 in programma il 20 giugno, Save the Children ha diffuso il primo “Atlante minori stranieri non accompagnati in Italia”, che racchiude un insieme di dati e storie dei minori giunti in Italia, andando a comporre un quadro allarmante: tra chi arriva via mare nel nostro Paese ci sono sempre più minori soli e sempre più bambini vulnerabili.
In 6 anni (tra gennaio 2011 e dicembre 2016) sono sbarcati in Italia 62.672 minori senza adulti di riferimento, provenienti principalmente da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria. Il loro numero è drammaticamente cresciuto: dai 4209 del 2011 (4.209), quando la loro percentuale sul totale di arrivi era del 6%, ai 25846 del 2016, con una percentuale cresciuta a oltre il 16% del totale dei migranti arrivati.
L’aumento costante di questi numeri evidenzia come la presenza di minori non accompagnati sia un fenomeno strutturale, al quale non è ancora stata data una risposta adeguata, anche in considerazione della crescente vulnerabilità legata all’età precoce e al genere. Vulnerabilità che aumenta per i numerosissimi minori “invisibili”, per i quali l’Italia è solo un luogo di transito: volendo raggiungere familiari o connazionali in altri Stati, i giovani si rendono irreperibili al sistema di accoglienza finendo per riaffidarsi, con gravissimi rischi, ai trafficanti di esseri umani.
Per coloro che rimangono in Italia è alto il rischio di essere sfruttati nel lavoro nero e in attività illegali. Negli ultimi anni si è assistito inoltre a un aumento progressivo della presenza di pre-adolescenti e bambini della fascia 0-14 anni, così come è cresciuto il numero delle minori sole, che si è quadruplicato tra il 2012 e il 2016, soprattutto nel caso di giovanissime nigeriane, a forte rischio di tratta per la prostituzione, ed eritree, che raccontano in molti casi di essere state vittime di violenza sessuale.
L’Atlante di Save the Children propone una visione d’insieme dei drammi che i minori soli si sono lasciati alle spalle affrontando terribili esperienze per raggiungere l’Europa, del loro coraggio e delle loro aspirazioni per un futuro già pagato a caro prezzo, e che purtroppo non è garantito perché dipende innanzitutto dalla presenza di un sistema di accoglienza e protezione adeguato,  primo passo fondamentale per un percorso di integrazione.

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