Ausilio di Coop Adriatica: il tempo è la misura della qualità del progetto

Intervista con Mattia Fontanella, responsabile sviluppo e innovazione attività sociali e di sistema e Elena Gamberini –  referente del progetto Ausilio.

Siamo andati presso la sede di Coop Adriatica, a Villanova di Castenaso, per conoscere “Ausilio”, una delle iniziative di volontariato che l’azienda ha ideato nell’ambito della responsabilità sociale di impresa. Mattia Fontanella ed Elena Gamberini  ci raccontano la filosofia da cui nasce Ausilio e l’evoluzione  di questo progetto nel tempo.

Ausilio nasce circa 20 anni fa per dare supporto  a persone svantaggiate. Un team di volontari si incarica di fare e consegnare la spesa a chi è solo e impossibilitato a recarsi al supermercato. Ha una funzione di servizio ma non è un servizio. Il servizio è qualcosa che si paga – anche se poco – e, in virtù di ciò, è dovuto. Qui invece parliamo di volontariato. Non è dovuto e non va preteso. Ausilio è un bene comune, un progetto di solidarietà a disposizione della comunità sofferente, avvolta nella solitudine. È la scelta della nostra cooperativa di stare sul territorio con attenzione al benessere sociale, al welfare  locale, è un modo di generare coesione. E non c’è cooperazione dove non c’è coesione sociale.

Capita spesso di confondere il concetto di servizio con quello di volontariato, specialmente in questo ambito in cui l’iniziativa solidaristica è strettamente legata a un’azienda. Fontanella tuttavia ci tiene a  specificare la differenza tra i due termini e riaffermare i principi del volontariato e della cittadinanza attiva che sono diversi da una logica commerciale ma altrettanto importanti, specialmente per una cooperativa. Riprendendo le teorie di Riccioni – uno dei padri della cooperazione – ci spiega che questo tipo di aziende devono trovare un equilibrio tra la visone economicista e la visone  sociale e solidale, altrimenti perdono di vista la loro ragione d’essere.
Secondo la sua idea bisogna saper collegare un bilancio di esercizio a un bilancio di sostenibilità e responsabilità sociale avanzata. Oltre al dovere di garantire una sostenibilità dal punto di vista economico,  un’azienda ha anche quello di restituire al territorio in cui opera il valore che questo le permette di generare.

In questi anni abbiamo sperimentato tanti modi per dare risposte articolate ai bisogni della nostra comunità, collaborando anche con altri soggetti come le istituzioni e le associazioni. Però ho la sensazione che da parte del pubblico manchi  un po’ la capacità di fare da regista e di mettere a sistema le risorse. Il mio suggerimento, quasi un sussurro, è che ci sono potenzialità straordinarie. Dobbiamo metterle in rete e non rischiare di disperdere energie, intelligenze e competenze perché manca una guida. Queste risorse sono fondamentali per rispondere a emergenze che sono stringenti.

Secondo questa prospettiva, Ausilio è “antenna sul territorio”: supporta le istituzioni e i servizi sociali nella lettura delle problematiche, che oggi più che mai denotano un trend crescente e sono tal volta nuove rispetto al passato. I volontari che ogni giorno si relazionano con le fasce più deboli della comunità sono spesso i primi a rilevare e segnalare agli organi di competenza situazioni che peggiorano o che addirittura non erano mai state prese in carico perché sconosciute. Gamberini, che  ha seguito il progetto da vicino, ci racconta di persone trovate in casa nude, in mezzo a bottiglie, stoviglie sporche e cibo ormai avariato, persone in condizioni di forte disagio psichico.

Ci sono a volte dei carichi emotivi forti e in qualche modo vanno gestiti. In passato è stata fatta della formazione ad hoc, ma ora è necessario ripeterla perché le situazioni stanno degenerando. Per il momento cerchiamo di raccogliere le casistiche più complesse e confrontarci insieme su come affrontarle. Se necessario, come è già capitato, chiediamo un aiuto anche ad Auser, Arad o al Sert.
Ausilio non è solo portare la spesa … è molto di più. Si fa anche una lettura di cosa viene acquistato: ad esempio si controlla se  viene richiesto troppo vino, o solo un certo cibo, si verifica se vengono richiesti i prodotti per lavarsi. A livello di coordinamento locale, grazie a una lettura particolare e profonda delle abitudini degli utenti, abbiamo una fotografia  del territorio che ci consente di intercettare alcune situazioni delicate. Durante l’anno monitoriamo l’evoluzione di alcuni fenomeni e cerchiamo di vedere come si modifica il territorio  per  capire quali sono le emergenze.

Coop Adriatica  in collaborazione con le Università di Bologna e Ferrara ha realizzato una ricerca sulla povertà ed è emerso che tra i lavoratori e gli studenti fuori sede e le persone separate ci sono i nuovi poveri che il pubblico sembra non intercettare. Di fronte a un’accelerazione delle dinamiche sociali, all’aumento di velocità anche nel diventare poveri  e alla rilevazione di certi bisogni che non trovano risposta,  c’è una società che inizia ad auto-organizzarsi dal basso. Questo è il volontariato, indipendente o svolto in forma associativa. Nel caso di Ausilio si tratta di gruppi di volontari puri che afferiscono ad associazioni come Auser, ma che in realtà operano in maniera autonoma e semplicemente “ascoltando” le persone ideano soluzioni.

Ci sono dei bambini a Bologna che vanno a scuola e dicono “non ho mangiato”, ci sono famiglie che non hanno un libro in casa. Queste cose basta vederle osservarle per dare risposta, e allora i nostri volontari si inventano una raccolta straordinaria di beni alimentari o di libri.

Fontanella ci descrive poi la composizione variegata dei volontari di Ausilio tra cui ci sono pensionati, impiegati, disoccupati, studenti, e anche qualche dipendente Coop, specialmente chi riesce a conciliare con i turni di lavoro. Ci racconta che la strada per riuscire ad avere un vero e proprio volontariato di impresa è ancora da percorrere, ma ci sono delle ipotesi per il futuro e rientrano nell’ambito di un più ampio programma di sviluppo del welfare aziendale  che va anche nella direzione di una sensibilizzazione del personale a certi valori. Intanto attraverso l’house organvengono promosse iniziative dedicate al riciclo, alla solidarietà internazionale e al racconto di esperienze di volontariato.
Dopo averci dato qualche pennellata del mondo interno a Coop Adriatica ci lascia con queste battute:

Verso di noi c’è una grande fiducia ma anche una grande attenzione e controllo. Questo è anche un bene perché ci stimola alla qualità.

 

Coop Ausilio si racconta …

Il video racconta una giornata tipo dei volontari Ausilio

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