Prevenire la diffusione dell’epidemia negli istituti penitenziari

Avviso di coprogettazione Regione Emilia-Romagna e UIEPE – Ufficio Interdistrettuale per l’Esecuzione Penale Esterna: Iniziative per prevenire la diffusione dell’epidemia da Covid-19 negli istituti penitenziari della regione.

Un unico avviso di coprogettazione per due progetti, uno della Regione Emilia-Romagna e uno dell’Ufficio Interdistrettuale per l’Esecuzione Penale Esterna. È quello pubblicato il 21 aprile 2020 da UIEPE e visibile al seguente indirizzo >>

Tutto nasce dal Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (“Cura Italia”) che ha previsto, con l’articolo 123, misure per la riduzione del sovraffollamento negli istituti penitenziari attraverso l’accesso alla detenzione domiciliare riservata a coloro che ne possiedono i requisiti e sono a non più di 18 mesi dal fine pena, che potranno essere accolte per 6 mesi e comunque non oltre la scadenza della pena da scontare, in soluzioni abitative individuali e di comunità.

Nella attuale situazione di grave emergenza sociosanitaria infatti anche le carceri, dove a causa del sovraffollamento risulta difficile applicare le regole di distanziamento sociale, possono diventare focolai di diffusione della pandemia, con grave pericolo per le persone detenute, gli agenti, il personale educativo e sanitario: una eventualità che comporterebbe anche un impatto gravoso per la sanità regionale.

Per fare fronte a questo problema:

  • La Regione Emilia-Romagna, in risposta ad un bando di Cassa delle Ammende, ha elaborato il progetto “Territori per il reinserimento – emergenza Covid-19“, approvato con DGR 351/2020 per un valore di 410.000,00 euro
  • L’Ufficio Interdistrettuale per l’Esecuzione Penale Esterna Emilia-Romagna e Marche ha approvato una propria progettazione dal titolo “Inclusione sociale per le persone in misura alternativa senza fissa dimora in Emilia-Romagna”, che verrà finanziata con ulteriori 62.000,00 euro

Poiché le due progettazioni hanno i medesimi obiettivi e destinatari, il 20 aprile 2020 è stato sottoscritto un apposito Accordo con cui le due amministrazioni, nel rispetto dei principi di economicità ed efficienza, hanno deciso di avvalersi di un’unica procedura di evidenza pubblica per l’individuazione dei soggetti attuatori: realtà del Terzo settore che sono invitate a presentare, entro il 4 maggio 2020, proposte per l’accoglienza, nelle proprie strutture o in strutture messe a disposizione dalle amministrazioni comunali, di persone detenute che, pur avendo i requisiti per accedere a misure non detentive, non possiedono risorse economiche, alloggiative e lavorative.

Per costoro, oltre ad un sostegno per il soddisfacimento dei bisogni essenziali, sarà attivato con i servizi pubblici e privati del territorio un percorso di reinserimento sociale che prevenga la recidiva.

Ne usufruiranno da maggio 2020 e per 6 mesi, almeno 87 persone attualmente detenute, a partire dalle donne con figli e con una attenzione particolare a coloro che hanno condizioni di salute precarie.

Una volta terminata la fase emergenziale le azioni avranno continuità grazie ad un altro progetto regionale dal titolo “Territori per il reinserimento“, già precedentemente finanziato da Cassa delle Ammende e sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, che prevede percorsi individualizzati per le persone vicine al fine pena, finalizzati ad un positivo reintegro nella vita sociale e lavorativa.

Il comunicato stampa di Elly Schlein – Vicepresidente e Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica: Patto per il clima, welfare, politiche abitative, politiche giovanili, cooperazione internazionale allo sviluppo, relazioni internazionali, rapporti con l’UE (21 aprile 2020).

 

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Fonte sociale.regione.emilia-romagna.it
Notizia censita da VOLABO il 22/04/2020.
Si consiglia di verificare sul sito di riferimento eventuali modifiche delle condizioni e dei termini del bando/concorso.

 

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