Benessere dei Volontari in epoca Covid

Laboratorio online | 7, 14 e 21 giugno

Le proprie forze non si apprendono se non sperimentandole.
Lucio Anneo Seneca, De Providentia

#UnivolBologna propone un laboratorio articolato su 3 incontri ideato per restituire alle volontarie e i volontari la consapevolezza del proprio impegno per la comunità, potenziare il loro benessere attivando risorse per l’autoprotezione e innescare un processo di resilienza.

La pandemia dura da oltre un anno e porta con sé situazioni e momenti di grande fatica da differenti punti di vista: emotivi, relazionali, organizzativi. Volontari e associazioni hanno dovuto affrontare molteplici complessità: alcune attività sono state sospese, altre riadattate, altre ancora progettate e realizzate ex novo per rispondere ai bisogni dei cittadini più fragili, della comunità e del territorio.

Per informazioni:

Paola Atzei
Responsabile Area Formazione e Sviluppo competenze
formazione@volabo.it

Chiara Zanieri
Coordinatrice corsi
formazione.corsi@volabo.it

Consulta www.univol.it/sedi/bologna/

<<Fare volontariato spesso ci espone alle stesse emozioni, situazioni e disagi di colui che aiutiamo – spiega Raffaela Paladini, presidente dell’Associazione Psicologi per i Popoli Emilia Romagna -. E lo sappiamo bene noi psicologi quanto sia importante autoproteggerci, non lasciarsi travolgere dall’emergenza, per mantenere un certo benessere e un’efficacia nell’intervento di aiuto. Ma in questa pandemia i volontari sono stati contemporaneamente soccorritori e vittime, esposti essi stessi alle paure di contagio, all’ansia del quotidiano numero dei morti e ai rischi di coloro che hanno aiutato. Eppure c’è stata un’importate presa di coscienza circa il proprio essere, vulnerabili ma resilienti e il proprio saper fare, di fronte ai bisogni dell’altro e sembra aver preso il sopravvento il senso di comunità ed un desiderio di riscatto dalla paura e dal pericolo paralizzante. È così che in un’Italia tradizionalmente generosa e attiva, le azioni parlanti si sono moltiplicate, con nuove modalità di impegno, nuove strategie e nuove categorie di volontari: i giovani.>>

<<Vorremmo lavorare sul rendere consapevoli i volontari delle risorse che hanno messo in campo durante questo periodo difficile ed accompagnarli ad utilizzare queste risorse nel futuro – prosegue Gabriele Raimondi, presidente dell’Ordine degli Psicologi Emilia Romagna -. L’obiettivo è di promuovere risorse e benessere. Insieme possiamo esplorare le risorse che sono state attivate e che sono un vero e proprio capitale, sia a livello individuale sia come comunità. Abbiamo il compito di aiutare noi stessi e, come volontari, aiutare l’altro ad aiutarsi. Grazie a una modalità interattiva e partecipata, stimoleremo un confronto positivo volto a far emergere cose che a volte sembrano scontate e invece non lo sono. Le persone in questo periodo hanno trovato strategie, hanno realizzato attività importanti che però spesso non valorizzano, non riconoscono come tali. Ad esempio “ho solo consegnato la spesa durante il lock-down, ho fatto una cosa normalissima”, ma magari per la persona che ha ricevuto la spesa quella è stata l’unica interazione della giornata.>>

Ognuno ha dovuto ripensare la propria dimensione di aiuto. Ognuno ha trovato strade e soluzioni, a volte creative, per fronteggiare il delicato momento storico. Affrontare con coraggio le difficoltà sta generando preziose opportunità di ripartenza.

<<Durante la pandemia è cambiato il senso del fare volontariato: è emerso prepotente un senso civico, fondato su responsabilità, regole, prassi, formazione e protocolli di autotutela – conclude Paladini -. Il tempo è stato il fattore determinante: ci siamo fermati e abbiamo iniziato a guardarci intorno, a pensare agli altri e ad avere tempo per gli altri.  E così in una gara di creatività e solidarietà, fare volontariato ha significato restare “vicini” durante il distanziamento/isolamento, reinventandosi nuove modalità di sostegno, nuove “presenze”, nuove tecniche di comunicazione digitale, svolgendo una funzione fondamentale di connessione tra cittadini, istituzioni e associazioni, pur nella consapevolezza di non poter cambiare radicalmente il corso dell’emergenza pandemica.>>

Ora che si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, questo laboratorio propone ai partecipanti di costruire una narrazione corale, capace di infondere una rinnovata consapevolezza e fiducia.

Il laboratorio si terrà:

  • lunedì 7 giugno | 18-20
  • lunedì 14 giugno | 18-21
  • lunedì 21 giugno | 18-20.30

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