Closer – Dentro il Reportage | POSTICIPATO A SETTEMBRE

Quarta edizione del festival di fotografia sociale | Il nuovo programma con le date di settembre 2020

La QR Photogallery di via Sant’Isaia 90 e il vivaio urbano Senape di Via Santa Croce 10/ABC a Bologna dal 18 al 20 settembre 2020 ospitano la quarta edizione di Closer – Dentro il Reportage, il festival di fotografia sociale nato dalla partnership tra le associazioni Witness Journal e TerzoTropico e realizzato con il sostegno del Comune di Bologna e in collaborazione con Azienda AUSL di Bologna, Arci Bologna, Festival della Fotografia Etica, Italy Photo Award.

Il programma offre ai partecpanti mostre, incontri, workshop e letture portfolio che permetteranno di conoscere opere e fotografi internazionali .

Closer apre spazi di visibilità per fotografi e temi e promuove occasioni di confronto e formazione, tra internazionalità e territorio. Closer mette al centro le tematiche sociali e vi mette a disposizione la fotografia come linguaggio e mezzo che si fa portavoce di istanze rilevanti e attuali per stimolare riflessioni condivise volte alla costruzione di  una società inclusiva.

  • Le mostre vedono protagonisti 15 fotografi selezionati tra le numerosissime proposte arrivate da ogni parte del mondo in risposta a una open call internazionale
  • La formazione propone una serie di workshop e incontri condotti da professionisti di rilievo
  • Le letture portfolio hanno l’obiettivo di aprire opportunità di crescita per fotografi emergenti.

 

Le mostre

Venerdì 18 settembre alle ore 18.30 negli spazi di QR Photogallery, fondata dall’associazione TerzoTropico nell’affascinante quadriportico dell’ex-ospedale psichiatrico Roncati (Via Sant’Isaia 90, Bologna), Closer – Dentro il Reportage inaugura la mostra collettiva dei fotografi selezionati tramite open call.

La quarta edizione del festival parte da lontano, dalla città di Lahore (Pakistan), protagonista di For the Love of Lahore, del fotografo Aun Raza: registrazione diretta sebbene metaforica di una città in via di disintegrazione ambientale e sociale, il reportage vuol essere al tempo stesso un antidoto ai poteri nefasti nelle cui mani Lahore è caduta. I panorami della città entrano quindi in risonanza e creano dittici mentali con i ritratti di musicisti, poeti, scrittori, artisti, artigiani, attivisti, che rappresentano il tessuto e l’anima della Lahore che cerca di resistere, di mantenere apertura, curiosità, amore per il dialogo.

Dalla città del Pakistan ci si sposta a Quito, la capitale dell’Ecuador costruita nel mezzo delle Ande, dove Chiara Negrello ha realizzato il progetto fotografico Recicladoras, che riflette sui temi della condizione femminile e dell’ecologia mostrando il lavoro –spossante, denigrato, rischioso– di donne che, dalle 6 del pomeriggio alle 3 del mattino, raccolgono più immondizia possibile prima che passi il camion per la raccolta dei rifiuti, per guadagnare pochi dollari al mese vendendo a privati il materiale salvato dagli scarti.

Ancora America Latina per Vita e morte – rapsodia messicana in cui Giuseppe Cardoni narra per immagini i rituali nel Dia de Los Muertos: dal 31 ottobre al 2 novembre i cimiteri diventano un’esplosione di vita, il lutto è esibito con suoni, costumi, musiche, danze, colori ma anche con maschere e presenze inquietanti, per esorcizzare la paura, rendere familiare e amica la morte. Una persistenza contemporanea delle culture pre-colombiane, nonostante il tentativo di soffocamento da parte delle dominazioni spagnole e della Chiesa.

Con Anima Nera di Claudio Rizzini Closer torna in Italia e testimonia l’avanzare del neofascismo, di quel «cuore di tenebra che è tornato a battere dal passato», come lo definisce il fotoreporter bresciano che documenta gli eventi di piazza, le periferie, i raduni segreti in cui il cameratismo, le dimostrazioni di forza, la xenofobia e lo slancio patriottico riempiono spazi vuoti e solitudini.

Di segno opposto è Nomadelfia descritta in immagini da Enrico Genovesi: un piccolo popolo comunitario, in un villaggio nei dintorni di Grosseto, con una sua Costituzione che si basa sul Vangelo. Una comunità fondata nel 1948 nell’ex campo di concentramento di Fossoli da don Zeno Saltini con lo scopo di «dare un papà e una mamma ai bambini abbandonati» come racconta il fotografo toscano, che dal 1984 si dedica prevalentemente a reportage a sfondo sociale su storie italiane.

Le mostre, che saranno visitabili fino al 5 ottobre dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 19, al termine di Closer saranno esposte al festival di fotografia indipendente Stop di Parma.

Contestualmente all’inaugurazione della mostra collettiva dei 5 reportage vincitori, il 18 settembre ci sarà l’apertura della mostra dedicata alle foto singole –anch ‘esse selezionate tramite open call– dei fotografi Nicola Zolin, Ignazio Sfragara, Emanuela Caiazza, Daniele Stefanizzi, Vincenzo Di Pilato.

Sabato 19 settembre alle ore 20.30 da Senape Vivaio Urbano (via Santa Croce 10/ABC, Bologna) sarà infine inaugurata la mostra The Wretched and the Earth di Gabriele Cecconi: un intenso reportage sulla drammatica condizione della popolazione musulmana Rohingya a Cox’s Bazar, nel sud del Bangladesh.

 

Formazione

Fotografo documentarista indipendente premiato con numerosi riconscimenti internazionali, come il NPPA – Best of Photojournalism di cui è stato insignito dieci volte,  il “POY – Picture of the Year”, che gli è stato conferito otto volte, e Photographer of the Year 2016, Paolo Marchetti –i cui progetti sono pubblicati abitualmente su magazine di livello internazionale come L’Espresso, The Guardian, Le Monde, Der Spiegel, New York Times– sarà protagonista di un incontro aperto sabato 18 settembre alle ore 19 negli spazi di QR Photogallery (via Sant’Isaia 90). Il 18 e 19 settembre, inoltre, Marchetti condurrà il workshop Raccontare per immagini, dedicato ai processi  intellettivi e pratici necessari alla narrazione per immagini nella fotografia documentaria.

Maysa Moroni, photoeditor e responsabile della copertina del settimanale Internazionale, terrà nella giornata di sabato 19 settembre il workshop – comprensivo di lettura collettiva dei progetti fotografici dei partecipanti – Photoediting: il lavoro di scelta delle immagini per un settimanale di attualità e la creazione delle copertine.

Infine, sempre sabato 19 settembre negli spazi di QR Photogallery, Giulio Di Meo e Amedeo Novelli saranno i conduttori del workshop Fotogiornalismo e nuovi media, che esplora la storia del fotogiornalismo, le sue regole, il codice etico, l’affermarsi ormai definitivo dei media online e i cambiamenti che lo stanno attraversando.

 

Letture portfolio

Per aprire spazi di visibilità per i fotografi emergenti, Closer – Dentro il Reportage organizza due sessioni gratuite di letture portfolio. Basta infatti la tessera associativa Witness Journal per accedere al confronto – domenica 20 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 presso QR Photogallery – con Aldo Mendichi e Alberto Prina del Festival della Fotografia Etica (Lodi), punto di riferimento nel panorama europeo della fotografia di reportage. Tre dei lavori proposti in sede di letture portfolio saranno inseriti nell’Italian Collection dell’Italy Photo Award e passeranno automaticamente alla selezione finale del Premio grazie alla collaborazione e alla condivisione di intenti tra i due festival.

In Closer – Dentro il Reportage, la fotografia è infatti strumento di indagine, materia per riflessioni condivise, approfondimento di competenze, ma anche apertura di visioni e possibilità per una società sempre più inclusiva.

 

 

Per informazioni:

http://witnessjournal.com/

https://qrphotogallery.it/closer-2020-i-lavori-selezionati

 

Per informazioni e iscrizioni ai workshop e alle letture porfolio:

formazione@witnessjournal.com

 

Foto: Chiara Negrello Recicladoras

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