Concluso il master “Guardare al Futuro”

Il 18 ottobre a Bologna si è tenuto l’evento di chiusura del master “Guardare al futuro, approcci e competenze strategiche per gestire un ente di terzo settore”, novità 2022 dell’offerta formativa di Università del volontariato di Bologna, realizzato da VOLABO grazie alla partnership e il contributo economico di Emil Banca.

Master Guardare al futuro

Nuovo valore generato per 25 volontari e collaboratori di enti di terzo settore, per le loro organizzazioni e, soprattutto, per la nostra comunità che beneficia ogni giorno dell’attività di questi ETS: questo è l’outcome (il risultato) prodotto dal master Guardare al futuro che si è appena concluso. Per suggellare l’importante traguardo martedì 18 ottobre, presso la Casa di Quartiere G. Costa di Bologna, si è tenuto l’evento di consegna degli attestati conseguiti dalle corsiste e dai corsisti che da febbraio a giugno 2022 hanno frequentato il ricco programma di questo percorso formativo.

Guardare al futuro ha voluto essere una sorta di bussola per riorientare la rotta degli enti di terzo settore in un momento storico denso di sfide e opportunità da cogliere e accogliere, ma anche di vecchi e nuovi ostacoli da superare. Sotto la guida di docenti esperti e innovatori nei loro campi, chi ha partecipato al corso ha potuto apprendere un metodo di lavoro, competenze e strumenti da portare in organizzazione per migliorarne sensibilmente la gestione. Grazie a queste nuove dotazioni, gli ets che hanno condiviso il percorso possono ora navigare le complessità del presente con visione e strategia, tracciando la strada per la generazione di valore e impatto positivo finalizzati a uno sviluppo sostenibile e inclusivo della comunità, nel breve medio e lungo periodo.

Alla cerimonia ha partecipato Erika Capasso, presidente della Fondazione per l’Innovazione Urbana e Delegata del Sindaco di Bologna a Quartieri e Immaginazione civica, progetto case di quartiere, politiche per il terzo settore, bilancio partecipativo, inchiesta sociale, rapporti con la Fondazione innovazione urbana che ha commentato così l’iniziativa:

Per far fronte alle sfide del nostro tempo senza lasciare indietro nessuno e nessuna dobbiamo rimettere al centro le persone e ridefinire prima di tutto i modelli di sviluppo e le relazioni. In virtù di ciò, con il patto per l’amministrazione condivisa a Bologna abbiamo riaffermato una relazione di fiducia tra Amministrazione, Terzo settore e reti civiche riconoscendo questi ultimi come attori indispensabili per raggiungere l’obiettivo. È una vera e propria trasformazione culturale e non solo normativa quella che attraversa il mondo del terzo settore e del volontariato e abbiamo bisogno prima di tutto di formazione, di spazi di confronto e di relazione per riconoscerci in impegni reciproci di collaborazione e di cura condivisa dei beni comuni e del benessere collettivo per promuovere e alimentare nuovi modelli economici e un nuovo welfare plurale, comunitario, generativo e di impronta mutualistica. Attraverso il master Guardare al futuro VOLABO traccia esattamente la strada da perseguire: un’occasione preziosa per le realtà del terzo settore di formazione, scambio, pensiero innovativo e relazione che quest’anno ha focalizzato la sua attenzione su una delle sfide più importanti che è quella della creazione di una visione di sistema ad impatto. Continuiamo insieme su questo cammino.

Gli outcome del master e l’attestazione di competenze con open badge

Questo master, della durata di 56 ore di didattica oltre a esercitazioni extra aula e “visite” presso ets del territorio, ha rappresentato una grande sfida sotto tanti punti di vista – ha spiegato Paola Aztzei, responsabile dell’area Formazione e Sviluppo competenze di VOLABO. – Ci ha permesso infatti di offrire un percorso innovativo per implementare competenze e funzioni delle figure direttive e un modello di gestione multidimensionale  orientato alla valutazione dell’impatto sociale nella comunità, con un approccio e metodi in grado di “restituire” il senso e il valore generato; accompagnare i corsisti ad attivare, sperimentare nella propria organizzazione parallelamente allo svolgimento della formazione, processi trasformativi, nuove pratiche di condivisione, progettualità ed intervento con il metodo della catena del valore dell’impatto, e della comunicazione rendicontativa, valorizzando l’ecosistema relazionale interno ed esterno; riconoscere l’impegno e la forte motivazione alla crescita e all’apprendimento dei corsisti con l’attestazione di competenze strategiche e trasversali che il master ha permesso di sviluppare. Stiamo, infine, elaborando un report per rendicontare il valore generato dal percorso formativo, ovvero non solo i risultati, gli output, ma anche gli outcome tangibili e intangibili, le ricadute, gli effetti positivi e di miglioramento nei corsisti e nelle loro organizzazioni in termini gestionali, altro elemento innovativo nell’ambito della formazione al terzo settore. E’ stata  un progetto e  una esperienza molto positiva. Ha dato anche evidenza che la formazione, se progettata e seguita nel suo processo in itinere, con obiettivi e metodologie specifiche, può essere e a mio avviso deve essere ancor più per il terzo settore, un luogo di capacitazione e di attivazione di processi trasformativi con ricadute anche ne lungo periodo.”

È stato molto importante per Emil Banca sostenere, condividere e coprogettare questo percorso di formazione, – commenta Alberto Montanari, responsabile Terzo settore di Emil Banca Credito Cooperativo. –  Come istituto bancario vogliamo essere alleati del Terzo Settore contribuendo allo sviluppo del volontariato e della solidarietà nei luoghi dove operiamo. Questo master è stata una preziosa opportunità per operare fianco a fianco, conoscerci e ri-conoscerci sempre più e sempre meglio, con l’obiettivo di approntare assieme la cassetta degli attrezzi utile ad affrontare in modo adeguato le trasformazioni e novità del futuro. Abbiamo percorso una strada insieme, abbiamo imparato e costruito tutti qualcosa. E sono certo che i nostri cammini si incroceranno ancora, perché condividiamo il valore della nostra comunità.

I corsisti hanno imparato ad elaborare un modello gestionale orientato all’impatto per il proprio ente di appartenenza e, in virtù di questo, sono stati in grado di attivare processi trasformativi nell’organizzazione interna con l’obiettivo di ottimizzare e migliorare l’utilizzo delle risorse. Parallelamente si sono verificate una crescita personale per ognuno di loro, un incremento delle relazioni e collaborazioni e lo sviluppo di competenze trasversali e strategiche interconnesse.

Per la prima volta #UnivolBologna ha rilasciato l’attestazione di partecipazione e di competenze attraverso l’open badge, un metadato digitale nominativo, trasferibile online e offline da chi li riceve per dimostrare le proprie competenze e i propri risultati di apprendimento su siti e social network di lavoro e su altri canali ancora.

 

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