“Da geranio a educatore”. Claudio Imprudente si racconta.

Se vostro figlio nascesse con una tetraparesi spastica e i medici vi dicessero che «è destinato a essere un vegetale», voi come reagireste? Claudio Imprudente riparte da quelle lapidarie parole, che i suoi genitori udirono dandolo alla luce, trovando lui stesso un’ironica risposta, germogliata dalla fiducia con cui mamma Rosanna e papà Antonio nutrirono il loro fiore: «Se devo essere per sempre un vegetale, allora scelgo di essere un geranio». E la traiettoria di vita di un geranio, se coltivato nel giusto humus, va ben oltre l’orizzonte delle aspettative: dalla fondazione del Centro Documentazione Handicap al Progetto Calamaio, dalla Laurea honoris causa in Formazione e Cooperazione al Premio Provincia di Bologna, Imprudente traccia un sentiero che attraversa i suoi contesti relazionali più significativi, consegnando al vento della storia, come fossero semi, i frammenti di un percorso possibile.

Queste sono alcune delle parole riportate nella quarta di copertina del nuovo libro realizzato da Claudio Imprudente in collaborazione con Enrico Papa, Da geranio a educatore (Ed. Erickson), un’opera che l’autore stesso definisce come un’antologia di esperienze e temi volta a “fare” cultura della disabilità.

Nelle 128 pagine del libro, l’autore accompagna il lettore in <<un immaginario viaggio pedagogico nel tempo e nello spazio, dove ai ricordi si mescolano liberi pensieri su comunicazione e cultura della diversità.>> Nella sua narrazione Imprudente parte dalla constatazione di una situazione reale, che contempla l’accettazione di un deficit, non per mostrare ciò che non è possibile fare ma, al contrario, per dimostrare cosa si possa fare, dove sia possibile arrivare. Grazie a ingredienti come l’amore delle persone, il coraggio, la fiducia e, perché no, un po’ di sano umorismo, si possono coltivare “vegetali” capaci di regalare una fioritura meravigliosa.

Fare cultura della disabilità, o meglio della diversabilità, significa per Imprudente espandere il capitale culturale rappresentato dalle abilità diverse e aprire lo sguardo su possibilità fino ad ora sacrificate in nome della normalità. La persona con disabilità, da oggetto passivo di assistenza sociale, diventa soggetto attivo e portatore di un punto di vista originale che può offrire un contributo al vivere comune.

 

Per informazioni:
Consulta la scheda del libro>>

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