“Dare per fare. Nessuno resti indietro”. Nasce il Fondo sociale di comunità

Uno strumento di welfare innovativo e partecipato per sostenere i bisogni emergenti delle persone, esplosi con la crisi pandemica

Tanti ombrelli arancioni sospesi nella porzione di cielo che ricopre la Città di Bologna sono l’immagine scelta per presentare un nuovo strumento di welfare metropolitano, nato per rispondere ai bisogni economici, sociali, relazionali delle persone che l’emergenza epidemiologica sta facendo esplodere in tutto il territorio. Si chiama Dare per fare. Nessuno resti indietro ed è un Fondo sociale di Comunità promosso e partecipato dalla Città metropolitana, il Comune di Bologna, le Unioni, i Comuni del territorio, le imprese, i sindacati e l’associazionismo. Raccoglie risorse, beni, progetti, idee per sostenere in modo concreto le persone in stato di fragilità.

Il Fondo di Comunità metropolitano – presentato lo scorso 14 dicembre – nasce per essere la perla dell’ostrica ferita (citando Adalberto Barreto), cioè uno strumento prezioso attraverso il quale la nostra comunità ferita impara a prendersi cura di sé e di tutte le sue parti, specialmente quelle più indebolite. Tutto questo è possibile valorizzando le risorse, le energie, le competenze, le idee, le reti, le diverse forme di attivismo civico che insieme danno forma a strategie di resilienza condivisa.

Il Fondo parte con una dote iniziale di:

560.000 euro per l’acquisto di dispositivi digitali e connessioni messi a disposizione dalla Città metropolitana
2.000.000 di euro per lo sviluppo e il rafforzamento dell’azione metropolitana di inserimento lavorativo e sostegno al reddito, finanziati dal Comune di Bologna
1.000.000 di euro per rafforzare azioni di sostegno al reddito, che Unioni e Comuni dell’area metropolitana programmano congiuntamente nell’ambito del Fondo.

Le risorse saranno distribuite attraverso il sistema dei Servizi sociali, educativi e per il lavoro, sviluppando un forte coordinamento e una messa a sistema delle attività promosse dai diversi soggetti pubblici e privati.

Molte azioni promosse e curate da alcuni dei soggetti che hanno partecipato al percorso di costruzione del Fondo sono già in via di attivazione, proprio per dare il segno di una risposta pronta a questa crisi che sta crescendo esponenzialmente.

  • le Organizzazioni sindacali coinvolte aprono una raccolta fondi attraverso la donazione di ore di lavoro da parte dei lavoratori, accompagnata da una compartecipazione finanziaria delle aziende disponibili
  • Le Associazioni imprenditoriali sensibilizzano e supportano le imprese associate nella partecipazione al Fondo con donazioni, progetti, servizi
  • Hera avvia una iniziativa con i suoi dipendenti per la donazione di ore lavoro attraverso la modalità del raddoppio (un’ora donata dal lavoratore, un’ora donata dall’azienda)
  • L’Autostazione metterà a disposizione alcuni suoi locali per fornire spazi utili all’attività di magazzino e stoccaggio merci degli empori solidali
  • Il CAAB renderà disponibili alcuni spazi per lo stoccaggio di beni alimentari e di prima necessità

Sostegno alimentare, tecnologico ed economico, ma anche progetti innovativi nell’area del lavoro e dell’abitare: questi sono i punti salienti del Fondo di Comunità.

Dare per Fare

Per fare cosa?

per raccogliere risorse in termini di beni e denaro
per acquistare alimenti, beni di prima necessità, dispositivi digitali e connessioni
per dare sostegno a un dignitoso abitare
per co-progettare o progettare percorsi lavorativi e formativi innovativi e sostenibili

Perché dare al Fondo sociale di comunità?

per sostenere le persone della nostra comunità più colpite dalla crisi economica e sociale.
per creare uno strumento duraturo che tenda a non far sentire escluso nessuno.
per rispondere al bisogno emergenziale delle tante famiglie che sempre più spesso si rivolgono al sistema dei servizi sociali.
per dare forza al nostro essere comunità metropolitana bolognese, affidando a ciascuno la possibilità di compiere un gesto attivo per elevare la qualità della vita di tutti. Ciascuno secondo le sue disponibilità (da tanti euro a una sola ora di lavoro).
per unire pubblico e privato in una missione comune che si concentri sulla nostra comunità.

Per promuovere il progetto e coinvolgere la comunità metropolitana e i possibili donatori è stato creato il sito web dareperfare.it
Un pulsante in evidenza invita all’azione chi vuole donare e contribuire al Fondo, quattro sezioni identificano gli ambiti di azione prioritari che ogni donatore potrà scegliere: Tutti connessi, Un piatto per tutti, Un aiuto per la casa, Una mano per il lavoro.

La Città metropolitana ha aperto un conto corrente dedicato al Fondo sociale di comunità esente da spese e commissioni
IBAN IT35 U030 6902 4771 0000 0300 274
È possibile specificare la destinazione della donazione inserendo alla fine della causale il codice:
01 -> per sostenere le attività di mense, empori e servizi per la distribuzione di beni alimentari di prima necessità
02 -> per sostenere l’acquisto di dispositivi digitali e connessioni per il sistema dei servizi sociali, educativi e per l’istruzione
03 -> per sostenere coprogettazioni innovative e sperimentali per il lavoro
04 -> per sostenere le famiglie a un dignitoso abitare

“L’avvio del Fondo di Comunità è un’occasione straordinaria – ha sottolineato il sindaco metropolitano Virginio Merola – per dimostrare come un territorio, con tutte le sue componenti, possa scegliere una linea di sviluppo sostenibile e coeso nell’emergenza e nella strutturazione di una società più giusta e più equa. Si tratta di un progetto unico a livello nazionale, e per questo importantissimo per riaffermare la capacità del nostro territorio metropolitano di trovare risposte inedite a sfide eccezionali.
Il risultato delle azioni che i diversi soggetti metteranno in campo all’interno del Fondo sociale di Comunità sarà superiore alla somma algebrica delle stesse, perché tali azioni saranno integrate e sinergiche ed indirizzate ad un obiettivo comune e condiviso”.
Virginio Merola, Sindaco Metropolitano

“Il Fondo si muove su due livelli di azione è la risposta emergenziale e immediata ai bisogni causati o aggravati dall’emergenza Covid, ma vuole essere allo stesso tempo la risposta promozionale e proattiva di lungo periodo che va a contribuire allo sviluppo della comunità in termini sociali, economici e occupazionali. È importante sottolineare anche il disegno di di lungo termine, generazionale ed ereditario, che si intende avviare, il Fondo non vuole essere solo una risposta estemporanea, ma piuttosto un luogo di governance per il futuro”
Giuliano Barigazzi, Presidente della CTSSM – Conferenza Sociale e Sanitaria Metropolitana

VOLABO – ASVo ODV, punto di riferimento per il Volontariato metropolitano, sta partecipando a diversi tavoli tematici per lo sviluppo di questo percorso, ed è pronto a mettere a disposizione le proprie competenze specifiche nella convinzione che uno strumento simile, così ampiamente partecipato, possa raggiungere risultati di rilievo per il benessere della comunità tutta.

Fonte immagine: https://www.bolognametropolitana.it/

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