“Dis-intergrazione”: torna a Bologna lo Human Rights Nights Festival

Da sabato 5 a sabato 13 maggio torna a Bologna lo Human Rights Nights Festival, una settimana di arte, cinema, musica e incontri per parlare di Diritti Umani. Dis-integrazione è il titolo e il tema dell’edizione 2018 che sarà toccato, osservato e approfondito nelle sue varie sfaccettature attraverso le diverse proposte in programma.

Human Rights Nights vuole concentrarsi sul tema DIS-INTEGRAZIONE per denunciare la rapida disintegrazione della società e di tutti i suoi valori, e per ricordare: guerre e conflitti che riducono in polvere intere città e la vita delle persone; il cambiamento climatico che sta distruggendo la Terra; la frammentazione dei diritti dei lavoratori in un sistema capitalistico sfrenato che ha portato alla disintegrazione di ogni sicurezza; l’attuale dis-umanità che ispira machiavelliche misure di repressione e respingimenti alle frontiere ignorando milioni di persone in fuga da guerre e povertà. Vogliamo inoltre concentrarci sul valore positivo della parola ‘Integrazione’ per rivalorizzarla e discutere sul suo reale significato, analizzando criticamente la distorsione di tale concetto attuata anche dalle politiche implementate dai Governi. Si è andati, di fatto, verso un’assimilazione unilaterale (gli altri si devono integrare con noi) piuttosto che verso una vera integrazione, intesa come unione in un tutt’uno diverso e plurale, uno scambio circolare e dinamico, in una nuova società non polarizzata al suo interno.
[Organizzazione del festival]

Il festival, che propone la proiezione di oltre 30 film sui diritti umani – documentari e fiction, quasi tutti anteprime accompagnate da incontri con registi, produttori, attivisti e ONG – si apre il 5 maggio al MAST.Auditorium con la pellicola Untitled, opera postuma di Michael Glawogger, dove l’artista propone le sue ultime “immersioni visuali” tra Italia, Balcani e Africa. Seguirà uno sguardo sulle condizioni disumane di lavoro in Cina – Complicit – e nel Qatar – The Workers Cup.
Lunedì 7 maggio alle 14.30, presso l’Aula 1 del dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Alma Mater, in via Zamboni 33, si terrà la Conferenza Visuale di apertura del festival, in cui studiosi, attivisti e artisti porteranno il loro punto di vista sulla dis-integrazione.

Il festival prosegue al Cinema Lumière  il 9 maggio con il film The Rape of Recy Taylor di Nancy Bruiski, prodotto da Martin Scorsese.
Tra i numerosi film in programma, che offrono allo spettatore altre rappresentazioni dello stato di ‘dis-integrazione’ della società, segnaliamo Naila and the Uprising (sulla Palestina), Whose Streets? (sul movimento Black Lives Matters), Face to Face with ISISRadio KobaniCity of Ghosts Last Man in Aleppo (sui conflitti in Medio Oriente), Granma, Strangers in Paradise Violent Borders (sulla migrazione). The Other Side of Everything, film di chiusura del festival, parlerà invece della memoria.
In occasione della proiezione del suo ultimo film L’Ordine delle Cose, il regista Andrea Segre approfondirà “l’etica” degli accordi tra Italia e Libia per il respingimento dei migranti alle frontiere dell’Europa.

Alla Biblioteca Amilcar Cabral il regista Hassan El Bouharrouti di Sahel & Sahara – Connexions tratterà invece le  connessioni tra traffici, droga e conflitti in Sahel.

Concerti, installazioni di Arte e Fotografia accompagneranno il festival. Gli scatti proposti quest’anno riflettono le esperienze di migranti e rifugiati in Europa e nel mondo, con gli Sguardi Complici su Calais di Mattia Fiore, i ritratti HIPO dei rappers di Salerno di Gaetano Massa, le Images beyond of Naf River Basin sulle comunità Rohingya rifugiata in Bangladesh, raccolte da Lokoyog e Film 4 Peace Foundation, e le opere presentate al concorso Global Campus Vision Contest quest’anno dedicato al tema Diversity & Inclusion.

Al termine del festival, a partire da venerdì 1 giugno a lunedì 30 luglio Il Mercatino Verde del Mondo porterà al Parco Parker Lennon (San Donato, Via del Lavoro/Via Vezza) assaggi delle cucine gourmet del mondoconcerti, performance, danze, giochi per i bimbi. Delizie culinarie dal Senegal alle Filippine, dall’ India al Messico, torteIlini e lasagne. Il cibo non solo da gustare ma anche come espressione di cultura, identità ed empowerment.

 

 Per informazioni:
consulta il programma completo

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