FACCIAMO STRADA

Il progetto realizzato nel distretto di Imola di cui ci parla Matteo Marabini de La Strada ODV.

Facciamo strada è un progetto realizzato nel distretto di Imola da 6 associazioni:

LA STRADA ODV, CAMMINANDO INSIEME, CUBERDON APS, ALECRIM, AGESCI, IUVENILIA IMOLA ASD – CENTRO SOCIALE GIOVANNINI APS.

La rete di associazioni di Facciamo strada ha scelto di rivolgere l’attenzione alle giovani generazioni, definendo prassi operative comuni volte a promuovere il benessere e a prevenire la povertà educativa tra i minori di età compresa tra i 6 e i 20 anni nei comuni di Imola, Castel San Pietro, Castel Guelfo, Sesto Imolese e Medicina.

Matteo Marabini de La Strada ODV, capofila del progetto, ci ha raccontato le diverse azioni progettuali di Facciamo strada, tutte rivolte ai giovani e al loro futuro.

Con il progetto Facciamo strada ci siamo concentrati sul mondo dei ragazzi e sulle loro difficoltà e complessità. I giovani, infatti, vivono il riflesso della grande crisi relazionale e affettiva degli adulti, respirano il clima dei tempi, fatto di grande competizione e sono spesso in balia di ossessioni digitali.

Abbiamo perciò cercato di lavorare su alcuni di questi aspetti con attività sia in orario scolastico che post scolastico, nel pomeriggio. 

Le direttrici del lavoro sono state cinque. La prima legata al supporto scolastico finalizzato non solo a conseguire migliori risultati scolastici, ma anche e soprattutto a sbloccare nei ragazzi l’autostima. Questa attività, che ha previsto un sostegno personalizzato nelle situazioni più difficili con modalità anche diverse di lavoro, è stata portata avanti in tutti i comuni interessati dal progetto.

La seconda direttrice è stata finalizzata a un buon uso della sospensione scolastica ed è stata portata avanti dall’Associazione Cuberdon che ha accolto i ragazzi sospesi presso la propria sede dove organizza laboratori con persone disabili, per dare ai giovani studenti una possibilità di riflessione e lavoro comune. 

Si sono svolte principalmente nel periodo estivo le attività della terza direttrice del progetto che è stata orientata più su un versante musicale, teatrale ed escursionistico, proponendo anche una settimana di soggiorno residenziale negli Appennini a base di passeggiate, sport e vita in comune. 

Una quarta direttrice che si è svolta principalmente nelle scuole, ha voluto rappresentare una sollecitazione sul piano culturale rispetto ad alcuni ‘nervi scoperti’ della nostra società, in particolar modo riguardo al rapporto con i migranti, tema che i ragazzi percepiscono e assorbono in maniera spesso molto acritica. Abbiamo quindi organizzato nelle scuole lavori di presentazione e conoscenza invitando giornalisti che si occupano di queste tematiche e ragazzi che vivono nelle case di accoglienza perché raccontassero le loro storie. A uno di questi incontri ha partecipato anche Alì Ehsani, un ragazzino afgano che ha pubblicato dei libri in cui racconta il suo viaggio per venire in Italia. Tra i ragazzi c’è stata sicuramente una risposta positiva e, una volta deposte alcune sovrastrutture eterodirette, si sono aperti sia sul piano umano che relazionale.

La quinta direttiva infine è stata rivolta ai ragazzi dai 15 ai 20 anni che hanno abbandonato la scuola e non lavorano. Abbiamo creato dei tirocini di orientamento in alcune cooperative sociali, dando loro uno scopo lavorativo e degli orari che li risvegliassero un po’ dalla condizione di apatia in cui erano caduti. 

FACCIAMO STRADA. Leggi una breve descrizione del progetto.

Distretto di Imola

  1. LA STRADA ODV
  2. CAMMINANDO INSIEME
  3. CUBERDON APS
  4. ALECRIM
  5. AGESCI
  6. IUVENILIA IMOLA ASD – CENTRO SOCIALE GIOVANNINI APS
  • AVIS
  • Scuole
  • Comuni
  • Servizi sociali del territorio
  • Parrocchie
  • Gruppi sportivi
  • Centri giovanili locali.
  • Contrasto a condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone senza dimora, a quelle in condizioni di povertà assoluta o relativa e ai migranti.
  • Sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni.
  • Sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli della popolazione.

Definire prassi operative comuni volte a promuovere il benessere e a prevenire la povertà educativa tra i minori di età compresa tra i 6 e i 20 anni (in età scolastica e non solo), così da costituire una prima bozza di manuale pratico di intervento per le associazioni e scuole coinvolte nella sua realizzazione.

  1. Supporto scolastico e relazionale. Attività di supporto scolastico rivolto a ragazzi di scuole medie e superiori in cui le difficoltà di ordine scolastico si intrecciavano ad altri disagi sul piano familiare e relazionale.
  2. Cura dei ragazzi “sanzionati”. In accordo con le scuole, percorsi esperienziali per ragazzi “sospesi” alternativi rispetto alla semplice sospensione dell’attività scolastica (aiuto a persone con disabilità, inserimento in gruppi di coetanei impegnati in attività sociali e/o sportive, momenti di confronto e dibattito su tematiche sociali insieme ad altri ragazzi ecc.).
  3. Animazione. Attività di animazione di accompagnamento al sostegno scolastico: laboratori musicali, espressivi, di cucito, di pittura, attività teatrali; momenti conviviali, attività ludiche, escursioni organizzate.
  4. Percorsi didattici e formativi. Percorsi didattici su temi “caldi” della convivenza sociale al fine di promuovere la cittadinanza attiva e la partecipazione dei ragazzi alla vita solidale della comunità (ad esempio: percorso sull’emigrazione italiana di ieri e sulle migrazioni di oggi; riscoperta del progetto della Costituzione ecc.), attraverso incontri, testimonianze, visite guidate.
  5. Tirocini volontari di orientamento. Attivazione di diversi “tirocini volontari” di orientamento al lavoro presso aziende, artigiani, cooperative sociali, per sollecitare in ragazzi rinunciatari rispetto a qualsiasi scelta scolastica e/o lavorativa un interesse a intraprendere un percorso di formazione professionale o di apprendistato.

Le azioni e gli approcci utilizzati sono stati improntati ad un ampio coinvolgimento dei destinatari e ad una valutazione del bisogno della persona che supera il solo esito dell’andamento scolastico e punta, oltre al benessere individuale, al sostegno nell’autorealizzazione di cittadini consapevoli, inseriti nella comunità, capaci di sguardo critico verso i problemi e le possibili soluzioni. In particolare, attraverso il coinvolgimento delle scuole e di diverse realtà del territorio nella realizzazione di interventi educativi, inclusivi e non meramente sanzionatori, gli studenti con provvedimento di “sospensione scolastica” hanno potuto sperimentare un’esperienza di riflessione su di sé, sulle relazioni e sulle regole di una convivenza costruttiva che può costituire un “germe” di riflessione autobiografica più duratura, aprendo a diversi e positivi sviluppi sul piano del benessere individuale e di comunità. In generale, le diverse attività di sostegno scolastico-educativo rivolte ai ragazzi hanno avuto esito positivo soprattutto in termini di apprendimento di un metodo di studio più costante, migliore capacità di relazione, fiducia in sé stessi e negli altri, superamento o ridimensionamento dei conflitti, sviluppo del pensiero critico, recupero di interesse per lo studio e la vita sociale.

  • Genitori di minori: 80
  • Minori (numero complessivo): 1250
  • Disabili: 15
  • Affetti da dipendenze: 25
  • Immigrati e nomadi: 50 (minori immigrati)
  • Altro: minori con vissuti particolarmente difficili: 250
  • Destinatari indiretti: famiglie dei ragazzi frequentanti, insegnanti e studenti

35 (di cui 18 < di 35 anni)

Per informazioni:

Associazione La strada ODV

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