FAQ – Gestire l’associazione

Domande&Risposte sulla gestione della vita associativa

Clicca qui sotto sull’argomento che ti interessa e sulla domanda che ci vorresti porre e si aprirà a discesa la risposta che stai cercando.  Tieni presente che tutte le risposte che ti diamo sono tratte direttamente dalle norme istituzionali di riferimento citate sopra. Per ulteriore chiarimenti non esitare a rivolgerti direttamente a noi, trovi i nostri contatti in fondo all’elenco di domande e risposte che stai consultando.

Scadenze

Entro che data vanno approvati il Bilancio d’esercizio e il Bilancio sociale dell’associazione?

Il comma 3 dell’art. 35 del Decreto Legge 18/2020  “Cura Italia” ha prorogato sempre al 31 ottobre 2020 la scadenza per l’approvazione dei “bilanci” delle Odv, delle Aps e delle Onlus, il cui termine scade nel periodo 1° febbraio 2020-31 luglio 2020 (cioè il periodo di durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo, salvo ulteriori proroghe). Le Odv, le Aps e le Onlus iscritte ai rispettivi registri sono quindi legittimate a posticipare l’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio, derogando alle previsioni legislative (ad esempio l’art.20-bis del D.P.R. 600/1973 per le Onlus) o statutarie.

Il termine “bilanci” di cui all’art. 35, c.3 del decreto sembra ricomprendere anche il bilancio sociale e non solo quello economico: si ricorda che le Odv, le Aps e le Onlus sono obbligate, ex art.14, c.1 del Codice del Terzo settore, a redigere il bilancio sociale qualora abbiano avuto nell’esercizio precedente più di un milione di euro di entrate.

La stessa misura non è stata disposta invece per tutti gli altri enti del terzo settore che ad oggi non sono in possesso delle qualifiche di Odv, Aps o Onlus.

Gli statuti di tali organizzazioni prevedono solitamente il 30 aprile come termine entro il quale convocare (almeno in prima convocazione) l’assemblea per l’approvazione del bilancio di esercizio.

Organi sociali

Posso riunire i miei organi sociali "a distanza" durante l’emergenza Covid-19?

È possibile farlo in videoconferenza. Il decreto Cura Italiaammette per le associazioni e le fondazioni la possibilità di svolgere le riunioni degli organi sociali in videoconferenza (tramite strumenti quali ad esempio skype, hangout, zoom), e ciò anche qualora tale modalità non sia espressamente prevista negli statuti e nei regolamenti delle organizzazioni (art. 73 c. 4).

Tale possibilità è ammessa fino al termine della durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo, cioè fino al 31 luglio 2020 (salvo ulteriori proroghe).

Dalla previsione di legge sono rimasti fuori gli enti non lucrativi diversi da associazioni e fondazioni, quali ad esempio i comitati o gli enti ecclesiastici e confessionali civilisticamente riconosciuti.

Come faccio a rispettare i regolamenti e i criteri di trasparenza e tracciabilità nelle riunioni “a distanza”?

Se un’associazione o una fondazione vuole riunire i propri organi sociali in videoconferenza dovrà farlo  “nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati”. Ad esempio metterà a disposizione dei partecipanti i materiali oggetto di discussione con congruo anticipo, in modo da consentire al presidente dell’organo di accertare la regolarità della costituzione della riunione, identificando quindi in modo certo i partecipanti, di regolare lo svolgimento dell’adunanza e di constatare i risultati delle votazioni. Fondamentale è il rispetto del principio di simultaneità per il quale, a pena di invalidità della riunione, ogni partecipante deve poter seguire in modo adeguato la discussione, oltre che poter intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti e alla votazione.

Qualora tali criteri non fossero già presenti negli statuti o nei regolamenti, dovranno essere definiti ex ante con delibera dell’organo interessato, che dovrà comunque tenere conto dell’attuale quadro normativo emergenziale caratterizzato anche dalle stringenti limitazioni agli spostamenti degli individui.

Il verbale della riunione può essere redatto anche successivamente, con la sottoscrizione del Presidente e del verbalizzante (oppure con la sottoscrizione del solo notaio se trattasi di atto pubblico): questo è quanto ha disposto il Consiglio Notarile di Milano con la Massima n. 187 dell’11 marzo 2020.

Fonte: news https://www.volabo.it/non-profit-riunioni-organi-sociali-coronavirus/

Bilancio d’esercizio

Come devo redigere il modello di bilancio della mia associazione?

Nel relativo decreto, il Ministero del Lavoro ha allegato gli schemi che dovranno essere utilizzati ai fini della redazione del bilancio di esercizio, precisamente:

I modelli devono essere considerati come schemi “fissi”, come si legge nel decreto. Ma per favorire la chiarezza del bilancio gli enti destinatari possono modificare gli schemi:

  • suddividendo ulteriormente le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente;
  • raggruppando le voci quando il raggruppamento è irrilevante;
  • eliminando le voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi

Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione. Le disposizioni recate dal decreto si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione. In pratica, la modulistica approvata sarà applicabile ai bilanci del 2021Leggi il glossario sulle voci del bilancio>>

5 per mille

Cos'è il 5 per mille?

Il 5 per mille è un meccanismo che permette ai contribuenti di destinare, a favore di determinati soggetti giuridici, una parte delle imposte, comunque dovute, sui redditi prodotti nell’anno precedente.

Per semplificare, quando compiliamo la dichiarazione dei redditi possiamo scegliere a chi destinare il 5 per mille deI nostro IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) a enti che si occupano di attività di interesse sociale, come associazioni di volontariato e di promozione sociale, onlus, associazioni sportive che svolgono prevalentemente attività socialmente utili, enti di ricerca scientifica e sanitaria.

Chi può iscriversi nelle liste dei beneficiari del 5 per mille?

  • le organizzazioni di volontariato(ODV), iscritte nei registri regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale(APS), iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del D. Lgs. 460/1997;
  • le Onlus,iscritte all’Anagrafe unica delle onlus;
  • le organizzazioni non governative (ONG)già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49/1987 alla data del 29 agosto 2014 ed iscritte all’Anagrafe unica delle Onlus su istanza delle stesse;
  • le associazioni riconosciute e le fondazioni che operano nei settori di attività delle Onlus (elencati nel D.lgs. 460/1997, all’art.10, c.1, lettera a);
  • le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, di cui alle Legge 381/1991;
  • gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del D. Lgs. 460/1997.

Come faccio a iscrivere la mia associazione nelle liste dei beneficiari?

Per gli enti che non sono iscritti nell’elenco permanente la procedura di iscrizione deve effettuarsi secondo le seguenti istruzioni:

  • presentazione della domanda di iscrizione entro il 7 maggio 2020. La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica (direttamente dagli interessati, qualora abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, oppure da intermediari abilitati, quali CAF o commercialisti) utilizzando l’apposito Modello;
  • entro il 14 maggio 2020 l’Agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito l’elenco provvisorio degli iscritti, ed entro il 20 maggio 2020 sarà possibile verificare eventuali errori e richiedere le correzioni (utilizzando sempre i Modelli AA5/6 o AA7/10); l’elenco aggiornato e definitivo degli iscritti sarà pubblicato entro il 25 maggio 2020;
  • invio della dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020. Il Modello di dichiarazione sostitutiva. Per gli enti del volontariato la dichiarazione sostitutiva deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC alla Direzione regionale o provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente

Quali sono le tempistiche di iscrizione?

È possibile iscriversi  dall’1 aprile fino al 7 Maggio 2020.

È già passata la scadenza del 7 maggio 2020, posso ancora presentare la domanda di iscrizione per quest'anno?

Qualora un ente non effettui l’iscrizione entro il 7 maggio 2020 o non abbia inviato la dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020, potrà comunque partecipare al riparto delle quote del 5 per mille 2020 presentando la domanda di iscrizione e la dichiarazione sostitutiva entro il 30 settembre 2020, versando una sanzione pari a 250,00 euro tramite il modello F24 (indicando il codice tributo 8115). Potranno regolarizzare la propria posizione solamente gli enti in possesso dei requisiti per l’iscrizione alla data del 7 maggio 2020 (termine ultimo per l’iscrizione).

La mia associazione è già iscritta, devo ripresentare la domanda ogni anno?

No. Gli enti già presenti nell’elenco permanente degli iscritti non devono ripresentare nuovamente la domanda di iscrizione, a differenza di quanto avveniva in passato.

Se ravviso degli errori nei dati pubblicati, cosa devo fare?

Qualora vi fossero degli errori nei dati pubblicati nell’elenco oppure siano intervenute delle variazioni relative ai dati anagrafici (quali il cambiamento della denominazione o della sede legale dell’ente) questi devono essere semplicemente comunicati all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente entro il 20 maggio 2020, utilizzando il Modello AA5/6 (per i soggetti che hanno solo il codice fiscale) o il Modello AA7/10 (per quelli che hanno anche la Partita IVA).

Non ho comunicato l'IBAN della mia organizzazione, cosa devo fare?

Gli enti beneficiari possono comunicare l’iban all’Agenzia delle Entrate, consegnando presso un ufficio dell’Agenzia l’apposito Modello per la richiesta di accredito, necessario al fine di ricevere sul proprio conto corrente le somme assegnate.

L'Associazione ha cambiato presidente, devo comunicarlo?

Sì. L’unico caso in cui l’ente iscritto è obbligato a ripresentare la sola dichiarazione sostitutiva è quello in cui sia cambiato il rappresentante legale rispetto a quello che aveva firmato la dichiarazione sostitutiva precedentemente inviata. Solo in questo caso l’ente dovrà trasmettere una nuova dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020 ed inviarla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC all’all’Agenzia delle Entrate territoriale di competenza.

La mancata presentazione della dichiarazione sostitutiva in caso di variazione del legale rappresentante comporta la decadenza dell’ente dall’iscrizione all’elenco del 5 per mille 2020.

L'associazione ha cambiato statuto e da ODV è diventata APS (o viceversa), devo presentare una nuova domanda di iscrizione?

No non c’è bisogno, in questi casi non è necessario presentare nuovamente la dichiarazione sostitutiva, essendo sufficiente che l’organizzazione rientri fra i soggetti destinatari del contributo alla data del 7 maggio 2020 (termine ultimo per l’iscrizione).

Erogazioni liberali

Cosa sono le erogazioni liberali?

Le erogazioni liberali, più semplicemente dette “donazioni” sono una delle modalità con cui l’ente di Terzo Settore può finanziare la propria attività per il conseguimento di scopi associativi. La norma di riferimento è l’articolo 83 D.Lgs. 117/2017.

Le donazioni non costituiscono reddito per gli ETS e non entrano nel calcolo della determinazione della qualifica fiscale dell’ente, in quanto considerate sempre entrate di natura non commerciale. Assieme alle donazioni si considerano altresì entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote associative dell’ente e ogni altra entrata assimilabile. Si considerano, invece, attività di natura commerciale le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici.

Chi può fare una donazione alla mia associazione?

L’articolo 83 D.Lgs. 117/2017 prevede erogazioni liberali effettuate da persone fisiche ed erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche.

Erogazioni liberali effettuate da persone fisiche

Le persone fisiche possono scegliere se:

  • Detrarre (comma1) l’importo (per un massimo di 30.000 euro di donazione) al 30%, o del 35% se si trattano di ODV (organizzazioni di volontariato) oppure
  • Dedurre (comma 2) l’importo donato senza limite assoluto ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Sarà la persona a scegliere quando compilerà la dichiarazione dei redditi se applicare la deduzione o la detrazione.

Erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche:

Le persone giuridiche possono fare donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato senza il limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui). Se la deduzione supera il reddito complessivo netto dichiarato, l’eccedenza può essere dedotta fino al quarto periodo d’imposta successivo.

Come deve essere fatta una donazione affinché sia riconosciuta?

  • L’erogazione deve essere effettuata esclusivamente tramite modalità tracciabili ossia versamento bancario o postale, bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Non sono deducibili o detraibili, quindi, le donazioni non tracciate ed effettuate in contanti.
  • È necessario che l’ETS beneficiario della donazione faccia la ricevuta del versamento ricevuto dal donatore
  • È necessario che il donatore conservi la ricevuta del versamento in cui risulti la modalità di pagamento utilizzata ed è consigliabile che richieda e conservi copia della ricevuta dell’ETS beneficiario della donazione

Ricordiamo inoltre che non sono deducibili né detraibili i versamenti effettuati come quote sociali che per ETS sono entrate non commerciali ma non riconosciute come donazioni.

A fronte di una donazione, devo fare una ricevuta?

L’ETS che ha ricevuto una donazione effettuata con modalità tracciabile dovrà emettere una ricevuta di avvenuto versamento.

Clicca qui per vedere un fac-simile>>

Per informazioni:

consulenza@volabo.it

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