FAQ – Gestire l’associazione

Domande&Risposte sulla gestione della vita associativa

Clicca qui sotto sull’argomento che ti interessa e sulla domanda che ci vorresti porre e si aprirà a discesa la risposta che stai cercando.  Tieni presente che tutte le risposte che ti diamo sono tratte direttamente dalle norme istituzionali di riferimento citate sopra. Per ulteriore chiarimenti non esitare a rivolgerti direttamente a noi, trovi i nostri contatti in fondo all’elenco di domande e risposte che stai consultando.

Organi sociali

Posso riunire i miei organi sociali "a distanza" durante l’emergenza Covid-19?

È possibile farlo in videoconferenza. Il decreto Cura Italiaammette per le associazioni e le fondazioni la possibilità di svolgere le riunioni degli organi sociali in videoconferenza (tramite strumenti quali ad esempio skype, hangout, zoom), e ciò anche qualora tale modalità non sia espressamente prevista negli statuti e nei regolamenti delle organizzazioni (art. 73 c. 4).

Tale possibilità è ammessa fino al termine della durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo, cioè fino al 31 luglio 2020 (salvo ulteriori proroghe).

Dalla previsione di legge sono rimasti fuori gli enti non lucrativi diversi da associazioni e fondazioni, quali ad esempio i comitati o gli enti ecclesiastici e confessionali civilisticamente riconosciuti.

Come faccio a rispettare i regolamenti e i criteri di trasparenza e tracciabilità nelle riunioni “a distanza”?

Se un’associazione o una fondazione vuole riunire i propri organi sociali in videoconferenza dovrà farlo  “nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati”. Ad esempio metterà a disposizione dei partecipanti i materiali oggetto di discussione con congruo anticipo, in modo da consentire al presidente dell’organo di accertare la regolarità della costituzione della riunione, identificando quindi in modo certo i partecipanti, di regolare lo svolgimento dell’adunanza e di constatare i risultati delle votazioni. Fondamentale è il rispetto del principio di simultaneità per il quale, a pena di invalidità della riunione, ogni partecipante deve poter seguire in modo adeguato la discussione, oltre che poter intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti e alla votazione.

Qualora tali criteri non fossero già presenti negli statuti o nei regolamenti, dovranno essere definiti ex ante con delibera dell’organo interessato, che dovrà comunque tenere conto dell’attuale quadro normativo emergenziale caratterizzato anche dalle stringenti limitazioni agli spostamenti degli individui.

Il verbale della riunione può essere redatto anche successivamente, con la sottoscrizione del Presidente e del verbalizzante (oppure con la sottoscrizione del solo notaio se trattasi di atto pubblico): questo è quanto ha disposto il Consiglio Notarile di Milano con la Massima n. 187 dell’11 marzo 2020.

Fonte: news https://www.volabo.it/non-profit-riunioni-organi-sociali-coronavirus/

Bilancio d’esercizio

Come devo redigere il modello di bilancio della mia associazione?

Nel relativo decreto, il Ministero del Lavoro ha allegato gli schemi che dovranno essere utilizzati ai fini della redazione del bilancio di esercizio, precisamente:

I modelli devono essere considerati come schemi “fissi”, come si legge nel decreto. Ma per favorire la chiarezza del bilancio gli enti destinatari possono modificare gli schemi:

  • suddividendo ulteriormente le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente;
  • raggruppando le voci quando il raggruppamento è irrilevante;
  • eliminando le voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi

Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione. Le disposizioni recate dal decreto si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione. In pratica, la modulistica approvata sarà applicabile ai bilanci del 2021Leggi il glossario sulle voci del bilancio>>

5 per mille | SEZIONE IN AGGIORNAMENTO

Cos'è il 5 per mille?

Il 5 per mille è un meccanismo che permette ai contribuenti di destinare, a favore di determinati soggetti giuridici, una parte delle imposte, comunque dovute, sui redditi prodotti nell’anno precedente.

Per semplificare, quando compiliamo la dichiarazione dei redditi possiamo scegliere a chi destinare il 5 per mille deI nostro IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) a enti che si occupano di attività di interesse sociale, come associazioni di volontariato e di promozione sociale, onlus, associazioni sportive che svolgono prevalentemente attività socialmente utili, enti di ricerca scientifica e sanitaria.

Chi può iscriversi nelle liste dei beneficiari del 5 per mille?

  • le organizzazioni di volontariato(ODV), iscritte nei registri regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale(APS), iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del D. Lgs. 460/1997;
  • le Onlus,iscritte all’Anagrafe unica delle onlus;
  • le organizzazioni non governative (ONG)già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49/1987 alla data del 29 agosto 2014 ed iscritte all’Anagrafe unica delle Onlus su istanza delle stesse;
  • le associazioni riconosciute e le fondazioni che operano nei settori di attività delle Onlus (elencati nel D.lgs. 460/1997, all’art.10, c.1, lettera a);
  • le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, di cui alle Legge 381/1991;
  • gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del D. Lgs. 460/1997.

Come faccio a iscrivere la mia associazione nelle liste dei beneficiari?

Per gli enti che non sono iscritti nell’elenco permanente la procedura di iscrizione deve effettuarsi secondo le seguenti istruzioni:

  • presentazione della domanda di iscrizione entro il 7 maggio 2020. La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica (direttamente dagli interessati, qualora abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, oppure da intermediari abilitati, quali CAF o commercialisti) utilizzando l’apposito Modello;
  • entro il 14 maggio 2020 l’Agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito l’elenco provvisorio degli iscritti, ed entro il 20 maggio 2020 sarà possibile verificare eventuali errori e richiedere le correzioni (utilizzando sempre i Modelli AA5/6 o AA7/10); l’elenco aggiornato e definitivo degli iscritti sarà pubblicato entro il 25 maggio 2020;
  • invio della dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020. Il Modello di dichiarazione sostitutiva. Per gli enti del volontariato la dichiarazione sostitutiva deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC alla Direzione regionale o provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente

Quali sono le tempistiche di iscrizione?

È possibile iscriversi  dall’1 aprile fino al 7 Maggio 2020.

È già passata la scadenza del 7 maggio 2020, posso ancora presentare la domanda di iscrizione per quest'anno?

Qualora un ente non effettui l’iscrizione entro il 7 maggio 2020 o non abbia inviato la dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020, potrà comunque partecipare al riparto delle quote del 5 per mille 2020 presentando la domanda di iscrizione e la dichiarazione sostitutiva entro il 30 settembre 2020, versando una sanzione pari a 250,00 euro tramite il modello F24 (indicando il codice tributo 8115). Potranno regolarizzare la propria posizione solamente gli enti in possesso dei requisiti per l’iscrizione alla data del 7 maggio 2020 (termine ultimo per l’iscrizione).

La mia associazione è già iscritta, devo ripresentare la domanda ogni anno?

No. Gli enti già presenti nell’elenco permanente degli iscritti non devono ripresentare nuovamente la domanda di iscrizione, a differenza di quanto avveniva in passato.

Se ravviso degli errori nei dati pubblicati, cosa devo fare?

Qualora vi fossero degli errori nei dati pubblicati nell’elenco oppure siano intervenute delle variazioni relative ai dati anagrafici (quali il cambiamento della denominazione o della sede legale dell’ente) questi devono essere semplicemente comunicati all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente entro il 20 maggio 2020, utilizzando il Modello AA5/6 (per i soggetti che hanno solo il codice fiscale) o il Modello AA7/10 (per quelli che hanno anche la Partita IVA).

Non ho comunicato l'IBAN della mia organizzazione, cosa devo fare?

Gli enti beneficiari possono comunicare l’iban all’Agenzia delle Entrate, consegnando presso un ufficio dell’Agenzia l’apposito Modello per la richiesta di accredito, necessario al fine di ricevere sul proprio conto corrente le somme assegnate.

L'Associazione ha cambiato presidente, devo comunicarlo?

Sì. L’unico caso in cui l’ente iscritto è obbligato a ripresentare la sola dichiarazione sostitutiva è quello in cui sia cambiato il rappresentante legale rispetto a quello che aveva firmato la dichiarazione sostitutiva precedentemente inviata. Solo in questo caso l’ente dovrà trasmettere una nuova dichiarazione sostitutiva entro il 30 giugno 2020 ed inviarla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC all’all’Agenzia delle Entrate territoriale di competenza.

La mancata presentazione della dichiarazione sostitutiva in caso di variazione del legale rappresentante comporta la decadenza dell’ente dall’iscrizione all’elenco del 5 per mille 2020.

L'associazione ha cambiato statuto e da ODV è diventata APS (o viceversa), devo presentare una nuova domanda di iscrizione?

No non c’è bisogno, in questi casi non è necessario presentare nuovamente la dichiarazione sostitutiva, essendo sufficiente che l’organizzazione rientri fra i soggetti destinatari del contributo alla data del 7 maggio 2020 (termine ultimo per l’iscrizione).

Come funziona la rendicontazione delle attività finanziate con i fondi del cinque per mille?

Secondo la normativa vigente, tutti gli enti percettori delle quote di 5 per mille devono redigere, entro un anno dalla ricezione delle somme, un apposito rendiconto accompagnato da una relazione illustrativa da cui risulti, in modo chiaro, trasparente e dettagliato, la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite. scarica il modulo per il rendiconto>>

I rendiconti e le relative relazioni devono essere trasmessi entro trenta giorni dalla data ultima prevista per la compilazione all’amministrazione competente (quella che si è occupata dell’erogazione delle somme ricevute) per consentirne il controllo.

Salvo espressa richiesta dell’Amministrazione, gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non sono tenuti all’invio del rendiconto e della relazione, che devono comunque essere redatti entro un anno dalla ricezione degli importi e conservati per 10 anni.

I beneficiari del contributo non possono utilizzare le somme percepite a tale titolo per coprire le spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione della quota del 5 per mille.

Tutti i beneficiari hanno poi l’obbligo di pubblicare sul proprio sito web gli importi percepiti e il rendiconto, dandone comunicazione all’amministrazione erogatrice entro i successivi sette giorni.

In caso di omessa pubblicazione, l’amministrazione erogatrice diffida il beneficiario a effettuare la citata pubblicazione assegnando un termine di trenta giorni e in caso di inerzia provvede all’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al 25% del contributo percepito.

Inoltre, fino all’entrata in funzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, solo gli enti che hanno ricevuto un contributo superiore a 20.000 euro, hanno l’ulteriore obbligo di trasmettere il rendiconto delle somme ricevute all’Amministrazione erogatrice entro 13 mesi dalla percezione della somma.

Per la redazione del rendiconto  la scadenza decorre dalla data di ricezione sul conto corrente bancario dell’importo assegnato in base agli elenchi definitivi di riparto dei fondi del 5 per mille. Per “elenchi definitivi”, si intendono gli elenchi che riportano le somme spettanti a ciascun ente pubblicati sul sito dell’Agenzia dell’entrate. Dalla data di ricezione del 5 per mille decorre l’anno (rectius: 365 giorni) entro il quale si deve spendere la somma ricevuta e, contemporaneamente, predisporre il rendiconto.

Per approfondire:

vai alla pagina del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali>>
scarica il modulo per il rendiconto>>

Erogazioni liberali

Cosa sono le erogazioni liberali?

Le erogazioni liberali, più semplicemente dette “donazioni” sono una delle modalità con cui l’ente di Terzo Settore può finanziare la propria attività per il conseguimento di scopi associativi. La norma di riferimento è l’articolo 83 D.Lgs. 117/2017.

Le donazioni non costituiscono reddito per gli ETS e non entrano nel calcolo della determinazione della qualifica fiscale dell’ente, in quanto considerate sempre entrate di natura non commerciale. Assieme alle donazioni si considerano altresì entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote associative dell’ente e ogni altra entrata assimilabile. Si considerano, invece, attività di natura commerciale le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici.

Chi può fare una donazione alla mia associazione?

L’articolo 83 D.Lgs. 117/2017 prevede erogazioni liberali effettuate da persone fisiche ed erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche.

Erogazioni liberali effettuate da persone fisiche

Le persone fisiche possono scegliere se:

  • Detrarre (comma1) l’importo (per un massimo di 30.000 euro di donazione) al 30%, o del 35% se si trattano di ODV (organizzazioni di volontariato) oppure
  • Dedurre (comma 2) l’importo donato senza limite assoluto ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Sarà la persona a scegliere quando compilerà la dichiarazione dei redditi se applicare la deduzione o la detrazione.

Erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche:

Le persone giuridiche possono fare donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato senza il limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui). Se la deduzione supera il reddito complessivo netto dichiarato, l’eccedenza può essere dedotta fino al quarto periodo d’imposta successivo.

Come deve essere fatta una donazione affinché sia riconosciuta?

  • L’erogazione deve essere effettuata esclusivamente tramite modalità tracciabili ossia versamento bancario o postale, bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Non sono deducibili o detraibili, quindi, le donazioni non tracciate ed effettuate in contanti.
  • È necessario che l’ETS beneficiario della donazione faccia la ricevuta del versamento ricevuto dal donatore
  • È necessario che il donatore conservi la ricevuta del versamento in cui risulti la modalità di pagamento utilizzata ed è consigliabile che richieda e conservi copia della ricevuta dell’ETS beneficiario della donazione

Ricordiamo inoltre che non sono deducibili né detraibili i versamenti effettuati come quote sociali che per ETS sono entrate non commerciali ma non riconosciute come donazioni.

A fronte di una donazione, devo fare una ricevuta?

L’ETS che ha ricevuto una donazione effettuata con modalità tracciabile dovrà emettere una ricevuta di avvenuto versamento.

Clicca qui per vedere un fac-simile>>

Trasparenza dei contributi pubblici – obbligo ministeriale

Quale scadenza devo rispettare per la pubblicazione dei contributi ricevuti?

Il Decreto sposta la scadenza annuale per la pubblicazione dal 28 febbraio al 30 giugno di ogni anno.

Qual è il quadro normativo di riferimento?

L’obbligo è previsto dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 (art. 1 commi 125-129).  In seguito il Decreto Crescita (in GU n.151 del 29-6-2019 – Suppl. Ordinario n. 26) ha modificato la legge n. 124/2017.

Chi ha l'obbligo di pubblicare i contributi ricevuti?

Associazioni, fondazioni, Onlus, ETS (segnatamente ODV, APS e Onlus), associazioni ambientali a carattere nazionale, associazioni dei consumatori e degli utenti a carattere nazionale, cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri e imprese.

Cosa devo rendicontare?

Le associazioni che nel corso dell’anno hanno ricevuto contributi da Enti pubblici pari o superiori a 10 mila euro, sono obbligate a darne pubblicità sul proprio sito web istituzionale.

Costituiscono oggetto di pubblicazione le informazioni relative a: sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro e in natura. La modifica introdotta ha tolto dall’elenco dei contributi da pubblicare tutte quelle somme percepite a seguito di contratto di fornitura di beni/servizi e quelli che costituiscono un risarcimento.

Non è ricompreso tra le cifre da rendicontare  il 5 per mille.

Tra i possibili sostegni ricevuti, ci sono i beni mobili o immobili concessi in comodato. Rispetto al valore economico da indicare del bene, il Ministero ha chiarito che “si dovrà fare riferimento al valore dichiarato dalla Pubblica Amministrazione che ha attribuito il bene in questione”. Sarà pertanto cura delle associazioni beneficiarie di tale sostegno sollecitare la Pubblica Amministrazione affinché offra informazioni in merito.

Come/dove devo darne pubblicità?

Le organizzazioni devono pubblicare le informazioni sui propri siti internet. In mancanza del sito dedicato, possono pubblicare sulla propria pagina Facebook o sulla pagina internet della rete associativa alla quale aderiscono.

Cosa pubblicare?

Le informazioni da pubblicare devono contenere i seguenti elementi:

  • denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente
  • denominazione del soggetto erogatore
  • somma incassata per ogni singolo rapporto giuridico sottostante
  • data dell’incasso
  • causale

Scarica il fac-simile del modello di rendicontazione dei contributi pubblici

Come funziona il controllo sull'adempimento?

Il controllo sull’esatto adempimento degli obblighi di trasparenza e pubblicità è demandato in capo ai soggetti erogatori delle somme oggetto di pubblicazione, oppure all’amministrazione vigilante competente in materia.

Quali sanzioni?

La mancata pubblicazione, a partire dal 1° gennaio 2020, comporta una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000€, nonché la sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione. Nel caso non venga ottemperato ulteriormente all’obbligo di pubblicazione, si applica la sanzione della restituzione integrale delle somme ai soggetti eroganti.

Per informazioni:

consulenza@volabo.it

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