FAQ | Gestire l’associazione

Domande & Risposte su diversi aspetti relativi alla gestione della vita associativa di un ente del Terzo settore

Clicca qui sotto sull’argomento che ti interessa e sulla domanda che ci vorresti porre e si aprirà a discesa la risposta che stai cercando. Tieni presente che tutte le risposte che ti diamo sono tratte direttamente dalle norme istituzionali di riferimento citate sopra. Per ulteriore chiarimenti non esitare a rivolgerti direttamente a noi, trovi i nostri contatti in fondo all’elenco di domande e risposte che stai consultando.

Bilancio d’esercizio

Come devo redigere il modello di bilancio della mia associazione?

Nel relativo decreto, il Ministero del Lavoro ha allegato gli schemi che dovranno essere utilizzati ai fini della redazione del bilancio di esercizio, precisamente:

I modelli devono essere considerati come schemi “fissi”, come si legge nel decreto. Ma per favorire la chiarezza del bilancio gli enti destinatari possono modificare gli schemi:

  • suddividendo ulteriormente le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente;
  • raggruppando le voci quando il raggruppamento è irrilevante;
  • eliminando le voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi

Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione. Le disposizioni recate dal decreto si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione. In pratica, la modulistica approvata sarà applicabile ai bilanci del 2021Leggi il glossario sulle voci del bilancio>>

Erogazioni liberali

Cosa sono le erogazioni liberali?

Le erogazioni liberali, più semplicemente dette “donazioni” sono una delle modalità con cui l’ente di Terzo Settore può finanziare la propria attività per il conseguimento di scopi associativi. La norma di riferimento è l’articolo 83 D.Lgs. 117/2017.

Le donazioni non costituiscono reddito per gli ETS e non entrano nel calcolo della determinazione della qualifica fiscale dell’ente, in quanto considerate sempre entrate di natura non commerciale. Assieme alle donazioni si considerano altresì entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote associative dell’ente e ogni altra entrata assimilabile. Si considerano, invece, attività di natura commerciale le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici.

Chi può fare una donazione alla mia associazione?

L’articolo 83 D.Lgs. 117/2017 prevede erogazioni liberali effettuate da persone fisiche ed erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche.

Erogazioni liberali effettuate da persone fisiche

Le persone fisiche possono scegliere se:

  • Detrarre (comma1) l’importo (per un massimo di 30.000 euro di donazione) al 30%, o del 35% se si trattano di ODV (organizzazioni di volontariato) oppure
  • Dedurre (comma 2) l’importo donato senza limite assoluto ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Sarà la persona a scegliere quando compilerà la dichiarazione dei redditi se applicare la deduzione o la detrazione.

Erogazioni liberali effettuate da persone giuridiche:

Le persone giuridiche possono fare donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato senza il limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui). Se la deduzione supera il reddito complessivo netto dichiarato, l’eccedenza può essere dedotta fino al quarto periodo d’imposta successivo.

Come deve essere fatta una donazione affinché sia riconosciuta?

  • L’erogazione deve essere effettuata esclusivamente tramite modalità tracciabili ossia versamento bancario o postale, bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Non sono deducibili o detraibili, quindi, le donazioni non tracciate ed effettuate in contanti.
  • È necessario che l’ETS beneficiario della donazione faccia la ricevuta del versamento ricevuto dal donatore
  • È necessario che il donatore conservi la ricevuta del versamento in cui risulti la modalità di pagamento utilizzata ed è consigliabile che richieda e conservi copia della ricevuta dell’ETS beneficiario della donazione

Ricordiamo inoltre che non sono deducibili né detraibili i versamenti effettuati come quote sociali che per ETS sono entrate non commerciali ma non riconosciute come donazioni.

A fronte di una donazione, devo fare una ricevuta?

L’ETS che ha ricevuto una donazione effettuata con modalità tracciabile dovrà emettere una ricevuta di avvenuto versamento.

Clicca qui per vedere un fac-simile>>

Trasparenza dei contributi pubblici – obbligo ministeriale

Quale scadenza devo rispettare per la pubblicazione dei contributi ricevuti?

Il Decreto sposta la scadenza annuale per la pubblicazione dal 28 febbraio al 30 giugno di ogni anno.

Qual è il quadro normativo di riferimento?

L’obbligo è previsto dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 (art. 1 commi 125-129).  In seguito il Decreto Crescita (in GU n.151 del 29-6-2019 – Suppl. Ordinario n. 26) ha modificato la legge n. 124/2017.

Chi ha l'obbligo di pubblicare i contributi ricevuti?

Associazioni, fondazioni, Onlus, ETS (segnatamente ODV, APS e Onlus), associazioni ambientali a carattere nazionale, associazioni dei consumatori e degli utenti a carattere nazionale, cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri e imprese.

Cosa devo rendicontare?

Le associazioni che nel corso dell’anno hanno ricevuto contributi da Enti pubblici pari o superiori a 10 mila euro, sono obbligate a darne pubblicità sul proprio sito web istituzionale.

Costituiscono oggetto di pubblicazione le informazioni relative a: sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro e in natura. La modifica introdotta ha tolto dall’elenco dei contributi da pubblicare tutte quelle somme percepite a seguito di contratto di fornitura di beni/servizi e quelli che costituiscono un risarcimento.

Non è ricompreso tra le cifre da rendicontare  il 5 per mille.

Tra i possibili sostegni ricevuti, ci sono i beni mobili o immobili concessi in comodato. Rispetto al valore economico da indicare del bene, il Ministero ha chiarito che “si dovrà fare riferimento al valore dichiarato dalla Pubblica Amministrazione che ha attribuito il bene in questione”. Sarà pertanto cura delle associazioni beneficiarie di tale sostegno sollecitare la Pubblica Amministrazione affinché offra informazioni in merito.

Come/dove devo darne pubblicità?

Le organizzazioni devono pubblicare le informazioni sui propri siti internet. In mancanza del sito dedicato, possono pubblicare sulla propria pagina Facebook o sulla pagina internet della rete associativa alla quale aderiscono.

Cosa pubblicare?

Le informazioni da pubblicare devono contenere i seguenti elementi:

  • denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente
  • denominazione del soggetto erogatore
  • somma incassata per ogni singolo rapporto giuridico sottostante
  • data dell’incasso
  • causale

Scarica il fac-simile del modello di rendicontazione dei contributi pubblici

Come funziona il controllo sull'adempimento?

Il controllo sull’esatto adempimento degli obblighi di trasparenza e pubblicità è demandato in capo ai soggetti erogatori delle somme oggetto di pubblicazione, oppure all’amministrazione vigilante competente in materia.

Quali sanzioni?

La mancata pubblicazione, a partire dal 1° gennaio 2020, comporta una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000€, nonché la sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione. Nel caso non venga ottemperato ulteriormente all’obbligo di pubblicazione, si applica la sanzione della restituzione integrale delle somme ai soggetti eroganti.

Per informazioni

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