Fondazione Uniti per crescere insieme si racconta

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Sedi operative: Torino, Milano, Roma, Sassari, Bologna

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Cosa fa la tua associazione?

Fondazione Uniti per Crescere Insieme Onlus  (UCI) promuove progetti educativi basati sull’utilizzo di arti circensi per minori e adolescenti, minori immigrati e portatori di handicap fisici o psichici. Opera a Bologna, Milano, Torino e Sassari in collaborazione con: Ospedali, Scuole, Centri Giustizia Minorile, Istituti Penali per Minorenni.

Il circo sociale e l’educazione alla positività e al benessere psico-fisico sono i mezzi di intervento scelti dalla Fondazione per l’efficacia nel:

• coinvolgere e appassionare i giovani educando nel contempo alla costanza, disciplina e pazienza;

• fornire un ambiente sano di crescita e integrazione sociale;

• sviluppare autonomia, creatività e protagonismo attivo e positivo.

I progetti sono:

CIRCOSTANZA (il circo in una stanza per cambiare le circostanze della vita) Laboratori permanenti di circo sociale condotti da educatori e circensi professionisti in collaborazione con Centri Giustizia Minorile, Istituti Penali Minorili, Servizi Sociali, Centri di aggregazione giovanile, Comunità educative e terapeutiche minorili a Bologna, Milano, Torino.

Attivo a Torino, Milano e Bologna presso l’Istituto Penale per Minorenni

CIRCOSPEDALE è un progetto di Circo sociale che si svolge settimanalmente (per un intero pomeriggio) nei reparti di lungodegenza all’interno di Ospedali (reparti di chemio, chirurgia oncologica)

Attivo a Milano, Torino e Bologna presso Istituto Ortopedico Rizzoli

CIRCOMOBILE, ispirato all’innovativa “Pedagogia del Circo Sociale”, è un servizio di arti circensi itinerante, con valenza ludico-educativa, capace di sollecitare occasioni spontanee e organizzate di incontro e di gioco nei luoghi dove risiedono e vivono bambini, ragazzi, adolescenti, promuovendo la loro partecipazione nel rispetto della dignità e delle differenze di ognuno. Attivo a Torino e a Sassari

CASA CIRCOSTANZA Casa Circostanza: Il centro del Circo sociale è un locale situato a Torino. La  Casa Circostanza offre la possibilità ad adolescenti normodotati e diversamente abili di usufruire gratuitamente di un percorso di Circo Sociale.

DIVERSABILITÀ circo-arte-educazione per soggetti diversamente abili. Attivo a Torino

 

Racconta brevemente un’esperienza positiva e che ti ha dato soddisfazione che rappresenti il lavoro della tua associazione.

Marco, lo chiameremo così per privacy, un giorno viene in attività molto triste e a differenza delle altre volte chiede di non partecipare attivamente. Eravamo precedentemente stati informati dagli educatori che si erano verificate situazioni non piacevoli riguardanti Marco. Quel giorno avevamo portato il rola bola. Mentre con gli altri ragazzi giocavamo con i flower, Marco da solo si avvicina al rola bola e inizia ad utilizzarlo. Con determinazione prova diverse volte fino a quando riesce ad utilizzarlo perfettamente.  Il suo volto cambia completamente espressione e attira l’ammirazione di tutti i ragazzi. Sentire di avercela fatta anche solo per un attimo e nell’utilizzo di un semplice attrezzo di giocoleria, aveva ridato fiducia e autostima a Marco e permesso ai compagni di guardare  Marco con occhi diversi. Da quel momento altri ragazzi hanno chiesto di provare ad utilizzare il rola bola e chiedevano aiuto, sostegno e consiglio a Marco.

 

Racconta brevemente una esperienza difficile che rappresenti la complessità del lavoro della tua associazione.

Per privacy eviteremo di descrivere situazioni specifiche ma le esperienze difficili sono legate a quanto di seguito riportato.

A volte la situazione di reclusione, l’attesa della sentenza, l’incertezza di

quello che c’è ‘fuori’, la lontananza dalla famiglia,  porta i ragazzi in uno stato di depressione. Vi sono dei momenti in cui nessuna attività che proponiamo  riesce a fare in modo che  loro pensino ad altro, che anche solo per qualche minuto riescano a distrarsi. In questi casi chiacchieriamo con loro, li ascoltiamo. In questi momenti ascoltando le loro storie, le loro preoccupazioni su quello che avverrà quando ritorneranno  a essere “liberi”, la loro voglia di ricostruirsi una vita e la loro consapevolezza che sarà duro trovare un lavoro e un alloggio.  In quel momento ci sentiamo impotenti.

 

Se incontrassi il genio della lampada e potessi esprimere solo tre desideri per migliorare la situazione nelle carceri italiane, quali desideri esprimeresti?

1.  Zone (campi, palestre) ed attività fisiche per evitare l’accumulo di tensioni, stress, rabbia

2. Maggiori  laboratori,  in particolare quelli volti ad imparare un mestiere spendibile una volta scontata  la pena.

3. Offrire un sostegno, una volta scontata la pena, al fine di consentire agli ex detenuti (e alle loro famiglie)  la costruzione di un percorso lavorativo e personale.

 

Come è nata l’idea di realizzare un progetto insieme alle altre associazioni del territorio che lavorano negli istituti di pena bolognesi?

L’obiettivo principale è quello di creare rete per condividere le esperienze  al fine di migliorare gli interventi sugli utenti. La nostra idea di partecipare al progetto con le altre associazioni è nata dalla voglia di creare  forti sinergie con chi, come noi, conosce  bene l’ambiente all’interno del quale operiamo e dalla voglia di lavorare tutti quanti insieme, unendo le nostre energie, idee, forze per rendere migliori le condizioni di chi vive negli istituti di pena e per fare in modo che la cittadinanza locale venga sensibilizzata in merito all’argomento.

 

Immagina che Cris, volontario della tua associazione, a causa di un incantesimo cada in un sonno profondo da cui si risveglia solo qualche giorno dopo la chiusura del vostro progetto. Quali cambiamenti pensi che ritroverebbe nel modo di fare volontariato della sua associazione?

Sicuramente Cris riscontrerebbe una maggiore informazione, conoscenza delle realtà operanti all’interno degli istituti di pena della nostra città e di conseguenza troverebbe il gruppo pronto a richiedere e a dare aiuti, consigli, suggerimenti alle altre associazioni al fine di lavorare in sinergia per  il raggiungimento di obiettivi comuni quali un miglioramento di vita dei detenuti e dei loro familiari  durante la detenzione e nel periodo post-detenzione  e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Sicuramente Cris riscontrerebbe un ampliamento del punto di vista degli altri volontari. Il lavoro di gruppo con le altre realtà consente infatti di allargare le vedute, ampliare e spostare il punto di vista e crescere sempre di più come associazione e come opearatore-volontario .

Inoltre Cris riscontrerebbe in noi una maggiore conoscenza della realtà stessa degli istituti di pena a seguito del confronto con le altre realtà che lavorano con le stesse persone e con le stesse strutture con le quali lavoriamo noi, ma in momenti e condizioni diverse e svolgendo attività differenti. I bisogni e le esigenze che emergono durante attività e momenti diversi, dall’accoglienza allo svago a momenti molto più critici della vita di una persona all’interno di un carcere,   sono i più svariati e il confronto tra le diverse realtà operanti, reso possibile grazie a questo progetto, permette la condivisione dei bisogni  e delle esigenze e un eventuale successivo lavoro per soddisfarli.

 

 Immagina che Cris, studente nell’istituto superiore in cui è intervenuta la tua associazione nell’ambito di FuorieDentro, a causa di un incantesimo cada in un sonno profondo da cui si risveglia solo qualche giorno dopo la chiusura del vostro progetto. Quali cambiamenti rispetto ai temi di FuorieDentro pensi che ritroverebbe nei compagni di scuola che hanno seguito i vostri interventi in classe?

Cris riscontrerebbe nei suoi compagni una maggiore consapevolezza degli istituti di pena della sua città, delle realtà che vivono i loro coetanei all’interno degli istituti minorili.

Ritroverebbe nei suoi  compagni una visione del carcere diversa, come una realtà più vicina, che riguarda loro coetanei molto spesso in difficoltà e non bene accolti dalla nostra stessa società. Inoltre ritroverebbe un atteggiamento di riflessione in merito a quelli che sono i comportamenti  che portano le persone nei centri di reclusione. Non dimentichiamoci infine che Cris e suoi compagni sono coloro che in futuro potranno portare avanti e decidere soluzioni alternative alla detenzione, soluzioni che permettano reinserimenti reali all’interno della società. Cris ritroverebbe nei suoi compagni una maggiore apertura mentale e una maggiore consapevolezza da far fruttare in un futuro in merito a questi temi.

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