Gianni Dal Monte, amico delle Lame e costruttore di “ponti”

Trascorso il periodo della sofferenza per il distacco terreno, desideriamo condividere con chi l’ha conosciuto, ma anche con chi vuole apprezzarne la testimonianza sempre attuale, il ricordo di Gianni Dal Monte, affrontandola da una prospettiva specifica: quella della  socialità e della condivisione, a favore delle quali si è prodigato, con passione, per decenni. Gianni è un amico insostituibile che abbiamo conosciuto e apprezzato innanzitutto come persona generosa e leale, poi come volontario lungimirante e infaticabile che ha speso parte della propria vita a servizio di un territorio e di una comunità, in particolare delle persone più fragili ed emarginate. Ci riferiamo al territorio bolognese delle Lame – nel quartiere Navile – un’area vitale e composita della periferia  cittadina, costituita dalle zone di: Noce, Bertalia, Pescarola, Beverara, attraversate da vecchie e nuove povertà, ma anche da tante potenzialità di incontro, collaborazione, crescita comunitaria.

In questo territorio periferico di Bologna opera da circa 30 anni il Coordinamento Volontariato Lame (CVL), una rete di associazioni di diversa origine e cultura, animate dal comune desiderio di costruire, insieme, delle risposte significative per le variegate necessità della sua popolazione, multietnica e con una forte presenza giovanile che si accompagna a quella delle generazioni più anziane, delineando un mosaico sociale ricco di svariate potenzialità. L’idea del CVL è nata grazie ad un primo impulso di alcune persone che hanno deciso di vivere insieme in una grande casa, in via Zanardi 317/2, dove ha stabilito la propria sede l’associazione “Famiglia Aperta” e dove aveva vissuto, da giovane, Gianni Dal Monte, una tra le prime persone con cui il nuovo gruppo di residenti è entrato in contatto. Da quel primo incontro è nato un rapporto di fiducia e di amicizia che ha consentito di pensare, insieme, e poi di realizzare, gradualmente, la rete di associazioni nota come Coordinamento Volontariato Lame, creando legami: innanzitutto tra realtà con storie, culture ed esperienze anche molto diverse, i rispettivi presidenti e volontari, in seguito anche tra i cittadini del territorio, di diversa età, provenienza, carattere…

Da quel momento, Gianni Dal Monte è diventato uno dei principali promotori del CVL, la sua anima “laica”, accanto a quella cristiano cattolica degli altri ispiratori, con cui vi era una sintonia autentica e una reale consonanza d’intenti, favorite da: i valori trasversali del rispetto e della tutela dei diritti di ogni persona, della solidarietà e dell’accoglienza verso tutti, con particolare attenzione ai più giovani, anche in un’ottica di incontro intergenerazionale; l’importanza della promozione sociale e della valorizzazione delle risorse personali e comunitarie; il modo di vivere ed attuare tali valori e obiettivi, improntato ad un profondo senso di autenticità, amicizia e condivisione.

Questa sinergia di idealità e di intenti ha rappresentato il “motore” per promuovere e conservare nel tempo un impegno comune intenso e incisivo, inizialmente in ambito socio-educativo, poi anche a favore di attività culturali, di socializzazione e di tempo libero, senza  trascurare le necessità socio-economiche delle persone e nuclei familiari più disagiati. In tal senso, sono state essenziali e sono tuttora importanti per l’impegno del CVL, l’attività di l’ascolto, di incontro e di condivisione con i cittadini, anche con chi sperimenta difficoltà personali e di integrazione e che, nell’accoglienza gratuita e amichevole, acquisisce maggiore fiducia in se stesso e sperimenta anche il
desiderio di mettere, a propria volta, a disposizione degli altri le proprie capacità. In tal modo è possibile generare nuove socialità e opportunità, personali e comunitarie che sono spesso scaturite proprio dall’incontro e  nella condivisione tra volontari e cittadini, di ogni età, cultura, religione, a partire dai più giovani. Giovani che Gianni incontrava sempre con gioia, apprezzando e sperimentando lo stesso entusiasmo, sincerità e desiderio di innovare.

Negli anni il territorio delle Lame è cambiato, insieme con la città e con la società: si sperimenta maggiore iniziativa e più proposte di cittadinanza attiva, di “animazione” sociale e culturale dei territori. Al contempo, si avvertono sempre più gli effetti di una socializzazione primaria carente, con una frequente “abdicazione” dei genitori dal proprio ruolo di educatori, a favore dei gruppi amicali e dei social  network e una ancora troppo scarsa integrazione tra le varie agenzie educative. A partire da questa consapevolezza, il Coordinamento Volontariato Lame ha proposto, nel tempo, numerosi progetti e attività indirizzati ad incrementare la responsabilità sociale condivisa, alimentata dalla fiducia – nei volontari ma anche nei cittadini – che “qualcosa possa cambiare”, come anche Gianni credeva e
testimoniava, con la sua motivazione e l’impegno costanti.

Inoltre, il CVL si è posto in relazione anche con l’Ente Pubblico, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale cioè di pari dignità, con competenze e responsabilità diverse, da integrare in progetti condivisi. Oggi la co-progettazione e la collaborazione nel Terzo Settore e con l’Ente Pubblico è un aspetto ormai acquisito e sperimentato, ma quando il CVL ha iniziato ad operare alle Lame, circa 30 anni or sono, i suoi rappresentanti, a partire da Gianni Dal Monte, sono stati convinti sostenitori e promotori di tale impegno di collaborazione a favore della comunità e del territorio, coinvolgendo anche aziende locali e altre realtà, oltre a tanti professionisti (architetti, sociologi, psicologi, insegnanti..).

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere riguardo l’opera instancabile di Gianni Dal Monte sul territorio delle Lame (senza entrar nel merito dell’impegno a livello cittadino, anche nel Centro Servizi per il Volontariato della Città Metropolitana di Bologna), ma scegliamo di concludere con una sua frase, da cui emerge la forte spinta ideale e il profondo senso della giustizia e del sociale che lo hanno sempre
animato:

“… spero che in futuro si possa sentire meno l’esigenza dell’azione del volontariato,
perché questo vorrebbe dire che la gente ha meno bisogno, che alcuni problemi si
sono risolti, ad esempio quello del lavoro, ma anche – e soprattutto – la
ricostruzione del tessuto sociale nella comunità territoriale.”

Grazie ancora, Gianni!
Maria Grazia e Alessandro Ciani (“Famiglia Aperta”)

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