Gli interventi alla conversazione lanciata da A.S.Vo. ODV dal titolo “IL FUTURO È GIÀ COMINCIATO”

Marco Lombardo, Assessore alle Politiche per il Terzo Settore del Comune Bologna

“Fiducia, collaborazione, vicinanza”: queste le tre parole che caratterizzano le attività di CSV VOLABO come agenzia di sviluppo della coesione sociale. Parole che descrivono perfettamente anche il rapporto tra un ente di II livello del Terzo settore con il Comune di Bologna. In questi anni, non siamo rimasti in attesa dei decreti attuativi della Riforma del Terzo Settore. Abbiamo cercato, attraverso la volontà politica dell’amministrazione, di applicarla nei fatti investendo nella co-progettazione, nella co-programmazione, nella rendicontazione sociale. Abbiamo affrontato insieme l’emergenza con protocolli come “Unione fa la spesa”. Continueremo a farlo, anche oltre l’emergenza, perché la partecipazione e la solidarietà sono elementi identitari della nostra città e della nostra comunità civica. Un sentito ringraziamento a VOLABO e a tutti i volontari che sono impegnati quotidianamente in servizi e azioni di grande impegno sociale.

Giuliano Barigazzi, Presidente CTSS – Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Città metropolitana di Bologna

Inizio con un sincero apprezzamento per il lavoro che VOLABO. Ero assessore dell’allora Provincia di Bologna quando è nato il CSV quindi per me è ancora più evidente quanto questa organizzazione sia cresciuta vincendo le scommesse e le sfide iniziali fino a diventare fondamentale nella comunità bolognese. Come d’altra parta ha dimostrato il bilancio sociale 2020 e la clip video di infografica che ha rappresentato in maniera efficace l’entità del lavoro del nostro CSV.

Il titolo di questo incontro è Il futuro è già cominciato e mi trova pienamente d’accordo perché il futuro non è altro che una proiezione di ciò che stiamo costruendo oggi, nel presente. Come prova il fatto che la pandemia ha messo in evidenza delle trasformazioni economiche, sociali e culturali che arrivano da molto lontano. Questa emergenza ha palesato un bisogno sociale che non si era mai registrato con questa intensità ma di cui possiamo rintracciare le origini sin dal 2008.

Fatta questa premessa voglio arrivare subito al punto: credo che in questo nuovo contesto il Terzo Settore sia chiamato insieme alla Pubblica Amministrazione alla costruzione del Welfare di Comunità. Ciò di cui ha bisogno la nostra cittadinanza è della costruzione di politiche di welfare per il futuro che veda l’attivazione di tutte le risorse comunitarie e in questo il Terzo Settore può svolgere, e già svolge con esiti distintivi, un ruolo centrale. Oggi c’è bisogno sicuramente di un livello di governo e coordinamento in cui la PA svolge il ruolo di regista principale ma nell’ottica di attivare tutte le possibili risorse della comunità prima di tutto nell’analisi di ciò che sta succedendo e conseguentemente nella costruzione di politiche che diano delle risposte capaci di ridurre le disuguaglianze verso una società realmente inclusiva.

In quest’ottica è chiaro che si deve smettere di pensate al welfare come i servizi sociali. In quest’ottica il welfare diviene quella infrastruttura che orchestra tutte le politiche che concorrono alla riduzione delle disuguaglianze nella comunità e a promuovere il benessere in senso lato di quella comunità. E allora le politiche di welfare devono essere intese come politiche di assistenza ma principalmente di emancipazione e di ricostruzione delle autonomie individuali e collettive. Quindi le politiche di welfare devono comprendere l’assessorato al welfare al lavoro ai servizi sociali e alla casa urbanistiche e della sanità…Una scelta di integrazione delle politiche oggi è una necessità di cui il welfare è una infrastruttura fondamentale per realizzare una salute e un benessere in senso ampio della comunità.

Ecco a cosa corrisponde il Fondo Sociale di Comunità a cui VOLABO ha aderito prontamente. È, sì, uno strumento emergenziale che dà risposte di prima necessità alimentare, abitativa, lavorativa e digitale, ma in prospettiva diventa qualcosa di inedito ossia un luogo permanente di governo territoriale del welfare dove si costruiscono le politiche del futuro a partire dall’enormità di dati che abbiamo sul bisogno sociale basati sulla prossimità.  Sì perché se da una parte occorre costruire un governo centrale metropolitano, dall’altra dobbiamo lavorare di prossimità e VOLABO è un luogo straordinariamente adatto in questo senso. Cioè le politiche di welfare metropolitano devono ricomporre gli attori e agire in prossimità ossia riconoscere che i territori sono diversi e che occorre agire in maniera diversa per territori. Se devo pensare a uno slogan penso a: il welfare del futuro o è di comunità o non è. Per comunitario si intende capace di attivare tutti i soggetti che possono portare un contributo alla programmazione delle politiche e dei piani di intervento ma senza mescolare le responsabilità e sempre mantenendo l’autonomia e le distinzioni ragionando e intervenendo in prossimità.

Il Fondo Sociale di Comunità è nato come struttura emergenziale ma con questa idea di fondo di regia del sistema di welfare territoriale e si potrebbe evolvere anche in una fondazione di partecipazione ma questo lo lasciamo all’agenda del dibattito cittadino. Occorre anche integrare soggetti importanti come le aziende che iniziano già ora ad interessarsi e a partecipare al fondo in maniera rilevante, ma soprattutto iniziano a capire che non è un luogo dove fai beneficenza ma un luogo dove partecipi alle politiche insieme alla PA e al Terzo Settore. Ci sono molti altri attori, come le fondazioni e le banche, che spesso siamo abituati a pensare come erogatori di risorse economiche ma che in questo nuovo contesto dobbiamo cominciare a pensare come soggetti che stanno dentro a una programmazione che facciamo insieme senza livellare la capacità di ciascun soggetto ma, al contrario, aumentando la capacità di risposta di una intera comunità.

Mariella Cherri, Presidente di Emporio Solidale Amalio ODV di San Lazzaro di Savena

Emporio Solidale Amalio ODV è giovanissima. Nasce nell’ambito dell’emporio solidale del Comune di San Lazzaro di Savena per poi costituirsi nel 2021, grazie al supporto gestionale e alla formazione di VOLABO, come organizzazione di volontariato. Dall’inaugurazione del 9 ottobre 2018, hanno beneficiato del nostro emporio solidale circa 300 famiglie per totale di quasi 1.000 persone riscontrando naturalmente un picco nell’emergenza pandemica. Partiamo da un 2019 in cui abbiamo seguito 48 famiglie e 173 persone per arrivare alle 90 famiglie e 319 componenti nel 2020. In particolare nel 2020 Amalio Covid19 ha supportato 161 famiglie e 474 persone.

Monica Faiolo Responsabile Amministrativo Settore Sociale, Politiche Abitative e Presìdi territoriali, Area Servizi alla Persona dell'Unione di Comuni Reno Galliera

Unione Reno Galliera è un’unione di 8 Comuni che conta 75mila abitanti e 45 associazioni attive e preziosissime per l’amministrazione pubblica locale. È stato strategico il fatto di avere VOLABO al nostro fianco durante la pandemia e negli anni della Riforma Terzo Settore.

VOLABO ha saputo dare risposte tempestive alle esigenze più varie: dalle più semplici come quelle tecniche logistiche, ai progetti più complessi come la Festa della Pace del 2019 con patrizio Roversi. VOLABO ha avuto anche l’abilità di sapersi integrare in un contesto di piccoli comuni di 5 o 6 mila abitanti e di conquistarsi la fiducia di associazioni molto legate alle proprie abitudini e tradizioni. È stato fondamentale, infatti, per fare piani di intervento integrati che coinvolgessero le associazioni nella programmazione. Il 2021 è l’ultimo anno della nostra convenzione triennale e vede raddoppiare la consulenza giuridica e strutturare interventi che non coinvolgono più solo le associazioni ma, in un’ottica di co-programmazione, in prima persona i cittadini. La pandemia infatti ha fatto emergere con estrema urgenza il tema della relazione sociale. Da una parte in senso negativo come isolamento e solitudine, ma dall’altra come partecipazione civile volontaria. VOLABO è stato fondamentale anche per gestire le tante candidature spontanee da parte dei nostri cittadini.

Le nostre associazioni hanno recepito VOLABO come una grande opportunità di crescita e integrazione con l’amministrazione locale come dimostra la partecipazione alla formazione anche da parte di volontari con una media di età molto alta. Altra prova di tempestività, infatti, è stata la formazione sul bando regionale 2020 per le nostre associazioni. Così come la formazione sul decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021 sulle le linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore, disciplinato negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (Codice del Terzo settore) VOLABO ha già programmato con noi.

Laura Venturi, Dirigente area Sviluppo Sociale della Città metropolitana di Bologna

La nostra alleanza con VOLABO è di lunga data e riguarda molte linee di intervento: dalla collaborazione con la CTSS nel Fondo Sociale di Comunità; alla relazione con i Distretti metropolitani e gli Uffici di Piano nel coordinamento delle azioni legate al bando regionale rivolto alle associazioni locali. Già è stata citata la collaborazione con VOLABO nel Fondo Sociale di Comunità per la gestione e il coordinamento della distribuzione dei beni alimentari e delle donazioni. Ma in questa occasione ci tengo a portare anche la collaborazione che riguarda la Rete Metropolitana per l’Apprendimento Permanente, il primo esempio di rete a livello nazionale in questo ambito. In particolare su questa linea di intervento VOLABO ha un ruolo centrale nella valorizzazione delle competenze acquisite in esperienze di volontariato, un elemento fondamentale per costruire le competenze di cittadinanza delle persone ma anche per recuperare capacità e possibilità di occupazione.

Il ruolo di VOLABO, insomma, è centrale nella governance del welfare che vede nella co-programmazione tra pubblico e privato un elemento oramai irrinunciabile. VOLABO in questo ha un ruolo di facilitazione, di formazione e di sperimentazione e innovazione, ma anche di ricomposizione del Terzo Settore che deve rapportarsi con le istituzioni pubbliche in maniera integrata e non frammentaria. Altro ruolo in cui ci stiamo sperimentando con buon esito insieme a VOLABO è la promozione del volontariato nelle nuove generazioni.

Bruna Zani, Presidente dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna

La collaborazione tra l’Istituzione Gian Franco Minguzzi e A.S.Vo. ODV è stata rinnovata poche settimane fa ma è di lunga data anche per quanto riguarda noi.  Nel protocollo di cui siamo firmatari sono indicati tutti gli impegni che le due parti sono chiamati a svolgere: la partecipazione alla Rete degli Empori Solidali nell’ambito del Fondo di Comunità; il Progetto regionale Teatro e Salute Mentale che vede VOLABO impegnato in una mappatura nazionale di tutte le associazioni del Terzo Settore impegnate nelle attività del teatro per la salute mentale; l’altra linea comune è il servizio SoStengo! per la promozione dell’istituto dell’amministrazione sostegno e della figura dell’amministratore di sostegno; e, infine, Università del Volontariato ci vede collaborare nelle aree della ricerca e della formazione.

Laura Bocciarelli, Presidente di Csv Emilia Romagna Net – Coordinamento regionale degli Enti Gestori dei Centri di Servizio per il Volontariato della Regione Emilia Romagna

Il coordinamento regionale è attivo dal 2016 e nasce per ricomporre l’esperienza territoriale più che ventennale dei singoli CSV della nostra regione, per essere interlocutori meno frammentati rispetto alle istituzioni. La pandemia ha confermato che la rete è più efficace ed incisiva, che non è solo una parola di moda ma è qualcosa di concreto e ha grosse potenzialità di intervento e soluzioni condivise. In quest’ottica abbiamo recentemente siglato un protocollo con il Forum del Terzo Settore regionale in modo da diventare uno strumento di sostegno più forte per la comunità. Anche il nuovo sito, che abbiamo avviato da poco tempo, vuole dare un’immagine coordinata dei CSV per gli interlocutori.

Fausto Viviani, portavoce del Forum Terzo Settore Emilia Romagna

Prima di tutto dobbiamo preoccuparci del fatto che la crisi nella quale ci troviamo produrrà più povertà, diseguaglianze, solitudine e disperazione che colpirà la parte più fragile della popolazione e anche le nostre associazioni. Il rischio è che tutto ciò si traduca in una crescita di frammentazione, competizione e conflitto anche all’interno del nostro settore per cui il primo problema con cui ci dobbiamo tutti misurare è come salvaguardare il patrimonio associativo della nostra Regione, che non è dei Presidenti delle associazioni, ma di tutta la comunità.
Il secondo punto è che la pandemia ha reso del tutto evidente la necessità di investire su domiciliarità, prossimità, digitalizzazione e sostenibilità ambientale mettendo al centro la domanda dei cittadini e le loro capacità più o meno presenti di esserne protagonisti. Si tratta perciò di unire ancora più e soprattutto innovare la nostra azione, anche attraverso la co-programmazione e la co-progettazione, per promuovere una sempre maggiore integrazione fra attività che competono direttamente alle istituzioni pubbliche con quelle del Terzo Settore e quello dello settore privato. In fondo durante la pandemia questa integrazione si è realizzata con ottimi risultati.
Il terzo punto è l’approccio di “filiera” che va intesa come una modalità di fornire uno o più beni attraverso un insieme articolato di attività, tecnologie, risorse e relazioni generate da una pluralità di organizzazioni. Ecco allora che agire sulla domiciliarità e sulla sostenibilità vuol dire ricostruire le filiere che già operano, pur senza definirsi tali, in questo modo e ovviamente progettare il come allargarle e renderle sempre più integrate ed efficaci. Le risorse di prossimità alla domiciliarità e l’uso diffuso delle tecnologie digitali non possono che accompagnare e rendere più allargata ed inclusiva questa progettualità. Lo stesso vale per la sostenibilità ambientale.
Infine, quarto punto, il ruolo dei Centri di Servizio e la potenzialità che possono rappresentare in questa direzione. Il Protocollo che abbiamo recentemente sottoscritto, come Forum regionale con il Coordinamento dei CSV dell’Emilia Romagna, comprende questa possibilità. Si tratterebbe ora di sviluppare il confronto, se condivisi, su questi temi e assieme, in un rapporto positivo con le amministrazioni pubbliche, investire, ognuno con le proprie finalità e competenze in queste direzioni. Lo slogan ” Il futuro è cominciato” è molto azzeccato, aggiungerei che “però, quale futuro, dipende anche da noi!”.

Luigi Pasquali, Portavoce del Forum Terzo Settore Bologna

Credo che sia l’occasione ideale per dare un importante riconoscimento a VOLABO delle ultime importanti tappe che ha saputo raggiungere. Il primo è l’accreditamento di A.S.Vo. ODV come ente gestore del Centro Servizi per il Volontariato della città metropolitana, deliberato lo scorso 31 marzo dall’Organo Nazionale di Controllo. In secondo luogo desidero riconoscergli il merito di aver riportato questa giornata a una discussione così significativa su quello che è la realtà locale del Terzo Settore sia frutto di una prossimità e di una collaborazione che in questi anni VOLABO non ha mancato di praticare costantemente.

Questa lunga fase di discussione sul Codice del Terzo Settore e sulle novità che comporta è approdata in quest’ultimo anno perlomeno a un elemento importante che introduco mutuando uno scambio di battute tra Alceste Santuari, professore dell’Università di Bologna, e Francesco Boccia, ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Conte II, durante un dibattito pubblico sulla Riforma del Terzo Settore .Santuari chiede a Boccia “Ma quando avete fatto la legge di Riforma pensavate che avrebbe portato tanta novità anche nel modo di lavorare della Pubblica Amministrazione?” E Boccia risponde: “No, pensavamo che fosse un intervento la cui rilevanza sarebbe stata notevole nel Terzo Settore ma non immaginavamo avesse un impatto di tale portata anche in altri ambiti della società”. E questo naturalmente era un riferimento esplicito alla sentenza costituzionale 131/2020 che individua il Terzo Settore come un ambito di amministrazione collaborativa e ha quindi la possibilità di instaurare percorsi di co-programmazione e co-progettazione delle politiche pubbliche.

Questo è quello che gli ultimi eventi ci hanno consegnato ed è un po’ la sfida che dobbiamo accettare ossia come il Terzo Settore può diventare soggetto di trasformazione delle comunità. Credo che possa essere pensabile che con le esperienze che, anche grazie ai CSV, abbiamo avuto a Bologna e in Emilia-Romagna, adesso si possa fare il punto sulla Riforma. Non tanto riguardo a quanti decreti mancano per la sua definitiva attuazione, ma piuttosto su quanta sperimentazione politica manca ancora per realizzare quella amministrazione condivisa che è stata prospettata dalla Riforma nelle forme di co-programmazione e co-progettazione. Muovendoci in questa direzione possiamo utilizzare le risorse e l’intelligenza del territorio per affrontare la ricostruzione post pandemia vivendola come una fase certamente di estrema difficoltà ma anche di opportunità.  Credo che questo sia un elemento di trasformazione potente e nel nostro territorio abbiamo la possibilità di giocarci anche grazie alla facilitazione del CSV che in questa linea di prossimità sul territorio e collaborazione con la Pubblica Amministrazione ci ha creduto da sempre, come hanno dimostrato gli interventi che mi hanno preceduto, implementando progetti innovativi ma soprattutto dando una lettura del territorio attuale e avendo la capacità di mobilitarne e integrarne i soggetti attivi e le risorse.

Forse arrivato il momento di fare il punto sulle trasformazioni che la Riforma del Terzo Settore ha prodotto anche per allontanare le paure che ci sono state verso questa nuova forma di burocratizzazione. Questa necessità di trasformazione richiesta in maniera emergenziale dal fatto che dobbiamo affrontare la post pandemia e speriamo presto la ricostruzione post pandemica. Tra le vittime della pandemia ci potrebbe essere una parte del Terzo Settore, come ha fatto notare molto esplicitamente anche Fausto Viviani. Per questo è importante comprendere come è fatto il Terzo Settore nel nostro territorio e come la pandemia lo abbia trasformato.

Da questo punto di vista colgo l’occasione per richiamare al lancio di un questionario online rivolto ad associazioni riconosciute e non riconosciute, comitati, cooperative e imprese sociali che operano nella città metropolitana di Bologna. L’iniziativa intende appunto indagare nello specifico le conseguenze della pandemia sugli enti del Terzo Settore, particolarmente colpiti da questa fase emergenziale e costretti a riorientare attività, risorse e obiettivi. L’indagine è promossa dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana, Università di Bologna, AICCON (Centro Studi Non Profit e Cooperazione) e Forum del Terzo Settore, con la collaborazione di VOLABO ed Euribia.

L’idea qual è? È quella di conoscere lo stato attuale del nostro associazionismo per arrivare a invertire la questione dell’amministrazione condivisa ossia catalizzare e integrare le risorse e le competenze del nostro Terzo Settore per proporre all’amministrazione locale un piano di intervento da inserire nelle politiche di welfare. Per ora naturalmente non ne abbiamo le forze ma è un orizzonte a cui il Terzo Settore della città metropolitana e dell’Emilia -Romagna può puntare con il supporto anche del CSV.

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