I CSV sono promotori di reti innovative

Giancarlo Funaioli, presidente ASVo ODV – VOLABO, nel suo intervento parla di Volontassociate, la festa  che valorizza le diverse anime del volontariato del territorio metropolitano e fa da  cornice di senso a questo convegno in cui viene riconosciuta con forza “l’utilità dell’azione volontaria e solidale in alcuni aspetti sociali della vita di comunità”. Fa poi un cenno specifico alla realtà degli empori della città metropolitana di Bologna “perché sono un buon esempio di collaborazione con gli enti locali territoriali. Nella maggior parte dei casi nascono infatti con un supporto rilevante delle amministrazioni. Questo è un segno importante di quella collaborazione tra mondo del volontariato ed enti locali che è una prospettiva per il futuro, nella consapevolezza comune che il volontariato crea comunità, permette il confronto e la riflessione su tanti temi di carattere sociale. Gli empori, racconta Funaioli, si muovono nell’ambito di un’offerta di cibo a famiglie  in difficoltà. L’idea è quella di essere un aiuto limitato nel tempo e funzionale a sostenere lo sblocco di una situazione complessa. Gli empori non sono solo questo: l’aiuto non è solo alimentare ma si estende ad altri campi della vita, soprattutto quello relazionale”.

Prima di introdurre l’intervento successivo, il moderatore Stefano Trasatti ricorda che “in Italia ci sono almeno 170 empori solidali a cui se ne aggiungono 20 in corso di apertura. L’Emilia-Romagna in proporzione alla popolazione è quella che ne ha di più”.

Anche Rita Ghedini, Presidente di Legacoop Bologna che era presente tra gli ospiti del convegno, in una intervista rilancia “il valore della relazione tra tante realtà organizzate che riescono a interpretare in maniera tanto viva lo spirito del mutualismo. La rappresentanza di privato sociale e amministrazione pubblica che si incontra qui oggi credo che costituisca un unicum nel Paese che fa di Bologna un territorio attrattivo. Non solo i diretti beneficiari di realtà come gli Empori o le Cucine popolari traggono vantaggio da questa interconnessione tra soggetti diversi, ma anche la comunità civile nel suo complesso e quella imprenditoriale.” Guarda l’intervista completa>>

Il direttore di CSVnet Roberto Museo riprende le fila del discorso di Funaioli e inquadra il convegno nell’ambito della Riforma del Terzo Settore. “I Centri di Servizio – istituzione riconosciuta dalla legge – si trovano a raccogliere le sfide di quella che negli anni è stata non solo una collaborazione ma una vera e propria co-progettazione con gli altri attori del territorio. L’Emilia-Romagna e la Lombardia hanno anticipato la Riforma, perché qui i CSV non si sono limitati a fare attività solo con e per il volontariato, ma hanno sperimentato da sempre  quei processi che vengono definiti dagli studiosi di ‘ibridazione sociale’ nei progetti che vedono insieme mondo del terzo settore, il mondo del privato e il mondo degli enti pubblici. Questa è la sfida che noi dobbiamo raccogliere come facilitatori e attivatori di nuovi processi di quello che viene definito ormai un valore condiviso. Il valore singolo delle realtà di un territorio ha poco senso in una società complessa così dinamica e confusa. La contaminazione e l’ibridazione di luoghi e pensieri diversi penso sia la strada per gestire la complessità che abbiamo di fronte. I CSV sono catalizzatori di questi processi e lo saranno sempre di più”.

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