I diritti umani durante la pandemia in Brasile

Con visione del video-documentario "Levatrici tradizionali: la Cura delle Donne nella Pandemia - Tabatinga (Amazzonia)"

Lunedì 9 ottobre dalle 17 alle 19 presso la Sala Anziani, in Piazza Maggiore 6, si svolgerà il convegno “I diritti umani durante la pandemia in Brasile: il riscatto dalla necropolitica attraverso l’alleanza tra SUS (Sistema Unico di Salute) e territori in dialogo“.

L’iniziativa è realizzata da Regione Emilia Romagna in collaborazione con Cospe, Terra di Tutti Film Festival – TTFF, Redeunida e Comune di Bologna e, oltre agli interventi di esperti, prevede la visione del video-documentario “Levatrici tradizionali: la Cura delle Donne nella Pandemia – Tabatinga (Amazzonia)

Il convegno rientra nel progetto di cooperazione internazionale “Sonhação/Sognazione” coordinato da Cospe e finanziato con fondi della Regione Emilia Romagna. Questo progetto coinvolge diversi partner italiani e brasiliani e ha l’obiettivo di implementare un approccio community oriented nell’assistenza territoriale attraverso l’adozione di strategie di sistema.

Programma

Ore 17,00 – Saluti Istituzionali

Caterina Brancaleoni – Regione Emilia Romagna/ Responsabile Settore coordinamento delle politiche europee, programmazione, riordino istituzionale e sviluppo territoriale, partecipazione, cooperazione e valutazione

Luca Rizzo Nervo – Comune di Bologna / Assessore al Welfare e alla Salute

Francisca Valda Silva de Oliveira – Comitato direttivo Consiglio nazionale di Salute del Brasile Alcindo Antonio Ferla – Rede Unida, Brasile

Eleonora Migno – COSPE / Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti

Ore 17,30 – Proiezione del video-documentario

Levatrici tradizionali: la Cura delle Donne nella Pandemia – Tabatinga (Amazzonia)

Ore 17,50 – Testimonianze di:

Cintia Guajajara – Attivista indigena, rappresentante del popolo indigena di Lagoa Quieta, nella Terra Indigena di Araribóia, nel Maranhão. Insegnante indigena dal 1992, formata all’insegnamento indigeno e prima donna laureata con un Master in linguistica Guajajara. Difende le voci e l´attuazione delle donne indigene nella politica e in tutti gli ambiti che le permeano.

Júlio Cesar Schweickardt – Ricercatore presso l’Istituto Leônidas e Maria Deane – ILMD/Fiocruz Amazonas e responsabile del Laboratorio di Storia, Politiche Pubbliche e Salute in Amazzonia – LAHPSA

Ore 18,30 – Riconoscimento al lavoro di difesa dei diritti umani alla delegazione brasiliana

Porpora Marcasciano – Comune di Bologna / Presidente della Commissione Pari Opportunità

19,00 – Conclusioni

L’evento è promosso e realizzato nell´ambito del programma Sognazione (Sonhação) che ha preso forma durante la pandemia nei primi mesi del 2021, grazie al dialogo e al confronto tra Italia e Brasile. Quando si cominciava a vedere in Europa la possibilità di fronteggiare la pandemia grazie ai vaccini, ancora le notizie che giungevano dal Brasile erano disastrose, per il crescente numero di vittime, soprattutto tra le popolazioni indigene, e l’insistenza del governo federale a minimizzare quanto stava succedendo. Non è un caso che la posizione presa da Bolsonaro venisse denominata di necropolitica, quando si sceglie deliberatamente di lasciare morire le persone. Rede Unida e Cospe hanno quindi intrapreso un percorso di solidarietà per sostenere la cooperazione tra soggetti in Italia ed in Brasile e le forme di resistenza che si andavano delineando, per riscoprire forme di alleanze per aspirare consapevolmente che è possibile cambiare. La possibilità di avviare un progetto strategico in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna è stata la risposta concreta con cui è stato possibile avviare una riflessione e condividere le sfide che si aprivano con la pandemia. Sonhação, perché nella cultura indigena il Sogno guida le azioni e di azioni guidate dai sogni ne abbiamo bisogno. La pandemia ci ha fatto constatare che siamo un “corpo unico”. Un virus è bastato per farci rendere conto delle interconnessioni esistenti e della necessità di assumere una visione epistemologica della “cura”, come pratica situata e incardinata nelle interrelazioni tra contesti/luoghi e i diversi esseri viventi. Non è un caso che nell´Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell´ONU le Persone, il Pianeta e la Prosperità sono elementi interconnessi in un medesimo piano d´azione. E l’Organizzazione Mondiale della Salute afferma molto chiaramente questa prospettiva attraverso l’approccio One Health: viviamo all’interno di un sistema di cui fanno parte persone, animali, piante e in generale l’ambiente in cui tutti siamo immersi. Non ci sono quindi soltanto gli individui e le comunità, non c’è solo la specie umana da preservare: siamo tutti elementi di un solo sistema, in cui la salute di ogni elemento umano, animale o ambientale è strettamente interdipendente da quella degli altri. Ed i popoli originari dell’Amazzonia lo sanno: saperi e pratiche della loro cultura millenaria possono guidarci in questa fase di transizione. Le testimonianze presenti in occasione di questo evento ci permetteranno di comprendere le forme di resistenza messe in atto su più fronti: i saperi ancestrali delle popolazioni originarie; la determinazione del Consiglio Nazionale di Salute nel sostenere i lavoratori e le lavoratrici del Sistema Unico di Salute (SUS) dei servizi territoriali; le diverse forme che Rede Unida dispone per fare documentazione e valorizzare le esperienze tra i diversi attori sociali dei territori.

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