Il bagaglio. Storie e numeri del fenomeno dei migranti minori non accompagnati

Ognuno ha una favola dentro,
che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che,
con la meraviglia e l’incanto negli occhi,
la legga e gliela racconti.
Pablo Neruda

Questa citazione celebre e ricca di sapore per l’anima è l’incipit della seconda edizione del libro di Luca Attanasio Il bagaglio. Storie e numeri del fenomeno dei edizione migranti minori non accompagnati, pubblicato da Albeggi edizioni.
L’opera, uscita nel luglio 2018, a circa due anni e mezzo di distanza dalla sua prima edizione, non solo aggiorna i dati e racconta le novità storiche, politiche e geopolitiche che si legano al fenomeno migratorio dei minori non accompagnati, ma fa qualcosa di più, dà voce ai protagonisti. Attraverso il racconto di storie – vere e toccanti – il libro cerca di consegnare al lettore un’analisi approfondita e corretta del fenomeno studiato, dove non sono soltanto i dati a parlare, ma i fatti e le testimonianze dirette.

L’autore stesso nella sua introduzione definisce l’opera come un laboratorio cui hanno contribuito tanti: responsabili od operatori di realtà associative o centri di accoglienza, politici, rappresentanti di istituzioni, esperti, tutori volontari, blogger, giornalisti e scrittori, rettori, docenti, ragazzi, bambini, e poi loro, i veri protagonisti del fenomeno, spesso incredibilmente negletti nel dibattito, portatori di un vento nuovo di umanità e strumenti efficacissimi per la comprensione di fenomeni sociologici e della vita in genere.

Nel suo libro-inchiesta il giornalista Luca Attanasio affronta i diversi temi che descrivono la questione migratoria dei minori non accompagnati in trentadue capitoli. Si parla dei viaggi, via terra, via mare, in Africa e poi in Europa. Si parla dei sistemi di accoglienza, di cosa accade una volta arrivati nel nuovo Paese, dell’identificazione e l’accertamento dell’età, delle leggi esistenti, e di cosa accade dopo la maggiore età. Si parla degli irreperibili, della microcriminalità, dei modelli di accoglienza che funzionano, delle buone prassi.

Attanasio decide di lasciare i suoi lettori con una storia bella, di resilienza e di successo: non solo scalda il cuore, ma lascia intravedere i possibili scenari positivi di un buon percorso di accompagnamento e integrazione pensato per questi giovani soli, a cui è un dovere umano e civile restituire delle chance.

Fonte immagine: foto di Mohamed Keita, utilizzata nella copertina del libro

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