Il progetto Ricci Ri-belli può continuare se ci saranno sostenitori

Artemisia Onlus Bologna, che nella scorsa primavera con il progetto Ricci Ri-belli ha permesso a quindici detenute della sezione femminile del carcere bolognese di seguire un corso tenuto dallo staff di parrucchieri Orea Malià, ha ottenuto un parziale contributo dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna per realizzare un libro/diario sull’esperienza. Per poterlo stampare con il relativo reportage fotografico a cura di Federico Guerra, Artemisia apre le porte a nuove partnership, che permettano di concludere questa prima edizione del Progetto.

La storia
Per circa due mesi, ogni lunedì mattina dalle 9.30 alle 11.30, un gruppo di detenute della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” ha potuto imparare come si fa un taglio, una piega e come ci si prende cura dei capelli. Le mani esperte e la professionalità di Marco Zanardi e del suo staff Orea Malià, il famoso team di parrucchieri che serve artisti e personaggi pubblici come Vasco Rossi, hanno fatto da sapienti tutor non solo dal punto di vista professionale ma anche da stimolo umano verso un nuovo capitolo della vita.
Due ore alla settimana per imparare cose nuove, usare le forbici e guardarsi allo specchio sorridendo, in un contesto protetto dove questi sono solo strumenti del mestiere. Un tempo dedicato allo sviluppo di competenze, alla creatività, alla cura del proprio aspetto fisico e di quello delle proprie compagne con gesti che non sono soltanto meccanici, ma investono la sfera emotivo-relazionale. Questi sono i fattori che hanno determinato il successo dell’iniziativa, portando all’interno del carcere speranza,  voglia di ricominciare, di uscire cambiate.

Il progetto, ideato da Angelica Sisera e Vannia Virgili di Artemisia Onlus Bologna, era nato infatti con un duplice obiettivo. Da un lato intendeva migliorare la condizione psicologica delle donne all’interno del carcere attraverso la cura della propria immagine e, di conseguenza, della propria autostima. Dall’altro voleva coniugare il fine riabilitativo del percorso di pena allo sviluppo di alcune competenze che possano favorire un migliore reinserimento delle detenute nel tessuto sociale e lavorativo, cercando di ridurre il rischio di reiterazione dei reati.

Ricci Ri-belli, racconta Sisera, fa parte a tutti gli effetti di quei progetti-ponte che uniscono la realtà professionale ed esterna alla Casa Circondariale a quella propria interna al Carcere, realizzandosi negli elementi del teamworking, della strutturazione e del rinforzo dell’autostima per le partecipanti al corso, che arrivano così ad avere una nuova consapevolezza delle proprie risorse, umane, professionali e civili.

Per fissare nel tempo gli aspetti positivi e profondi che Ricci ri-belli porta con sé, alle protagoniste del laboratorio è stata data anche l’opportunità di raccontarsi e di raccontare la propria esperienza  attraverso un libro/diario fotografico  e un documentario in collaborazione con l’Associazione Culturale Kinodromo e il regista Davide Labanti. La narrazione attraverso vari linguaggi offre al pubblico la possibilità di affacciarsi all’interno delle mura del carcere per guardare e conoscere più da vicino una dimensione umana e viva inaspettata.
L’auspicio di Artemisia Onlus Bologna è di poter pubblicare e distribuire le opere nel 2019. Per completare il libro Artemisia onlus sta cercando nuovi sponsor e finanziatori.

Nel frattempo, su sollecitazione dell’Area educativa della Casa Circondariale di Bologna che ha particolarmente apprezzato l’iniziativa, l’Associazione sta già pensando a una nuova edizione del progetto per la prossima primavera.

 

Per informazioni:
Angelica Sisera | angelica.sisera@gmail.com
Artemisia Onlus Bologna | 339 2169545
Annamaria Calini | acalini2009@libero.it
Facebook | Associazione Artemisia Onlus – Bologna

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