Il segno dei volontari

CSVnet, il coordinamento nazionale dei centri di servizio al volontariato, insieme alla Fondazione volontariato e partecipazione (www.volontariatoepartecipazione.eu) e all’Istituto di statistica ha sperimentato in Italia il modulo elaborato dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), andando a misurare con precisione le caratteristiche di chi fa volontariato e quanto vale economicamente il suo impegno.

La lettura dei risultati mette in crisi molti dei luoghi comuni che, parlando di volontariato, siamo abituati a sentire e sostenere. I dati fotografano infatti forti squilibri di opportunità, esiste un’Italia a due velocità anche nel volontariato: la macchina viaggia spedita, seppur con fatiche e difetti, a Nord, molto più piano al Sud. Emerge una forte correlazione tra tasso di occupazione e tasso di volontariato, dove c’è più disagio c’è anche meno aiuto, non solo da parte dello Stato, ma anche dei cittadini stessi.

Che sia un fenomeno a trainare l’altro o viceversa, i dati ci raccontano comunque che partecipazione al volontariato e solidità economica procedono di pari passo, sia a livello territoriale sia a livello individuale. Allo stesso modo lo studio evidenzia che chi contribuisce alle attività svolte dalla associazioni è in media più istruito rispetto a chi non si impegna e che le donne dedicano al volontariato in media  tre ore a settimana in più rispetto agli uomini.

Per informazioni
www.altreconomia.it

“Il segno dei volontari” di Giulio Sensi, in Altraeconomia, n. 182 Maggio 2016, pagine 10-16

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