“Il seme della solidarietà”: a FICO lo stand permanente di CEFA per non dimenticare chi non ha cibo

Cefa onlus, l’organizzazione non governativa bolognese che da 45 anni lavora per vincere fame e povertà nel mondo, è presente all’interno di FICO EataIy con uno stand permanente aperto il venerdì sabato e domenica intitolato “Il seme della solidarietà”. Lo spazio, situato in prossimità della piazza centrale all’incrocio tra il cardo e il decumano, è stato ideato con l’obiettivo di “non dimenticare chi cibo non ne ha” nell’ambito del più grande parco agroalimentare esistente. I volontari ogni weekend accolgono i visitatori interessati a conoscere da vicino i progetti di CEFA e, in questo periodo, mettono a disposizione uova di Pasqua e colombe la cui vendita serve a donare galline alle donne contadine di Kilolo in Tanzania.

Oltre alla campagna “Un uovo a te, una gallina a lei”, tra i progetti sostenibili che CEFA promuove c’è Bee Happy, un’iniziativa volta a donare 1000 arnie alle famiglie contadine in Kenya a Kitui e in Monzambico a Caia, portando loro risorse e formazione per realizzare un’apicoltura in grado di dare una fonte di reddito adeguata.

Giovanni Beccari – comunicazione e raccolta fondi di CEFA – ci racconta che <<l’apicoltura africana utilizza tecniche diverse da quelle europee. Si tratta perlopiù di un’apicoltura di “cattura”, di “rapina”. Il contadino cerca di far entrare lo sciame in un tronco cavo. Una volta che lo sciame è entrato e catturato, tappa rudimentalmente il tronco permettendo comunque alle api di entrare ed uscire per formare il miele. Poi, nel momento in cui il tronco da grigio inizia a scurirsi vuol dire che è pieno di miele pronto per essere estratto, allora il contadino abbassa il tronco con cura, fa fuoco per proteggersi dalle api, che in Africa sono particolarmente aggressive, e così manda via lo sciame. Il miele che rimane sa di bruciato, affumicato, non è raffinato e non ha facile commercializzazione. Inoltre con questa tecnica lo sciame ogni volta se ne va e non viene mai trattenuto.>>

Il progetto Bee Happy porta alcune risorse, conoscenze e competenze della nostra apicoltura alle famiglie contadine, insegnando loro come non mandare via lo sciame e come prelevare il miele dall’alveare in modo più “dolce”. Questo permette una pratica dell’apicoltura più strutturata e redditizia, salvaguardando le api, e, non richiedendo un grande dispendio di tempo, può essere intrapresa anche dalle donne, motore dell’economia africana, già impegnate nella cura di casa e figli. Felici sono dunque le api, non più costrette a migrare, e felici sono le famiglie di agri-apicoltori, che finalmente possono contare su uno sciame “stanziale”, capace di produrre quotidianamente miele commercializzabile e in grado di garantire una entrata sicura per 15 anni almeno. Le persone possono condurre così una vita più dignitosa.

Bee Happy è una delle iniziative con cui CEFA dà alle comunità più povere del mondo l’opportunità di vivere sulla propria terra e della propria terra. L’esperienza passata insegna che  i ricavi ottenuti dal miele sono stati utilizzati dai beneficiari per creare gruppi di microcredito, per l’iscrizione dei figli a scuola, per iniziare piccole attività commerciali.

Per informazioni:
www.cefaonlus.it

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