Il Servizio civile 2018 prevederà anche un bando per 3 mila giovani rifugiati

I giovani rifugiati saranno finanziati con le risorse del Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (FAMI) 2014-2020, aggiuntive a quelle previste per il Servizio civile nazionale

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, d’intesa con il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Interno ha emanato il 17 ottobre una nota aggiuntiva al bando di progettazione del servizio civile per il 2018, con scadenza il prossimo 30 novembre, per l’impiego di 3.000 giovani stranieri titolari di protezione internazionale ed umanitaria.
I 3 mila giovani rifugiati saranno finanziati con le risorse del Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (FAMI) 2014-2020 (ex Regolamento UE n.516/2014), aggiuntive a quelle previste per il Servizio civile nazionale. Tuttavia i progetti che prevederanno la presenza di “volontari FAMI” (così sono indicati dal Dipartimento), non avranno canali privilegiati: saranno infatti valutati con le stesse modalità di quelli ordinari e quindi soggetti a un punteggio e all’inserimento in una graduatoria di finanziamento.
“I progetti – specifica la nota del Dipartimento – possono realizzarsi nei settori dell’assistenza, con esclusione dell’area “Immigrati e profughi”, della protezione civile, dell’ambiente, del patrimonio artistico e culturale e dell’educazione e promozione culturale”. Inoltre essi “non possono prevedere l’impiego esclusivamente di ‘volontari FAMI’, per non vanificare la realizzazione di un sistema di integrazione dei beneficiari di protezione internazionale e umanitaria”.
È inoltre stabilito l’inserimento di un numero minimo di 2 giovani stranieri per progetto, al fianco di altri giovani di servizio civile, nonché l’erogazione di un modulo formativo ad essi dedicato, della durata obbligatoria di 10 ore, per favorire l’acquisizione delle competenze e degli strumenti necessari per affrontare lo svolgimento del servizio.
Questa formazione, integrativa a quella di 80 ore già prevista per tutti i giovani in servizio civile e per la quale è stabilito un rimborso aggiuntivo di circa 70 euro all’ora agli enti, dovrà affrontare per 3 ore le tematiche della “cittadinanza attiva, comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti, anche attraverso interventi di mediazione” e per le restanti 7 ore quelle della “conoscenza del sistema del mercato del lavoro italiano e l’agevolazione all’inserimento nel mondo lavorativo e nel tessuto sociale dei volontari titolari di protezione internazionale e umanitaria”.

Per saperne di più:
www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it

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