Il Terzo Settore protagonista del “dopo” | La dimensione contributiva del Terzo settore nella ripartenza del paese

Incontro on line su piattaforma Zoom | mercoledì 14 aprile | dalle 18 alle 19.15

Si apre il ciclo di incontri promosso da #UnivolBologna ed Emil Banca, con il supporto scientifico di AICCON, Una nuova grammatica per la ripartenza. Sfide e prospettive per il Terzo settore con un appuntamento dedicato ad approfondire il ruolo chiave del Terzo Settore nel progettare il futuro del dopo pandemia.

Superare il momento storico – che porta con sé una molteplicità di incertezze ed una profonda crisi socio-economica – significa “ri-attivare” percorsi di sviluppo a prova di futuro, percorsi pragmatici e trasformativi, capaci di andare oltre e cogliere opportunità di cambiamento come non è mai stato fatto prima.

Per informazioni:

Paola Atzei | Responsabile Area | formazione@volabo.it
Chiara Zanieri | Coordinatrice corsi | formazione.corsi@volabo.it

Il Terzo Settore deve giocare un ruolo da protagonista, partecipare insieme agli altri attori della comunità alla ‘ri-costruzione’. Secondo questa prospettiva Paolo Venturi, direttore di AICCON e di The FundRaising School, accompagnerà le associazioni a riscoprire il ruolo del Terzo Settore come ‘asset holder’, cioè portatore di risorse, e non più soltanto come portatore di bisogni e interessi.

Gli ETS e le imprese sociali dovranno dare il loro contributo diretto, mobilitando e valorizzando competenze, capitale umano e relazionale, per disegnare un futuro sostenibile.

La redazione del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza ndr) richiede un coinvolgimento ampio e plurale, capace di stimolare progettualità trasformative. Le proposte del Terzo Settore e dell’impresa sociale devono, perciò, assumere una visione contributiva: le transizioni oggetto del PNRR saranno, infatti possibili e durature solo se saremo capaci di alimentarle e accompagnarle attraverso progettualità concrete e pragmatiche ad alto valore relazionale e comunitario. Curare le ferite della pandemia e immaginare il “dopo” richiede azioni trasformative e non solo un’ampia e profonda azione di redistribuzione. Draghi nel suo discorso al Senato ha ricordato come “l’unità sia un dovere”: un dovere da perseguire però non nell’uniformità, bensì nella biodiversità degli apporti. A tal proposito il ruolo di istituzioni che generano beni relazionali, reti di solidarietà, servizi di cura e d’inclusione, imprenditorialità sociale e occupazione stabile, risultano imprescindibili per immaginare un futuro buono. Fare proposte, per il Terzo settore, richiede perciò di pensarsi come “asset-holder” ossia portatore di risorse (per certi versi non surrogabili da altri) e non appena come “need-holder” (portatore di bisogni) e come “stake-holder” (portatore d’interessi).
Paolo Venturi, Il terzo pilastro al centro. Proposte per un ruolo contributivo del Terzo settore

Gli altri incontri in programma:

Volontariato e fundraising
Come catalizzare capitale umano e il dono nelle nuove sfide sociali

Mercoledì 28 aprile | dalle 18 alle 19.15
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Gli strumenti finanziari per il non profit

Mercoledì 12 maggio | dalle ore 18 alle 19.15
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Da spazi a luoghi
Il valore e la rigenerazione dei luoghi per la creazione di nuove infrastrutture sociali

Mercoledì 26 maggio | dalle ore 18 alle 19.15
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Nuove economie sociali e paradigmi emergenti
Imprese ibride e modelli di innovazione sociale per rigenerare valori

Mercoledì 9 giugno | dalle ore 18 alle 19.15
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