Il vero elemento rivoluzionario degli spettacoli delle nostre compagnie

Intervista a Ivonne Donegani, già direttrice del DSM-DP dell’AUSL di Bologna e ora membro di Arte e Salute Onlus e del coordinamento regionale Teatro e Salute Mentale e Maria Francesca Valli del coordinamento regionale Teatro e Salute Mentale

“Potrebbe sembrare che il lavoro di Marco Cavallo sia stato un gioco fugace, come la costruzione di un castello di sabbia spazzato via dalla prima onda. Noi non sappiamo cosa sia stato Marco Cavallo, ma una cosa è certa: per noi ha avuto una profonda importanza. (…) Marco Cavallo fu (…) «il sogno di una cosa migliore»” Le parole di Franco Basaglia sono tratte da “Marco Cavallo. Da un ospedale psichiatrico la vera storia che ha cambiato il modo di essere e della cura” di Giuliano Scabia]

Il coordinamento regionale Teatro e Salute Mentale nasce nel 2006 e riunisce le esperienze di teatro nate all’interno dei o  in collaborazione con i Dipartimenti per la Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Emilia-Romagna con il supporto di VOLABO e dell’Università degli Studi di Bologna e Ferrara. Da quasi 15 anni promuove esperienze di integrazione sociale e lavorativa attraverso il teatro. “Ma il vero elemento rivoluzionario degli spettacoli delle nostre compagnie”, chiarisce Donegani “sta proprio nel riuscire a rompere gli stereotipi e i confini tra persone sane e persone malate così come tra il dentro e il fuori la società civile. I nostri spettacoli aprono a nuove possibilità di condivisione e comunicazione con il pubblico in cui la salute e il benessere riguardano tutti così come i percorsi di reintegrazione esistenziali e sociali delle persone”.

Donegani prosegue: “da questo punto di vista il teatro, che si rivelò fondamentale nel movimento politico e culturale verso la chiusura degli ospedali psichiatrici, si conferma oggi essere catalizzatore di cambiamento verso la coesione e il benessere di una comunità. In altre parole gli spettacoli delle compagnie per la salute mentale rappresentano ciò che il Marco Cavallo  di Basaglia e collaboratori rappresentò per la chiusura dei manicomi ossia la raffigurazione del percorso di emancipazione dal pregiudizio e dall’esclusione delle persone e della comunità in cui vivono. È proprio questa forza iconica che distingue e caratterizza i nostri spettacoli come prodotti culturali capaci di grandi trasformazioni sociali”.

“Assistere a uno spettacolo delle compagnie teatrali per la salute mentale è un’esperienza unica” ci racconta Maria Francesca Valli del coordinamento regionale Teatro e Salute Mentale “Ed è questa originalità a rendere il teatro nella salute mentale una pratica estremamente innovativa sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista prettamente artistico. L’interpretazione degli attori attinge a una esperienza di vita profonda e intensa che riesce a toccare e a fare vibrare le corde emotive ed esistenziali degli spettatori. In questo modo il pubblico viene direttamente coinvolto nella lotta per il riconoscimento della dignità di ciascuna persona, quale ne siano la biografia e le caratteristiche, che viene messa in scena. Uscire dai luoghi di riabilitazione terapeutica e fare teatro nei luoghi di produzione culturale tout court quali i teatri, le scuole, i centri di arte e spettacolo così come i centri civici vuole dire, da una parte, poter coinvolgere la comunità e la cittadinanza in questo processo di affermazione dei diritti delle persone e, dall’altra, arricchire le arti espressive con una nuova genuinità nella recitazione e nella relazione con il pubblico”.

L’immagine e il commento sono presi da https://www.facebook.com/ilcavalloazzurro

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