Insieme per un’economia civile | Gli atti del convegno

Atti del convegno

Insieme per un’economia civile.

Volontariato, Terzo Settore, Impresa, Pubblico e Comunità in rete

 

Lunedì 16 giugno 2014, presso la sede di SACMI Imola S.C., si è svolto il convegno dal titolo Insieme per un’economia civile. Volontariato, Terzo Settore, Impresa, Pubblico e Comunità in rete, organizzato da VOLABO – Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna, Forum del Terzo Settore dell’Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Consulta del volontariato di Castel San Pietro Terme e Assemblea delle Organizzazioni Sociali e delle Associazioni di Volontariato del comune di Imola  con il patrocinio del Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato dell’Emilia Romagna.

L’evento, rivolto a imprese, istituzioni, terzo settore, sindacato, studenti, cittadini, è stato pensato come catalizzatore di relazioni virtuose fra i diversi attori sociali della comunità per una costruzione condivisa e partecipata del bene comune.

 

 

Per Daniele Manca, Sindaco di Imola e Presidente dell’Anci Emilia-Romagna l’evento rappresenta “un cambiamento enorme dell’economia della società. C’è bisogno di costruire una relazione ancora più forte gli attori in gioco ri-motivando il significato stesso di sistema pubblico. Pubblico è tutto ciò che è dei cittadini, dunque dobbiamo favorire reti, costruire relazioni. Il nuovo welfare non è più lo stesso di prima, ci sono nuove povertà che non possono essere lasciate sole. Il tema è culturale. Fa molto bene il Governo a mettere mano a una riforma strutturale del terzo settore perché è la premessa per costruire un nuovo welfare, dove l’impegno del nuovo civismo può favorire  nuovi servizi e nuove relazioni tra le persone e le associazioni e soprattutto può produrre occasioni di crescita per l’economia. Imola da questo punto di vista  è fortemente orientata  a cooperare, a collaborare. E siamo particolarmente contenti di ospitare questo evento. Qui possiamo tenderci la mano, provare a essere una sorta di città laboratorio, dove testare e mettere in pratica la riforma del terzo settore, che deve essere prima di tutto culturale. Dobbiamo ridurre le distanze tra pubblico impresa e società civile”.

“Il volontariato ama affrontare i problemi e risolverli nei limiti del possibile”, spiega Giancarlo Funaioli, Presidente di VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna, “e di fronte alla situazione di crisi ci siamo chiesti quali fossero le soluzioni possibili per dare risposta a questi problemi: la risposta è stata lavorare insieme andando oltre gli steccati.  Iniziando a sondare questo terreno abbiamo trovato grandi disponibilità e questo ci consegna una grande responsabilità nel portare avanti il discorso. Forse abbiamo davvero colto un’esigenza attuale e il convegno ne è espressione, perché mette a valore le reti di relazioni create nel tempo dal volontariato – e in particolare dal Centro Servizi – per aprirsi all’intera comunità. Per superare le difficoltà di questo particolare momento storico è necessario operare un cambiamento culturale, iniziare a condividere le risorse e utilizzarle meglio. Gettando ponti tra terzo settore, impresa e gli altri attori sociali del territorio si possono trovare modalità nuove per affrontare le sfide e cercare di impattare positivamente sul benessere della collettività”.

Giancarlo Funaioli e Cristina Zanasi, Past Consigliera di VOLABO, parlano della già citata inchiesta multimedialePercorsi di responsabilità sociale di impresa a BolognaAnna Del Mugnaio, Dirigente Servizio Politiche sociali e della salute della Provincia di Bologna, descrive l’esperienza del Regolamento, volto a dare opportunità lavorative a persone svantaggiate nell’ambito dei servizi esternalizzati dall’istituzione. Bruno Faldi e Fulvia Felini, Presidente e Vice presidente dell’associazione No Sprechi, raccontano la storia di questa giovane realtà, nata dall’unione di sette associazioni imolesi che insieme hanno fondato il primo Emporio solidale della provincia, fortemente sostenuto da imprese locali che ne hanno consentito l’apertura  e continuano a garantire i rifornimenti. Simone Fabbri, Responsabile dell’area di sviluppo dei progetti sociali di Lega Coop Bologna, racconta il processo che sta portando alla realizzazione di un Emporio anche a Bologna, in via Capo Di Lucca, da inaugurare nel prossimo autunno. Luca De Paoli, portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore, parla del progetto di allargamento e potenziamento della rete dei Forum provinciali, che ha l’obiettivo di incrementare le reti e dare più voce e rappresentanza al non profit.

Viviana Castellari | Direttrice di CNA Imola

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Luca Soddu | Presidente regionale di Agenquadri  CGIL

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Franco Vannini | Consigliere delegato di Fondazione Sodalitas

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Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna,  apprezza l’iniziativa  del convegno e dà merito al Governo perché sta portando avanti la riforma del terzo settore, più che mai necessaria. “I pilastri che reggono questa riforma di portata epocale sono tre. Il primo riguarda il passaggio da un regime di tipo “concessorio” – espresso attualmente nel libro I, titolo II del Codice civile  e afferente a una concezione totalitaria dello Stato – a un regime “di riconoscimento”, così come indicato nelle linee guida. Ciò significa l’ente pubblico non deve più concedere alla società civile di organizzarsi in forme cooperative o associative per portare avanti determinati obiettivi e svolgere le proprie attività. Piuttosto bisogna transitare verso un sistema in cui lo Stato riconosca ciò che già c’è. È necessario il passaggio da un sistema bipolare “pubblico-privato” a un sistema tripolare “pubblico-privato-società civile”. La società civile deve entrare all’interno del libro I del Codice. Il secondo intende chiarire la distinzione tra “no-profit” e non profit”. No-profitsignifica vietato fare profitto e fa riferimento al volontariato: quella espressione della società civile organizzata che ha come missione la traduzione pratica del principio del dono e della gratuità. Il non profit, termine mutuato dall’inglese not for profit , vuol dire che l’organizzazione realizza un profitto, ma questo utile  non viene distribuito tra coloro i quali lo hanno prodotto, ma viene reinvestito nel processo produttivo o per raggiungere finalità di utilità sociale. Questo chiarimento nella riforma va espresso una volta per tutte. Unità non significa omogeneità, piuttosto afferma la diversità  e ne riconosce il valore e l’identità. Il terzo pilastro riguarda la finanza solidale. Mentre per il volontariato la forma di finanziamento non può che essere l’atto filantropico o donativo, che può essere facilitato da crowd-funding o altre tecniche di fund-raising, per il non profit non basta. Un’impresa sociale non può far dipendere la sua vita dalle donazioni, perché deve creare valore e posti di lavoro. Perciò è necessaria la finanza sociale, e le linee guida della riforma hanno il merito di introdurre questo concetto”.

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali  definisce il convegno come “discussione importante in un momento quanto mai opportuno perché sono in discussione le linee guida di riforma del terzo settore, cioè gli strumenti che intervengono nel mondo del volontariato e dell’associazionsmo, considerati come asse centrale dell’azione del Governo, in ragione della convinzione che insieme a Stato e mercato debba agire la società civile organizzata. Il Governo intende affermare la responsabilità solidale e la responsabilità delle persone,  dunque la responsabilità di una società che si auto-organizza e interviene sulle tematiche delicate del welfare e dei bisogni delle comunità. La logica normativa che ci guida è: non ti do l’incentivo ma ti elimino gli ostacoli, così se hai voglia di fare corri. Per noi che oggi stiamo lavorando su questo versante, avere un’opportunità come questa di capire quali sono gli ostacoli, confrontare opinioni, valutazioni e progetti è fondamentale, perché ci aiuta a lavorare su delle norme avendo sotto gli occhi la vita reale e i dati concreti. La legge delega è pensata proprio in questa ottica: dobbiamo chiedere a tutti un’opinione. Perciò è stata data a tutti i cittadini la possibilità di scrivere al Governo la propria idea di riforma del terzo settore.  E’ importante che tutti abbiano la possibilità di dire la propria e di interessarsi alla cosa pubblica. Poi, il 27 giugno,  leggeremo e valuteremo. Si va avanti per il percorso intrapreso.”

Riguardo a quanto emerge dai racconti delle storie di capitale sociale in rete nel territorio, Poletti riconosce che “qui ci sono una grande storia, una grande esperienza, e grandi opportunità.  Dobbiamo provare da un lato a rinnovarci per affrontare i bisogni nuovi. D’altro lato dobbiamo essere capaci di dialogare con territori che magari hanno meno storia e sono meno solidi, in modo da essere per loro un punto di riferimento positivo. Cercheremo di mettere in moto dei meccanismi che consentano al massimo questo dialogo”.

 

Percorsi di responsabilità sociale in rete

L’impegno di VOLABO sui temi dell’economia civile e della responsabilità sociale di impresa si sostanzia con un prodotto di informazione pubblicato sul portale www.volabo.it in occasione del convegno:  l’inchiesta multimediale Percorsi di responsabilità sociale di impresa a Bologna, realizzata dalla rete di informazione sociale promossa dall’Area Informazione e Documentazione del Centro Servizi, a cui aderiscono anche Bandiera Gialla e Radio Città Del Capo. Questa indagine  ha cercato di capire come il settore imprenditoriale della provincia di Bologna intende la responsabilità  verso la società, come la mette in pratica e come si relaziona con il terzo settore nella cura del territorio. Nella nostra regione per motivi di dimensioni d’impresa ma anche in conseguenza a caratteristiche culturali e politiche locali, la responsabilità sociale d’impresa ha avuto uno sviluppo lento e differenziato, ma le cose stanno cambiando. L’inchiesta propone un racconto inedito di una nuova prospettiva per lo sviluppo di comunità partendo da un’iniziale cornice teorica e storica fornita da esperti e professionisti e chiudendo con clip video che documentano esperienze rappresentative e innovative a Bologna e provincia. Vai all’inchiesta multimediale

Rassegna stampa del convegno

Comunicati stampa del convegno

 

Approfondimenti e contributi relativi al percorso di Riforma del Terzo Settore [#lavoltabuona]

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