ISPIR-AZIONI, il percorso che ‘ri-avvicina le persone’ lancia un’occasione per ritrovarsi

ISPIR-AZIONI è stato un percorso che lo scorso anno ha coinvolto circa dieci associazioni locali, alcuni rappresentanti dell’Unione Reno Galliera e alcuni cittadini, per cercare di superare le distanze imposte dalla pandemia e ricreare spazi e possibilità di vicinanza tra le persone. Attraverso 4 tappe, segnate da quattro incontri che si sono svolti nei mesi di novembre e dicembre sul territorio dell’Unione Reno Galliera, i partecipanti hanno messo in luce come la pandemia abbia prodotto modalità di pensiero diverse e le associazioni hanno attivato modalità altre e nuove di interagire, scoprendo al loro interno risorse insospettate.

Per tenere memoria del percorso è stato realizzato un video che racconta ISPIR-AZIONI attraverso volti, dati, voci, e dà l’appuntamento a sabato 10 settembre presso l’Oasi La Rizza, Ex Risaia di Bentivoglio, dove si terrà una vera e propria festa in presenza, un momento collettivo dove le persone potranno incontrarsi e ritrovarsi.

ISPIR-AZIONI in pillole

Il percorso

Il primo incontro ha coinvolto i partecipanti in una esplorazione di quali modalità e soluzioni sono state sperimentate per riattivare pratiche di vicinanza e ricostruire prossimità a due anni dallo scoppio della pandemia. Sono emerse così una ricchezza di attività, azioni e progetti che le associazioni hanno sperimentato nella fase dell’emergenza sanitaria e nel post emergenza, ma anche le fatiche e le criticità, soprattutto legate alla difficoltà di raggiungere le persone più anziane e fragili, alle ripercussioni psicologiche ed economico-sociali della pandemia, alle mutate condizioni di contesto che hanno costretto a ripensare la propria operatività.
La crisi innescata dal Covid ha messo in luce anche alcune potenzialità, come il coinvolgimento di numerosi ragazzi alle attività delle associazioni, o l’avvicinamento e la partecipazione da parte di persone o gruppi diversi da quelli consolidati; l’aumento di volontari che si sono messi a disposizione, offrendo il loro aiuto; la nascita di collaborazioni positive con altre realtà del territorio. È emersa l’importanza di non abbattersi, di sviluppare resilienza, di trovare strumenti nuovi per costruire relazioni, di mescolare le esperienze, di ripopolare gli spazi e agganciare le generazioni più giovani: in altre parole, di “riattivare la fantasia” per mettere in campo soluzioni nuove e rispondere ai nuovi bisogni generati dall’eccezionalità del periodo storico che stiamo attraversando.

Nel secondo incontro i partecipanti hanno focalizzato l’attenzione sull’individuazione degli elementi che rendono possibile “fare comunità” e sui fattori che consentono di superare le fatiche e le criticità precedentemente evidenziate.
Secondo loro, gli elementi che concorrono a “tenere insieme” una comunità sono la capacità di ascoltarsi in modo autentico, reciproco, paritario, ma anche la capacità di ascoltare se stessi, riconoscendo le proprie vulnerabilità e accettando i propri limiti. Non solo. Il perseguire obiettivi comuni, saper valorizzare ciò che avvicina anziché erigere muri, il riconoscere e rispettare le differenze, il sentirsi bene nei contesti in cui si abita sono altri aspetti fondamentali del fare comunità. Pazienza, perseveranza, saper stare nelle difficoltà mantenendo la capacità di coltivare fiducia, aprirsi agli altri, essere consapevoli delle proprie fragilità, saper “chiedere aiuto” e trovare spazi di confronto anche al di fuori dei propri gruppi di appartenenza sono tutti elementi che possono aiutare a superare le criticità.

Il terzo incontro è stato dedicato alla riflessione sul ruolo del volontariato nell’innescare processi di cambiamento sociale e sul modo in cui può agire il suo potere trasformativo.
Tanti sono stati gli esempi che testimoniano come l’impegno volontario generi reciprocità, circolarità, cambiamento. Il volontariato infatti, poiché agisce in una logica attiva, può essere promotore nella vita di comunità e cambiare i contesti, le visioni, le normative. I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di promuovere la cultura del volontariato presso i giovani, di coinvolgerli in esperienze dirette di volontariato, anche attraverso un maggiore scambio tra la scuola e la comunità e la condivisione di progetti con il territorio. E hanno espresso la necessità di avviare nuove collaborazioni per realizzare iniziative in grado di coinvolgere persone diverse tra loro, creare occasioni di incontro intergenerazionale al di fuori dei luoghi dedicati alle varie fasce di età, valorizzando anche tematiche che interessano tutti, come la tutela dell’ambiente o del patrimonio artistico-culturale.

Il quarto incontro, nel cercare di fare sintesi del percorso, ha approfondito in che modo i luoghi e gli spazi del territorio possono essere fruiti affinché contribuiscano al benessere delle persone e delle comunità che li abitano. Se la pandemia, da un lato, ha reso difficoltoso trovare spazi idonei per la realizzazione delle attività (specialmente in inverno), dall’altro ha favorito la riscoperta di luoghi e spazi aperti, e, in alcuni casi, una più razionale pianificazione delle attività e una migliore organizzazione. Secondo i partecipanti, occorre ripensare gli utilizzi degli spazi per poter stare insieme in sicurezza; socializzare le informazioni per individuare i luoghi idonei per svolgere le attività; condividere i calendari delle iniziative, allargando le notizie anche ad altri territori; ripensare le modalità di incontro, trovare modi di comunicazione più snelli sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie: sono questi alcuni dei numerosi suggerimenti emersi al termine del percorso, aperto a tutte le altre che vorranno aggregarsi.

Fonte della descrizione del percorso è il testo pubblicato all’interno del Bilancio sociale 2021 di VOLABO.

Il ciclo di incontri ISPIR-AZIONI è stato realizzato nell’ambito della Convenzione tra A.S.Vo. ODV e l’Unione Reno Galliera – Area Servizi alla Persona per il triennio 2018-2021, e si colloca all’interno delle iniziative finalizzate a promuovere il volontariato e la solidarietà nei territori dell’Unione e a favorire lo sviluppo di progetti di comunità.

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