La bambina con il fucile

Fonte dell’immagine: www.iltuoghostwriter.it

La storia vera di una bambina-soldato dello Sri Lanka, salvata da Auxilia Onlus.

“Queste pagine si ficcano nella testa come una scheggia. La vita poi scorre, si può superarle e dimenticarle, ma non dura: tornano a farsi sentire”. Così scrive Davide Giacalone nella prefazione del libro “La bambina con il fucile”, scritto da Susanna De Ciechi, scrittrice e ghostwriter milanese. Già dalle prime pagine del romanzo veniamo travolti da una storia ai limiti dell’orrore, che vorremmo non fosse reale. E invece “La bambina con il fucile” è una storia vera, una di quelle in cui i bambini sono vittime di atrocità: la guerra, lo tsunami, il lavoro minorile, gli orfanotrofi e i riformatori, il traffico di organi, le bombe umane per gli attentati e soprattutto le violenze domestiche frutto di tradizioni ancestrali.
Il romanzo si svolge dall’inizio degli anni Duemila, in uno Sri Lanka dilaniato dalla guerra civile, a oggi. Pratheepa, una diligente ragazzina di 15 anni, è a scuola quando i guerriglieri tamil la rapiscono per costringerla a combattere nelle loro fila. In meno di un secondo la sua vita cambia e lei si trasformerà ne La bambina con il fucile. Nelle mani dei guerriglieri subisce torture fisiche e mentali, e, per sopravvivere, diventa un cecchino, una pedina nel gioco della guerra, assuefatta alla violenza e alle droghe. Ferita a un braccio, continua a combattere lanciando granate. I ribelli tamil perdono la guerra e Pratheepa finisce in carcere. Più avanti un medico italiano, Massimiliano Fanni Canelles, in missione per verificare la situazione dei bambini resi orfani dallo tsunami, conoscerà Pratheepa.
Una storia vera quella di Pratheepa, ex bambina-soldato tamil restituita alla vita, una testimonianza intensa rielaborata dalla scrittrice Susanna De Ciechi. Purtroppo è la tragica realtà vissuta dai milioni di ragazzi-soldato oggi usati in guerra, vittime di abusi sessuali spesso perpetrati anche in famiglia. Ma è anche la storia di un incontro speciale, quello tra Massimiliano Fanni Canelles e Laura Boy, rispettivamente presidente e vicepresidente di Auxilia Onlus, con Pratheepa, e con i tanti bambini che grazie all’impegno e alla dedizione dell’associazione possono sperare in una seconda opportunità. L’associazione è nata nel 2003, e ha scelto di farsi conoscere creando il marchio @auxilia books per dar voce ad alcuni dei bambini che ha contribuito a salvare, affidando il racconto delle loro vicende a Susanna De Ciechi. “La bambina con il fucile” è il primo della serie, e il ricavato della vendita dei libri sarà interamente devoluto a sostegno delle attività di @uxilia onlus. “La bambina di questa storia, vera, è salva. Altri bambini come lei e sperabilmente tutti i bambini del mondo possono essere salvati. E’ salva perché siamo abbastanza civili e ricchi da averla presa con noi, soccorsa e restituita alla sua vita. Chi crede che si possa restare ricchi e civili difendendosi dietro a un muro avrà in sorte lo spaccarcisi la testa”.

(“La bambina con il fucile”, di Susanna De Ciechi, @uxilia books, Italia 2016)

Related Posts