La bellezza dentro, una mostra fotografica che coglie il femminile nelle carceri italiane

Foto di Giampiero Corelli

Sabato 15 giugno alle 16, presso la Sala Manica Lunga di Palazzo d’Accursio a Bologna,  l’Organizzazione di  volontariato Il Poggeschi per il carcere e il Comune di Bologna inaugurano LA BELLEZZA DENTRO, Donne e madri nelle carceri italiane, mostra fotografica del fotoreporter Giampiero Corelli che rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino a domenica 30 giugno, ad ingresso libero.

L’esposizione propone 40 scatti realizzati in 15 diversi istituti penitenziari femminili italiani, 5 dei quali provengono dalle mura della ‘Dozza’ di Bologna. Si tratta di una selezione di immagini tratte da un lavoro ben più ampio iniziato nel 2009 che – come spiega Corelli –indaga il ‘femminile’ legato alle scelte di vita, anche quelle più difficili, quelle che ti capitano addosso o ti fai capitare addosso. Il mio reportage coglie i diversi aspetti del ‘femminile’ che si trovano dentro un istituto di pena: non solo delle detenute, che sono comunque il soggetto preponderante, ma anche delle agenti di polizia, delle educatrici, delle volontarie. E ti accorgi che spesso tra donne ci sono dei fili sottili che uniscono e che vanno oltre ciò che si può immaginare, oltre i ruoli.
È questa la bellezza dentro di cui parla il titolo della mostra. La fotografia riesce così a rendere percepibile al di là della retorica e del pregiudizio qualcosa di intangibile che diventa percepibile, afferrabile, stimolando uno sguardo diverso su uno spaccato di realtà tanto complesso da decifrare.

Le fotografie non sono solo ritratti di donne, volti, ma restituiscono anche gli ambienti, il contesto di una quotidianità vissuta dietro le sbarre, dove, – racconta l’artista – trovi l’umanità più forte. I sentimenti sono elevati alla massima potenza, sono estremi, a volte esasperati. Si passa dalla disperazione più profonda alla gioia più intensa, per la lettera, la telefonata o la visita di un figlio.

La mostra di Bologna presenta la prima parte di un reportage che non si è concluso, ma prosegue ancora oggi. Si tratta infatti di uno dei progetti a cui Corelli è più affezionato sia a livello professionale, sia a livello personale. In questo lungo viaggio – spiega – l’ambiente sostanzialmente è sempre lo stesso, fatto di celle strette, umide, insalubri. Ciò che fa la differenza nell’aria che si respira tra un istituto di pena e l’altro è la relazione tra le persone. Se l’approccio è meno negativo, più stemperato e propositivo l’aria è  più leggera. In altri luoghi la tensione è invece alta e l’atmosfera è differente. E proprio perché è un viaggio fatto di incontri, i miei ricordi si legano alle persone. E … A volte si piange.

La mostra, frutto di un lavoro tanto appassionante, è stata voluta a Bologna da Il Poggeschi per il carcere, perché chiude un percorso d’approfondimento e ricerca che l’associazione ha portato avanti negli ultimi mesi. Filo rosso del nostro impegno di quest’anno – spiega la volontaria Ilaria Avoni –  è una riflessione sul tema della bellezza dietro le sbarre. È stato un lavoro molto complesso:  abbiamo cercato di conoscere e contattare i tanti e diversi progetti che in tutta Italia cercano di portare la bellezza all’interno delle mura detentive. Il tema molto contradditorio, perché carcere da sempre  è simbolo di brutto, grigiore, inaridimento, negatività. E quando abbiamo iniziato non volevamo darci una risposta ma aprire lo sguardo, per vedere se sia possibile trovare il bello anche dentro, intravederlo. Il progetto di Corelli ci è piaciuto molto tra le varie esperienze che abbiamo visto.
Speriamo che questa tappa conclusiva sia in realtà anche il momento iniziale di un percorso di sensibilizzazione da portare avanti in città, per riflettere con altre realtà e con l’opinione pubblica di questi temi, e per conoscere il mondo del carcere dal punto di vista della sua umanità, oltre gli stereotipi e i racconti della cronaca nera.

I temi della mostra saranno approfonditi giovedì 20 giugno, nella tavola rotonda Alla ricerca della bellezza dentro alle 17 in Sala Anziani a Palazzo d’Accursio. Interverranno Cecilia Alessandrini, Presidente dell’Associazione Il Poggeschi per il carcere, Antonio Ianniello, Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna, Marcello Marighelli, Garante per i diritti delle persone private della libertà personale della Regione Emilia-Romagna, Susanna Zaccaria, assessore alle Pari opportunità, Contrasto alle discriminazioni e Patto per la Giustizia del Comune di Bologna, Massimo Ziccone, direttore area educativa Casa Circondariale di Bologna.

L’intero progetto fotografico è reso possibile grazie al Ministero di Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alle varie case circondariali con il proprio personale, alla direzione, agli educatori e a tutti gli agenti di polizia penitenziaria e in particolare alle donne detenute che si sono prestate a essere fotografate, in un momento della propria vita particolarmente delicato.

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