La campagna “Vivere insieme in pari dignità” lancia una call alle associazioni

Vivere insieme in pari dignità, così si chiama  la campagna di comunicazione ideata da varie realtà, quali Bambini nel Deserto, AMREF e una ben più ampia rete di ong, associazioni della diaspora, piccole imprese e singoli volontari. Partita all’inizio del 2019, questa operazione culturale punta a promuovere a Bologna e in tutto il territorio regionale una conoscenza sana, realistica, scevra da pregiudizi e stereotipi dell’Africa, in particolare quella sua sub sahariana attraverso un ricco calendario di eventi.

Il titolo – racconta Valeria Vaccari che è parte della rete – ricalca quello del Libro bianco dei Ministri degli Esteri europei pubblicato a Strasburgo nel 2008. In esso leggiamo un appello alla società civile nel promuovere il riconoscimento reciproco, il dialogo e lo scambio fra i diversi popoli e le diverse culture. Questa infatti è l’unica rotta che potrà portare tutti in salvo nella comune umanità. E nel raccontarci il pensiero che sta alla base del progetto, Vaccari prosegue raccontando che in Italia non molti sanno distinguere il Togo dal Gambia, la Tanzania dall’Angola. Pochissimi ne conoscono la storia e l’interessante contemporaneità, quasi nessuno l’arte, la civiltà e le numerose culture che la abitano. Ovviamente ciò che non si conosce fa paura. Per questo si è pensato a un’azione culturale strutturata, aperta al coinvolgimento di tutta la comunità e articolata lungo l’intero anno, capace così di proporre una narrativa nuova che abbia il tempo di svilupparsi e arrivare a tutti.

Mostre, conferenze, arte, spettacoli, musica, cucina, moda e tanto altro ancora saranno occasioni preziose che offriranno ai cittadini l’opportunità di ridurre la distanza e di sviluppare man mano l’incontro e il dialogo con l’Africa.

Molti eventi sono già stati programmati, ma tanti altri devono ancora trovare un corpo e un’anima. Perciò la rete di Vivere insieme in pari dignità lancia una ‘call’ alle associazioni dell’Emilia-Romagna e non solo, per portare idee, conoscenze, dibattito, partecipazione, coinvolgimento. Le modalità sono varie: si può dare la semplice adesione alla campagna con la sottoscrizione del Manifesto, o si possono proporre iniziative autonome collegate al tema. Per rispondere alla chiamata è possibile scrivere a vivereinsiemeinparidignita@gmail.com. La rete si rende disponibile a venire di persona per discutere le forme di collaborazione.

L’obiettivo è quello di creare reti solidali, di recuperare un atteggiamento di apertura e disponibilità, di sviluppare l’attitudine all’ascolto dell’Altro. Questo da un lato spalancherà visuali su orizzonti diversi ma non meno validi, dall’altro ci offrirà l’occasione di impostare, all’esterno e all’interno, una migliore qualità delle relazioni. E’ vero che parliamo di Africa, ma a beneficiarne saremo tutti noi! Nell’ambito della azione culturale, preminente è lo spazio dedicato alle donne. Sia perché il nostro team è in abbondanza femminile, sia perché le donne africane, con la loro forza e determinazione, reggono le non poche difficoltà del continente e ne promuovono il tumultuoso sviluppo.

La campagna è sostenuta da Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Comune di Ravenna, UNRIC, da numerosi docenti della Università di Bologna che offrono il loro personale contributo e dal Vescovo di Bologna Monsignor Matteo Maria Zuppi.

Per informazioni:
vivereinsiemeinparidignita@gmail.com
vivereinsiemeinparidignita.org

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