La Condizione dell’Infanzia nel Mondo 2017: “Figli dell’era digitale”, pubblicato il rapporto annuale dell’UNICEF

Nel bene e nel male, la tecnologia digitale è attualmente una realtà irreversibile delle nostre vite. In un mondo digitale, la nostra sfida è duplice: ridurre i danni, massimizzando allo stesso tempo i benefici del web per ogni bambino.

Queste sono le parole con cui il Direttore dell’UNICEF Anthony Lake offre un’istantanea del report 2017 su “La condizione dell’infanzia nel mondo” pubblicato online sul sito dell’organizzazione lo scorso dicembre. Il documento è stato intitolato Figli dell’era digitale e presenta la prima analisi completa sui diversi modi in cui la tecnologia digitale sta impattando sulle vite dei bambini e sulle loro condizioni di vita, identificandone pericoli, opportunità e prospettive per il futuro.

Se da una parte le tecnologie digitali potrebbero rappresentare una svolta per i tanti bambini e giovani emarginati – a causa di povertà, discriminazione o per motivi geopolitici – connettendoli a un mondo di opportunità e nuove competenze; d’altra parte i dati rivelano che circa un terzo dei minori nel mondo – 346 milioni in tutto – non sono online. Questo divario (digital divide) aggrava le disuguaglianze e riduce la capacità dei giovanissimi di partecipare a un’economia sempre più digitalizzata.
La mancanza di un accesso garantito a tutti, la mancanza di un accesso sicuro a contenuti idonei e l’incapacità di governi e settore privato di stare al passo con i cambiamenti espongono bambini e adolescenti a nuovi rischi legati al digitale, lasciando indietro milioni di minori appartenenti ai ceti sociali più svantaggiati e, soprattutto, rendendo questi ultimi ancora più vulnerabili allo sfruttamento, all’abuso, in alcuni casi al traffico di esseri umani e ad altri pericoli latenti che ne minacciano il benessere.

Accanto a benefici quali l’aumento della creatività, la semplificazione della condivisione di competenze, l’aumento della possibilità di collaborare e sviluppare le proprie potenzialità, l’epoca digitale che stiamo vivendo porta con sé aspetti negativi e pericolosi come il cyberbullismo, l’aumento di espressioni d’odio che influenzano i codici interpretativi che i bambini hanno del mondo e di se stessi, la dipendenza digitale, un incremento del rischio relativo a privacy e sicurezza personale.

La pubblicazione contiene anche un sondaggio realizzato tra i giovani (13-24 anni) di 26 paesi, con 63.000 risposte ottenute che ha indagato la percezione delle ragazze e dei ragazzi  nei confronti di internet.

Di fronte al contesto analizzato il report “sostiene un’azione più rapida, investimenti focalizzati e una maggiore cooperazione per proteggere i bambini dai pericoli di un mondo sempre più connesso – promuovendo al contempo le opportunità che l’era digitale offre a vantaggio di ognuno di loro”. A questo proposito l’UNICEF stila alcune raccomandazioni pratiche per stimolare e aiutare i mondi della politica e del commercio operare interventi responsabili che vadano a beneficio di bambini e giovani:

  • fornire a tutti i bambini un accesso a costi contenuti a risorse online di alta qualità
  • proteggere i bambini dai pericoli online – fra cui abusi, sfruttamento, tratta, cyberbullismo ed esposizione a materiali non adatti salvaguardare la privacy dei bambini e le identità online
  • insegnare l’alfabetizzazione digitale per tenere i bambini informati, attivi e al sicuro online
  • sfruttare il potere del settore privato per migliorare le pratiche e gli standard etici per proteggere e beneficiare i bambini che accedono al web
  • porre i bambini al centro delle politiche per il digitale.

Per saperne di più:
scarica il report
www.unicef.it

 

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