Un’associazione partecipa al progetto MAIA della NASA, per generare consapevolezza sugli effetti dell’inquinamento sulla salute

La piccola associazione di volontariato bolognese Comitato cittadini indipendenti Città del Tricolore, dopo aver presentato al Parlamento Europeo una Petizione sull’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana nel 2018, nella primavera dello scorso anno ha intrapreso una nuova iniziativa per comprendere e sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento del nostro territorio e i suoi effetti sulla salute. Si tratta della partecipazione come soggetto della società civile al progetto MAIA – The Multi-Angle Imager for Aerosols della NASA, che ha l’obiettivo di combinare le misurazioni satellitari dell’inquinamento atmosferico con quelle effettuate sulla superficie terrestre, per poi rilevare le connessioni tra agenti inquinanti nell’aria che respiriamo e alcuni problemi di salute della popolazione, come malattie cardiovascolari e respiratorie, ed esiti del parto. Le misurazioni verranno svolte in tutto il globo, iniziando da numerose ‘aree target primarie’ che comprendono le principali città di Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Tra queste c’è l’Italia, con un’area che comprende il territorio tra Bologna e Roma e coinvolge le Agenzie regionali per la prevenzione, l’ambiente e l’energia di Emilia-Romagna e Lazio (Arpae).

Il progetto MAIA

Il progetto MAIA è condotto dal Jet Propulsion Laboratory (JPL), centro di ricerca e sviluppo californiano della NASA gestito dal California Institute of Technology (Caltech). Il gruppo di lavoro coinvolge non solo lo staff del JPL, di altri centri NASA e di diverse università del pianeta, ma anche organizzazioni di ricerca federali, agenzie governative e partner internazionali tra cui, come già citato, la nostra Arpae.

MAIA è uno strumento satellitare che sarà inviato nell’orbita terrestre a un’altitudine di 740 km (il lancio era previsto per il 2022 ma, a causa di problemi tecnici, slitterà). MAIA è dotato di una particolare una fotocamera digitale creata ad hoc per acquisire misurazioni specifiche della luce solare diffusa dalla superficie e dall’atmosfera terrestre. Le immagini satellitari acquisite verranno elaborate al computer per generare informazioni sulle caratteristiche fisiche dello strato di inquinamento atmosferico, come la quantità di particelle e la loro distribuzione dimensionale. Le rilevazioni satellitari saranno analizzate insieme alle misurazioni effettuate a terra dai sistemi di monitoraggio del materiale particolato (PM), cioè una gamma di particelle di polvere, sporco e liquidi che rimangono sospese nell’aria, alcune visibili altre non), per realizzare delle mappe del PM e dei suoi principali componenti chimici.

Successivamente i dati su nascite, decessi e ricoveri verranno utilizzati da un gruppo di epidemiologi per studiare gli effetti dell’inquinamento sulla salute nelle aree target primarie.

La partecipazione dell’Associazione Comitato cittadini indipendenti Città del Tricolore

L’associazione bolognese, sempre attenta e informata su tutto ciò che si muove intorno alle questioni che riguardano l’ambiente, il clima e l’inquinamento, non appena è venuta a conoscenza del progetto MAIA, ha contattato direttamente il team della Caltech per proporre una collaborazione e avere la possibilità di seguirne più da vicino gli sviluppi.

Abbiamo scritto agli scienziati americani chiedendo loro la possibilità di partecipare al progetto MAIA attraverso una collaborazione culturale volta a conoscere e comprendere i dati e i risultati delle misurazioni e le analisi che verranno svolte per divulgarli ai cittadini e le cittadine – racconta Adriana Palleni, presidente dell’associazione. – L’inquinamento non conosce frontiere, e noi come volontari e come cittadini abbiamo il dovere di prenderci cura della salute del pianeta e della nostra comunità. Nella città di Bologna ci sono delle sacche di inquinamento legate alla conformazione urbanistica e geografica formate da polveri sottili che impattano notevolmente sulla salute di tutti noi, a qualsiasi età. Solo attraverso la conoscenza è possibile risvegliare la coscienza e stimolare un cambiamento. Per questo ci impegniamo molto su questi temi. Siamo convinti che anche noi, dal basso, possiamo fare la nostra parte.

L’Università americana ha risposto tempestivamente accogliendo con piacere la proposta e coinvolgendo l’associazione in un programma di video-conferenze in cui vengono raccontate e spiegate tutte le tappe del progetto.

In questa fase di attesa che precede il lancio del satellite si stanno svolgendo dei meeting che trattano gli effetti dell’inquinamento sulla salute – spiega la dottoressa Viviana Sabatini, volontaria dell’associazione e medica specialista in tossicologia e medicina ambientale – E, per coloro che fossero interessati, sul sito di MAIA è possibile consultare una intera sezione dedicata al tema degli effetti dell’inquinamento sulla salute. Non solo, pubblicazioni interessanti si trovano anche sui siti italiani di medicina ambientale. Noi come associazione seguiremo con attenzione tutto il progetto e ci assicureremo che i dati vengano divulgati alla popolazione e siano utilizzati correttamente dalle istituzioni, nella speranza che possano farne buon uso per abbassare i livelli di insalubrità del contesto in cui viviamo quotidianamente.

Oltre alla partecipazione agli incontri con lo staff del JPL, il Comitato cittadini indipendenti Città del Tricolore è costantemente in contatto anche con l’Arpae, per seguire il progetto MAIA da vicino, anche attraverso le misurazioni dell’inquinamento dell’aria che vengono effettuate sulla superficie terrestre.

Il fatto che una piccola associazione locale si interessi con così tanta passione e dedizione a temi ambientali che riguardano tutti è qualcosa che trovo estremamente importante e prezioso. E lo dico da un punto di vista professionale e civico – afferma l’ingegnere Vanes Poluzzi, Responsabile di CTR Qualità dell’Aria di Arpae Emilia-Romagna – Poter contare su cittadini informati e competenti che si prendono cura della sensibilizzazione della popolazione sugli effetti negativi dell’inquinamento ha una grande valenza, perché un cambiamento è possibile se c’è una consapevolezza diffusa.

Ora non resta che attendere il lancio in orbita di MAIA e l’inizio vero e proprio della raccolta ed elaborazione dati. Nel frattempo, seguendo l’invito di Adriana Palleni, «possiamo impegnarci tutti i giorni, come singoli cittadini, ad adottare piccoli accorgimenti per ridurre l’inquinamento, utilizzare più coscienziosamente le risorse che abbiamo e adottare stili di vita rispettosi del pianeta e della salute di tutti. Insieme possiamo fare la differenza».

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