Laboratori di abitanza: esperienze per una città solidale

Sentirsi a casa, che si viva nella propria città o in un Paese diverso da quello d’origine, non è semplicemente essere ospiti in una casa che accoglie e ripara. È invece un senso di appartenenza ad uno spazio più grande – quello che ci circonda – che si riempie di significato grazie al vissuto di ciascuno e alle relazioni che si tessono con la comunità di quel dato territorio. È, in altri termini, ciò che chiamiamo “abitanza”: non il risiedere in un luogo ma stare in esso e viverlo – con tutte le sue contraddizioni, i conflitti, le opportunità e i legami – in uno scambio di dare e avere che può renderlo migliore. È da questa riflessione che nascono allora i laboratori dedicati all’abitanza: iniziativa ideata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Comuni di Parma, Rimini e Ravenna, nell’ambito del progetto multi-azione FAMI CASPER II, con l’obiettivo di promuovere l’integrazione dei cittadini stranieri e la rigenerazione di uno spazio fisico, attraverso l’attivazione di percorsi partecipativi basati sulla metodologia del Community lab e sul coinvolgimento di associazioni di migranti, enti locali e Terzo settore.

Alle tre città coinvolte è stato chiesto di individuare una zona del proprio territorio (ad es. un condominio, una frazione, un quartiere o area urbana) caratterizzata da una significativa presenza di stranieri e in cui si avverta la necessità di creare un dialogo costruttivo con la comunità locale e di valorizzare, al tempo stesso, un ambiente spesso poco attrattivo. A Parma si è pensato di intervenire sul quartiere Pablo, luogo storico d’insediamento degli immigrati nella città emiliana: qui – a ragione delle difficoltà emerse e delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid – si sono sperimentate nuove pratiche di solidarietà e nuove forme di relazioni comunitarie. A Rimini è stato individuato il Parco Marecchia in cui sorgono gli spazi autogestiti di Casa Madiba Network e Casa Don Andrea Gallo, dove si pratica quella socialità necessaria a costruire un altro mondo possibile, senza esclusioni e discriminazioni. A Ravenna la scelta è ricaduta invece sul quartiere Darsena dove il Comune, molti anni fa, ha insediato con successo la Casa delle Culture quale realtà capace di promuovere lo scambio culturale tra le diverse comunità, straniere e locali.

Il lavoro realizzato nelle tre città è stato poi raccontato in altrettanti video che verranno mostrati e discussi nei laboratori previsti a Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Piacenza e Reggio-Emilia.

I laboratori, rivolti ad un numero massimo di 40 persone ciascuno, verranno svolti in due tempi differenti. Nel corso del primo incontro, ai partecipanti verrà data l’occasione di conoscere le esperienze realizzate da Rimini, Ravenna e Parma. Attraverso strumenti partecipativi e modalità interattive, nel secondo incontro ci si confronterà invece sulla possibilità di individuare altri territori della regione nei quali poter avviare nuove esperienze di abitanza.

I laboratori – gratuiti e rivolti ad operatori e tecnici delle Istituzioni pubbliche e del Terzo Settore, a studenti e volontari interessati al tema – si svolgeranno in sei giornate: il 6,7, 8, 14,15 e 16 Luglio 2021. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 28 giugno 2021 collegandosi al link: https://forms.office.com/r/fqXbWa2zEL

La conduzione dei laboratori è a cura di Giolli Coop.

Per informazioni

Leggi il programma | giovanni.ragazzi@regione.emilia-romagna.it

Fonte della notizia: Emilia Romagna Sociale

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