L’Assessora di San Lazzaro in visita ad Amalio, l’emporio solidale cittadino

Il 16 luglio 2019 Monica Falciatore, la nuova Assessora del Comune di San Lazzaro di Savena con deleghe su Welfare, Salute, Politiche Abitative, Volontariato, Integrazione Stranieri e Servizi Sociali, ha visitato l’Emporio solidale cittadino Amalio, per conoscere da vicino il progetto e le persone che ogni giorno si impegnano per farlo crescere.

È un ottimo lavoro quello che è stato fatto fin ora, e consideriamo che non è passato neppure un anno dall’apertura. Tanto è stato fatto perché c’è stata e c’è la collaborazione di tutti: l’amministrazione comunale, le associazioni del territorio, le parrocchie, le Caritas, i volontari che sono risorse indispensabili.

Queste sono le parole che Falciatore rivolge allo staff di Amalio, complimentandosi per gli ottimi risultati raggiunti in soli 6 mesi dallo scorso 15 gennaio 2019. La struttura ad oggi serve 27 nuclei familiari in temporanea difficoltà socio-economica residenti a San Lazzaro di Savena, per un totale di 95 persone di cui 31 minori. Nei locali dell’emporio queste famiglie possono fare la spesa gratuitamente con i punti caricati mensilmente nell’apposita tessera consegnata loro.

L’emporio non è tuttavia solo un importante sostegno economico, ma molto di più: vuole essere un luogo di relazione, di incontro, confronto, apprendimento e aggregazione nel quale si possono imparare cose nuove, allacciare nuove amicizie, avere nuove opportunità, un posto  in cui non sentirsi soli in un momento di difficoltà.

In questo periodo il gruppo di volontari di Amalio insieme alle due giovani in Servizio civile stanno dialogando con le risorse del territorio (centri sociali, associazioni, servizi comunali, esercizi privati) proprio alla creazione di una sorta di “scaffale relazionale” da attivare all’interno di Amalio. Si tratterebbe della composizione di un ventaglio di attività di tipo formativo-ricreativo-culturale da mettere a disposizione dei “clienti” dell’emporio. Cogliere queste opportunità e partecipare a corsi, eventi e iniziative di questo genere stimola le persone ad aprirsi, rimettersi in gioco, socializzare, recuperare una dimensione del benessere che è fondamentale per uscire dal momento di difficoltà.

Parallelamente alla realizzazione di questo “scaffale relazionale” l’emporio avrebbe bisogno di allargare il proprio spazio fisico per avere da un lato un luogo deputato proprio allo scambio relazionale, dove sia possibile avere conversazioni private e più intime con le famiglie in modo da approfondire il singolo caso e valutare insieme le opportunità che ci sono nel territorio; d’altro lato un luogo in cui poter svolgere concretamente alcune attività collaterali, e che sono parte integrante del progetto.

Commentando questa fase di lavoro, l’Assessora afferma di leggere il momento attuale non come un risultato, ma come un punto di partenza. Tanto è stato fatto fin ora ma andiamo avanti – prosegue – e cerchiamo uno spazio per attivare i progetti sulle relazioni perché lo stare bene, l’uscire da una situazione di disagio passa anche per la costruzione di relazioni. E per costruire relazioni occorre uno spazio idoneo. Io sarò la portavoce di questo bisogno di Amalio in amministrazione comunale, per cercare di aiutarvi a trovare un nuovo luogo adatto a far crescere il progetto in questa direzione.

Simona Boreri di VOLABO, che sta seguendo la start-up dell’emporio e in particolare la formazione del gruppo di volontari, commenta questi primi mesi di vita ponendo l’accento sull’importanza di un percorso che ha dato ai volontari non solo le competenze necessarie a tenere aperto l’emporio, ma la consapevolezza che il loro ruolo è fondamentale per la creazione di relazioni di fiducia e l’accompagnamento delle famiglie a recuperare il benessere.

Il percorso formativo condotto fin ora ci ha permesso di dare vita a un bel gruppo di volontari, che per ora conta sedici persone di cui una parte sono volontari singoli iscritti all’albo dei cittadini volontari del Comune, altri invece provengono dalle realtà partner del progetto . Al di là della formazione specifica per la gestione dell’emporio (penso alla logistica, l’approvvigionamento, la cassa, …), è importante porre l’attenzione  sugli aspetti relazionali toccati dalla formazione. Ogni volontario infatti sa bene che il suo va ben oltre lo stare qualche ora in un “negozio”. Dedicare il proprio tempo ad Amalio significa infatti non solo fare presenza tra gli scaffali, ma accettare di mettersi in relazione, in “punta di piedi” e senza giudizio, con altre persone e famiglie, che in questo momento hanno bisogno di un “appoggio”, e di questi tempi potrebbe capitare a tutti. Per questo ringraziamo Maura Fabbri, coordinatrice Caritas diocesana, che ha saputo con simpatia e saggezza farci prendere confidenza con le tematiche legate alla relazione d’aiuto e all’ascolto. Un altro grazie va a Fabio Pasquale che ha aiutato i volontari a guardarsi come gruppo, perché un altro aspetto importante di questo progetto è la necessaria collaborazione e coordinazione tra tutti. Ora possiamo dire che c’è ancora tanto lavoro da fare, siamo aperti solo da sei mesi, ma i primi frutti si vedono già.

Tra i prossimi appuntamenti importanti per Amalio che coinvolgeranno la Città di San Lazzaro ricordiamo la raccolta di materiali scolastici il 14 settembre e la raccolta di beni  di prima necessità del 12 ottobre. Sono eventi ai quali i cittadini potranno partecipare come volontari e/o come donatori.

Amalio è un progetto del Comune di San Lazzaro di Savena – Settore Welfare ed è realizzato in collaborazione con Caritas Farneto, Caritas Idice, Caritas Parr. S.Francesco (San Lazzaro), Caritas Parr. S.Lazzaro,  Empori Solidali Case Zanardi,  Ass. Ebenezer,  Centro Sociale LaTerrazza, Centro Sociale Malpensa, Centro Sociale Tonelli.
Amalio aderisce alla rete metropolitana e alla rete regionale degli empori solidali.

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