La spesa di Carla

Sono le sette e sono già in piedi. Suona la sveglia ma non ci faccio caso e corro in cucina, il caffè è pronto. Mentre lo bevo, mi tornano alla mente le parole del mio capo, sussurrate a denti stretti. “Ali, il lavoro non gira più, fra un mese chiudiamo”. Come ogni mattina accendo il computer per controllare le mail e guardare gli annunci … è così che sono diventata una dei volontari dell’Emporio Solidale di Bologna.

L’emporio è una bottega dove alcune famiglie in particolare difficoltà possono integrare le necessità familiari con una tessera mensile a punti che sostituisce il denaro per fare la spesa. Ogni martedì, giovedì e sabato le persone vengono e trovano biscotti, latte, pasta, tonno e tanto altro. Un piccolo contributo economico che non si ferma lì: è un momento di socializzazione per tutti.

Ho tanto tempo libero, un assegno di disoccupazione che mi dà ancora una certa stabilità e la voglia di cogliere i lati positivi nonostante il periodo delicato, così ho risposto all’annuncio. Lavorare all’emporio mi sta cambiando, mi sta emozionando. È stato come entrare in una nuova dimensione, simile alla mia. Le famiglie che vengono all’emporio hanno tante difficoltà eppure ci sorridono, ci ringraziano, si sentono aiutate, rispettate sia socialmente che moralmente.

Ho incontrato Carla sei mesi fa; è madre di due figlie, Sara che ha compiuto dieci anni e Luciana che ne ha quasi venti. Ho conosciuto entrambe, Luciana ha l’abitudine di toccarsi i capelli mentre parla, forse per timidezza, e Sara non smette mai di parlare, quando arriva all’Emporio saltella a destra e a sinistra, rincorrendo i volontari; è una bimba vivace, parla con tutti e ha sempre voglia di giocare.

Spesa dopo spesa, fra gli scaffali dell’emporio e specialmente davanti a quello della farina, Carla ed io cominciamo a scambiarci ricette. Carla fa il pane in casa, le focacce e ciambelle di ogni tipo. Quando ne parla le si accendono gli occhi e a me viene l’acquolina in bocca. Così fra noi si stabilisce un legame di simpatia e confidenza. Mi racconta che è disoccupata da un anno e che anche il marito, Gianni, un signore simpatico e cortese, è rimasto senza lavoro dopo che la sua azienda, dovendo ridimensionare l’organico, l’ha lasciato a casa.

Gianni spesso accompagna Carla a fare la spesa. Quando sono insieme, resto un po’ in disparte e m’incanto a guardarli. Lui è molto premuroso: le accarezza i capelli, le tiene il braccio sulla spalla e non vuole mai che porti le borse.

Gianni è sempre in vena di battute e di gentilezze. Ha notato la mia passione per gli orecchini e ci scherza su, mi dice che ne indosso solo di eccentrici e che non ne ho mai un paio uguale all’altro.

All’improvviso Gianni non si vede più. Carla viene sempre da sola a fare la spesa. Non ha voglia di scherzare, non parla con nessuno ed evita i miei sguardi. Un giorno mi faccio coraggio e le chiedo se sta bene, se anche Gianni sta bene.

Carla scoppia a piangere

“Deve essere operato al cuore, sono molto preoccupata non solo per lui ma anche per le ragazze: non so se ci potremo permettere ancora di mantenere Luciana all’ università e Sara ha tanto bisogno di attenzioni. Non saprei come fare senza Gianni, ho paura”. Sento un nodo in gola, la voce manca, non so cosa dire. L’abbraccio in silenzio.

Dopo l’operazione e un periodo di convalescenza, Gianni torna con Carla a fare la spesa, è allegro come sempre e anche lei sorride. Finalmente fanno la spesa insieme, ma questa volta è lei a portare le buste pesanti.

Prima di andare via, Gianni mi allunga una scatolina rossa. Sono sorpresa e l’apro immediatamente. Sono un paio di orecchini bellissimi; li provo subito. Gianni sorride “Sono perfetti per te! Li ho fatti io, con l’aiuto di Sara che mi passava le perline”.

Era stata una vecchia conoscenza di Gianni ad insegnargli a fare gli orecchini. L’aveva incontrato in ospedale. Era il suo lavoro e l’aveva insegnato anche a lui.

Finito di fare la spesa all’Emporio, tornando verso casa, mi sono persa nel tintinnio degli orecchini, con il sole che mi batteva la faccia.

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Deborah Abraham , Daniela Bortolotti,Maria Luisa Polsoni dell’Associazione Emporio Bologna.  Pane e solidarietà
(Edizione 2015)

 

 

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