Le nostre verità

Sino a qualche anno fa mi chiedevo il perché. Adesso ho capito che esistono tante risposte e tante verità per quante famiglie si possono avere.

La nostra prima verità risale alla nostra prima famiglia.

Mi chiamo Giovanni, oggi ho 14 anni e mia sorella Sonia ne ha 10.

Avevo cinque anni e Sonia uno. Un pomeriggio due signore vennero a prenderci per portarci via dalla nostra vera famiglia. La mamma quel giorno piangeva e diceva a papà che la colpa era dei vicini di casa. « Loro spiano sempre e dicono un sacco di bugie! » urlava contro una delle due signore.

La verità è che la vicina di casa era l’unica che veniva a dirci parole dolci quando la mamma e papà andavano via e Sonia iniziava a piangere. Si sedeva dall’altra parte della porta d’ingresso e ci diceva che dovevamo smettere di piangere e dormire, perché solo così sarebbero tornati la mamma e papà.

Ogni sera, la mamma preparava la cena, la metteva nei piatti e la lasciava sul tappeto di fronte alla televisione accesa. Poi si vestiva, si truccava e attendeva l’arrivo di papà. Quando il citofono suonava, la mamma ci diceva di fare i bravi e andava via. Tutte le sere, quando la porta si chiudeva io e Sonia piangevamo, sino a quando stremati non ci addormentavamo.

Non ricordo molto di quel periodo, so solo che quando quelle due signore vennero a prenderci né io né Sonia eravamo spaventati.

La nostra seconda verità è legata alla nostra seconda famiglia.

Il giorno che ci portarono via arrivammo in un grande asilo con altri bambini e tanti giochi. Tutti erano attenti a tutto.

Una signora venne a parlarmi. Mi disse che mi avrebbe presentato due persone Laura e Giuseppe, due volontari della Rupe, che si sarebbero presi cura di noi due, che ci avrebbero portati spesso a casa loro, per farci conoscere i loro figli e giocare con loro. Io e Sonia avremmo potuto restare in quella casa se lo volevamo. Questa sarebbe diventata la nostra famiglia affidataria. L’idea di avere un nuovo papà e una nuova mamma non mi piaceva. Alla Rupe avevamo tante persone che ci volevano bene. E se anche i nuovi genitori andavano via quando arrivava sera?

E invece no. Spesso eravamo a casa di Laura e Giuseppe, che erano splendidi. Ci portavano al cinema e al parco giochi. Ci accompagnavano a scuola e ci facevano sentire a casa. Quando la notte avevo gli incubi, Giuseppe si stendeva accanto a me. Dormiva nel mio letto anche se io spesso facevo la pipì lì. Era un problema che mi accompagnava da sempre.

Una volta chiesi a mamma Laura, perché la mia mamma e il mio papà non ci volevano bene. Lei mi guardò e mi disse: «Non è possibile non volerti bene. E’ solo che a volte capita che non abbiamo voglia di fare delle cose. Hai presente quando non ti va di fare i compiti? Ecco. Sai perché non ti va di fare i compiti?» Ovviamente io non sapevo mai il perché, ma almeno riuscivo a dare una vaga risposta alla mancanza di voglia dei nostri genitori veri, di stare con me e Sonia.

Anche Sonia aveva iniziato a fare tante domande. Lei non ricordava nulla delle sere passate a piangere davanti alla porta di casa, né ricordava il nostro primo giorno alla Rupe, ma spesso mi chiedeva del perché noi avevamo una famiglia affidataria e non una famiglia e basta.

Verità numero tre. Voglio un mondo di bene a Laura, Giuseppe e i loro figli. Ho capito che ci sono persone adulte pronte ad avere dei figli e persone adulte che non si sentono pronte. Spesso Laura e Giuseppe passano del tempo con me e Sonia alla Rupe e altre due persone grandi: Walter e Rebecca.

Ho parlato con una signora che è una dottoressa della Rupe. Lei mi ha detto che se stiamo bene io e Sonia potremmo avere una famiglia per sempre. Sonia le ha chiesto cosa significa avere una “famiglia per sempre” e la dottoressa ci ha detto: « Se Walter e Rebecca vi piacciono, loro sono disposti a diventare la vostra nuova famiglia». Io ho guardato la dottoressa dritta negli occhi e le ho detto: « Laura e Giuseppe, sono bravi e voglio che possano stare sempre insieme a noi. Ma loro hanno già dei figli. Rebecca e Walter vengono qui ogni giorno. Ogni giorno ci baciano e ci abbracciano. Io non faccio più la pipì a letto da quando Walter mi ha promesso di restare per sempre al mio fianco e finalmente Sonia ha smesso di chiedermi se oltre a Laura e Rebecca avrà una nuova mamma. Loro sono le nostre famiglie. Laura e Giuseppe sono due genitori da condividere. Rebecca e Walter sono solo per noi!»

Le facce del volontariato di Associazione Emiliani
(Edizione 2014)

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