L’Emilia-Romagna è la regione più virtuosa nel fronteggiare il maltrattamento all’infanzia

L’Emilia-Romagna riconquista il primato di regione più virtuosa nel fronteggiare il maltrattamento all’infanzia. A dirlo sono i dati pubblicati su Crescere al Sicuro 2022, la quinta edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia che Fondazione Cesvi ha presentato l’11 maggio in un incontro a distanza a cui ha preso parte la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

La pubblicazione, che quest’anno si arricchisce di un focus sulla sicurezza dell’infanzia durante la pandemia Covid, è stata curata dalle ricercatrici Giovanna Badalassi e Federica Gentile. L’indagine porta in evidenza la vulnerabilità dei bambini nelle singole regioni italiane attraverso l’analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità delle amministrazioni locali di prevenire e contrastare il fenomeno tramite i servizi offerti. Ne deriva una graduatoria basata su 64 indicatori classificati rispetto a sei diverse capacità che rappresentano la struttura portante dell’Indice: capacità di cura di sé e degli altri, di vivere una vita sana, di vivere una vita sicura, di acquisire conoscenza e sapere, di lavorare e di accesso a risorse e servizi.

Il lavoro di Cesvi è un contributo importante a quell’azione collettiva che è necessario mettere in campo per prevenire qualsiasi forma di violenza contro i bambini e le bambine, proteggere le vittime di abusi e promuovere percorsi di cura. C’è bisogno, infatti, di un intervento strutturale affinché i servizi sul territorio siano uniformi a livello nazionale. Allo stesso modo è importante promuovere la conoscenza e il monitoraggio del fenomeno attraverso la raccolta sistematica dei dati – ha commentato la ministra per la Famiglia e le pari opportunità Elena Bonetti.

Il quadro nazionale

L‘Indice fornisce anche quest’anno l’immagine di un’Italia a due velocità: si conferma l’elevata criticità del Sud Italia che resta al di sotto della media nazionale pur registrando timidi miglioramenti. Le ultime quattro posizioni dell’Indice sono occupate, come nell’edizione precedente, da Campania (20°) Sicilia (19°), Calabria (18°) e Puglia (17°). I piccoli progressi osservati in qualche indicatore o capacità non hanno ancora raggiunto una portata tale da variare la loro situazione complessiva. Le regioni presentano, infatti, importanti criticità complessive di sistema, sottolineando così l’urgenza di piani di intervento strutturali di medio-lungo termine che agiscano contemporaneamente sia sui fattori di rischio che sul complesso del sistema dei servizi.

Fonte: Fondazione CESVI

Una panoramica sull’Emilia-Romagna

Dopo aver perso il primato soltanto nel 2021, cedendolo al trentino Alto-Adige, nel 2022 l’Emilia-Romagna torna a essere la regione con la migliore capacità di fronteggiare il maltrattamento ai minori. Questo è il risultato finale della sintesi tra fattori di rischio e servizi ed è espressione di un territorio attento, dove le amministrazioni locali insieme alla comunità concorrono alla realizzazione di politiche sensibili ai bisogni dell’infanzia e attente a prevenire e fronteggiare il maltrattamento.

Sebbene l’Emilia-Romagna sia scesa al quarto posto nella tabella che riassume i fattori di rischio del contesto, perdendo una posizione rispetto all’anno precedente, per il quinto anno consecutivo si conferma la regione con il sistema complessivamente più impegnata nella prevenzione del maltrattamento all’infanzia. Nel 2022 l’Indice la colloca primo posto per quanto riguarda la capacità di cura, al terzo per la capacità di vivere una vita sicura, di accedere a risorse e servizi e di lavorare, al sesto e settimo per la capacità di promuovere e favorire una vita sana, al settimo per la capacità di vivere una vita sana e di acquisire conoscenza e sapere.

Crescere al Sicuro mostra ancora una volta un sistema regionale che tende a prendersi cura dell’infanzia e che, anche di fronte alle difficoltà innescate dalla pandemia, sta cercando di dare risposte ai bisogni emergenti. I risultati positivi dell’Indice sono frutto di comunità locali dove amministrazioni pubbliche, privato sociale, privato e cittadinanza lavorano spesso insieme in questa direzione. Un ruolo importante è giocato dal Terzo settore emiliano-romagnolo, che da sempre concorre alla realizzazione e al miglioramento dei servizi proposti a bambini, ragazzi, giovani, alle loro famiglie e al mondo dell’educazione.

La pandemia

I risultati positivi non devono però distogliere l’attenzione dal fatto che la crisi innescata dal Covid-19 abbia comunque messo a rischio l’infanzia e l’adolescenza.

La pandemia ha aumentato in modo drammatico tutti i fattori di rischio che sono alla base del maltrattamento all’infanzia, agendo in molti casi da detonatore in situazioni di disagio pregresso: povertà e disoccupazione, deterioramento della salute mentale, isolamento e contrazione delle relazioni sociali, – spiega Gloria Zavatta, presidente della Fondazione.  – Ribadiamo la necessità di azioni sistemiche e di medio-lungo periodo per le politiche di prevenzione e contrasto al maltrattamento. È fondamentale agire tanto sui fattori di rischio quanto sul complesso del sistema dei servizi per adeguarli e potenziarli.

Gli studi condotti da UNICEF e Save The Children hanno mostrato un peggioramento della salute mentale, un aumento dei casi di suicidio e tentato suicidio, di bullismo sia reale che virtuale, di disordini alimentari e di depressione. Il peggioramento dei fattori di rischio di maltrattamento, specialmente da parte dei genitori, è strettamente correlato all’aumento di situazioni di stress in ambito familiare. E a questo è legato anche un peggioramento della capacità di cura e accudimento.

Per informazioni:

cesvi@cesvi.org

La foto utilizzata nell’articolo è di Roger Lo Guarro

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