L’immigrazione straniera in Emilia-Romagna nel 2020

Il XX Rapporto dell’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna

La scorsa estate l’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato il XX Rapporto sul fenomeno migratorio, con l’obiettivo, costante nel tempo, di fornire una panoramica statistica che consenta di impostare e realizzare politiche di integrazione efficaci ed inclusive.

L’IMMIGRAZIONE STRANIERA IN EMILIA-ROMAGNA – edizione 2020 rappresenta un patrimonio di ricerca ed analisi che intende accompagnare lo sviluppo di un buon sistema di welfare, capace di attuare un percorso che vada verso una maggiore coesione sociale.

In questo senso – si può leggere nell’abstract del Rapporto –  la sfida, tuttora attuale, consiste nel promuovere e attivare azioni ed interventi che consentano l’effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza e l’accesso paritario dei migranti al sistema universalistico dei servizi sociali, scolastici, sanitari, della formazione e del lavoro. Stabilizzazione, pari opportunità, lotta alle discriminazioni, valorizzazione dei contesti interculturali, partecipazione e comunicazione, sono le parole chiave che racchiudono l’ispirazione di fondo delle politiche regionali di integrazione, perché, come ci ricorda il primo principio europeo delle politiche di integrazione,“l’integrazione è un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco fra immigrati e tutti i residenti”.

Il Rapporto offre un’analisi dei dati anagrafici e dei flussi migratori in Emilia Romagna, base di partenza per inquadrare le dimensioni del fenomeno. L’elemento più interessante rilevato è certamente la crescita costante dei permessi di soggiorno di lungo periodo, che denota una stabilizzazione del fenomeno.

L’Emilia-Romagna risulta la seconda regione a livello nazionale per numero di soggiornanti di lungo periodo, dopo la Lombardia e d è al terzo posto per incidenza percentuale sul totale permessi. Se si osserva il totale dei cittadini extra Ue conpermessi a scadenzasi nota una contrazione del -6,2% (dati 1.1.2019). Le motivazioni principali che portano le persone nel nostro paese sono i ricongiungimentifamigliari (52,6%), il lavoro (28,9%) e la richiesta asilo e i titolari di protezione umanitaria (13,6%). I nuovi permessi rilasciati nel 2018 sono anch’essi in calo (-20,2%). E sono distribuiti principalmente per motivi di famiglia (61,3% dei nuovi rilasci), richiesta asilo e titolari di protezione umanitaria (15,5%), studio (10,1%) e lavoro (7,5%).

Seguono degli approfondimenti sul tema immigrazione e mercato del lavoro e le modalità per regolare infortuni e malattie professionali; sull’istruzione, l’abitare, i servizi sociali e socio-assistenziali, la sanità e la devianza.

Per informazioni:

Vai alla pagina dedicata sul sito della Regione>>
Scarica il Rapporto>>

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