Lo speciale sulla salute mentale della rivista Il Cappello di Padre Marella

Ritrovare se stessi. Basaglia e la salute mentale  è il titolo e il focus su cui si concentra l’attenzione dell’ultima edizione 2018 della rivista trimestrale Il cappello di Padre Marella – edita dalla bolognese Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella. La pubblicazione dedica ben dodici articoli al tema e celebra il quarantesimo anniversario della “Legge Basaglia” che, come è noto, ha decretato la chiusura dei manicomi e ha portato una vera e propria rivoluzione nel mondo della salute mentale.

Attraverso la voce di specialisti, studiosi, volontari e familiari del nostro territorio, la rivista racconta questa rivoluzione che, sotto certi aspetti, non si è conclusa e dura fino ai giorni nostri.  Dopo una panoramica sulla Legge 180/78 e sul suo contesto storico, il lettore potrà scoprire il punto di vista dello psichiatra Michele Filippi, da quarant’anni  nei Dipartimenti e nei centri di salute mentale bolognesi:

Non c’è riforma, non c’è riconoscimento di diritti, non c’è atteggiamento di comprensione o di rispetto, non c’è vitalità di rapporto terapeutico, non c’è condivisione di valori che non debbano essere costantemente alimentati e spesso quotidianamente ricostruiti, magari dopo averli visti pieni di crepe o addirittura sgretolati.

Segue l’intervista ad Angelo Fioritti, direttore sanitario di Ausl Bologna. Lui ricorda come l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità abbia “dichiarato che la deospedalizzazione e la decostruzione di luoghi che emarginano chi convive con la malattia mentale fanno dell’Italia un modello per l’intero pianeta” e questo nonostante la Legge Basaglia sia ancora un’utopia secondo il suo parere. L’attenzione di Fioritti si rivolge poi al mondo dell’adolescenza. Solo sul nostro territorio metropolitano, fa sapere, ci sono oggi “52 comunità per minori con 700 adolescenti. Senza contare quelli che vivono a casa loro seguiti da neuropsichiatria, Ser.T. e Centri di Salute Mentale” e senza contare, aggiungiamo noi, tutti coloro che non sono affatto seguiti per mancanza di riconoscimento della necessità. Visti i numeri in aumento e gli scenari modificati, Fioritti apprezza la sempre più stretta collaborazione tra pubblico e terzo settore come espressione di qualità e integrazione dei servizi.

Il quarto articolo è l’intervista a Fabrizio Storace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena e Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica. Nelle sue parole:

La legge 180 rientra in quel clima vicino agli ideali di comunità che perseguiva più l’umanesimo che la produttività. Ora, a quasi quarant’anni di distanza, noi dobbiamo essere i custodi di quei risultati straordinari e di quei principi ancora validi in un contesto che è profondamente cambiato.

Dopo aver espresso il suo punto di vista sulla Basaglia parla della sua esperienza diretta e in particolare del MAT – Settimana della salute mentale, il programma di eventi culturali che da otto anni porta il tema della salute mentale all’attenzione di tutta la comunità modenese. Storace racconta che da quando realizza il MAT “i familiari non hanno più un atteggiamento rivendicativo e di contrapposizione ma si propongono in modo costruttivo”.

La rivista prosegue con la recensione del libro Memorie di trasformazione. Storie da manicomio, pubblicato dalla direttora di VOLABO Cinzia Migani con Negretto Editore. L’opera, già recensita da noi, è un saggio che intende riportare alla coscienza e conoscenza collettiva la storia poco conosciuta degli istituti psichiatrici, che sono stati a tutti gli effetti delle istituzioni totali, e sono stati deputati a disumanizzare e reificare le sofferenze delle persone. Si tratta del frutto di un’accurata ricerca durata 30 anni che Migani ha condotto con passione e reca anche il contributo dello scomparso Ferruccio Giacanelli, professore scomparso nel 2012 che è stato Direttore dell’Ospedale psichiatrico “F. Roncati” e Presidente del Comitato tecnico-scientifico del Centro di studio e documentazione sulla storia della psichiatria e dell’emarginazione sociale (ora Istituzione “G.F. Minguzzi”) della Città metropolitana di Bologna.  L’autrice afferma che

Se uno si cimentasse a frequentare gli archivi incontrerebbe molte storie di ieri  utili a comprendere meglio come evitare di alimentare scelte organizzative che rischiano di portare un contributo alle derive di esclusione sociale nei luoghi dedicati alla cura delle persone

Dopo la recensione c’è un articolo che fa un affondo su cosa sia accaduto a Bologna nel periodo della Basaglia e sui fermenti antiautoritari che si muovevano in città subito dopo il ’68. Lo speciale si chiude con il racconto di alcune realtà del terzo settore che quotidianamente si impegnano nell’ambito della salute mentale.

Questa edizione della rivista offre un bel approfondimento culturale sulla Legge Basaglia, su ciò che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta nell’ambito del dibattito sulla salute mentale, con particolare attenzione al contesto del nostro territorio.

 

Per informazioni:
Redazione de Il cappello di Padre Marella

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