Lo Sportello Carcere e le attività formative nelle carceri della provincia di Bologna

Abbiamo intervistato sul tema del carcere e del lavoro due funzionari della Provincia di Bologna (oggi Città metropolitana), che si occupano rispettivamente dello Sportello Carcere e delle attività formative all’interno delle carceri della città (il carcere della Dozza e il carcere minorile del Pratello).

 

Dario Audiello, funzionario della Provincia di Bologna, lavora per il Centro per l’Impiego, in particolare per la sezione all’interno del carcere.
Il Centro per l’Impiego è un servizio gratuito che ha lo scopo di fornire informazione, accoglienza e supporto nell’inserimento lavorativo (www.provincia.bologna.it).

 

Qual è la storia dello Sportello Carcere?
Lo Sportello Carcere nasce nel 2003 soprattutto per il volere dell’allora assessore Donata Lenzi. Lo scopo dello Sportello è di dare alla popolazione detenuta informazioni e assistenza nella ricerca di un impiego, nello stesso modo in cui vengono forniti ai cittadini. In particolare si rivolge alle persone che hanno i requisiti per poter accedere a misure alternative o alla fine pena.
È l’unica struttura in Italia di questo tipo, non esistono, infatti, altri interventi pubblici continuativi; esistono, però, strutture di organizzazioni del privato sociale che offrono lo stesso servizio, come alcune associazioni di volontariato.

 

Come funziona?
Lo Sportello funziona nello stesso modo in cui è cominciato, ma con qualche piccola modifica: noi dello sportello andiamo in sezione, siamo già al corrente di chi può usufruire del servizio e, pertanto, viene preso in carico. Poi da una parte cerchiamo aziende disposte ad assumere e dall’altra accompagniamo il detenuto a preparare il proprio curriculum e a cercare lavoro.

 

Quali sono gli impieghi principali che riuscite a trovare per coloro che usufruiscono del servizio?
Gli impieghi che troviamo sono diversi: l’elettricista, il saldatore, il giardiniere, il macellaio.  All’interno del carcere vengono organizzati diversi corsi di formazione, per dare la possibilità di trovare lavoro in un ambito più mirato.

 

Gaetano Vuozzo si occupa per la Provincia di Bologna di percorsi di formazione e inserimento lavorativo a supporto di fasce di popolazione a rischio di esclusione sociale; ma anche di percorsi di formazione continua e di formazione a supporto della creazione e sostenibilità di nuove imprese, con particolare attenzione ai settori più innovativi. 

 

Da chi riceve i fondi la Provincia di Bologna per le attività formative all’interno del carcere?
La Regione Emilia Romagna ha delegato la Provincia di Bologna per quanto riguarda la programmazione di attività formative.
La Provincia, oltre che dalla Regione, riceve fondi anche dal Fondo Sociale Europeo, strumento finanziario destinato ad aumentare la coesione all’interno e fra gli Stati dell’Unione Europea. Questo finanziamento di inclusione sociale si rivolge in particolar modo ad attività formative per persone svantaggiate (disabili, immigrati, detenuti, tossicodipendenti…).

 

Quali sono le attività formative organizzate?
Le attività formative vengono organizzate sia all’interno del carcere della Dozza sia all’interno del carcere minorile del Pratello.
Quanto al carcere della Dozza, gli obiettivi principali sono due: il primo è formare il detenuto perché abbia qualifiche che gli permettano di trovare lavoro fuori dal carcere. Il secondo obiettivo consiste nel programmare dei corsi per fornire competenze per migliorare la qualità della vita del detenuto una volta uscito dal carcere.

 

Quanti hanno partecipato ai corsi e qual è stata la spesa?
Nell’anno 2010 hanno partecipato ai corsi di formazione 115 persone, con una spesa totale di circa 270.000 € e per ciascun detenuto di 2.350 €.Nel 2011, invece, hanno partecipato 102 persone e la spesa totale è stata di 170.000 €.

 

Quali sono stati i corsi programmati?

I corsi svolti nell’anno 2010 sono stati tenuti da diversi enti di formazione, ad esempio quelli del CEFAL erano: addetti alla acconciature, addetti alla produzione pasti, aiuto giardiniere, addetto al settore apistico, addetto di lavanderia. La Fondazione Aldini Valeriani, invece, si occupa di formare i detenuti nell’ambito del montaggio e dell’assemblaggio di componenti meccanici; i detenuti, in seguito, entreranno a far parte de ”l’Azienda in carcere”, un progetto che vede la collaborazione di tre importanti aziende meccaniche bolognesi (GD, Marchesini e IMA).
Altro corso di formazione tenuto nell’anno 2010 è quello per operatore edile alle strutture, tenuto dall’Istituto di Istruzione Professionali Lavoratori Edili di Bologna (I.I.P.L.E.).
Nell’anno 2011 i corsi organizzati nel carcere della Dozza sono stati il progetto “azienda in carcere”  della Fondazione Aldini Valeriani e il corso di Manutenzione Edile tenuto da I.I.P.L.E.
Nello stesso anno sono anche stati programmati tre corsi all’interno dell’Istituto Penale Minorile del Pratello: un percorso per diventare operatore telefonico tenuto dal CEFAL, un percorso di ristorazione tenuto dall’Opera Madonna del Lavoro e, infine, un percorso di scenotecnica e manutenzione coordinato da I.I.P.L.E.

 

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