Lotta allo spreco alimentare e solidarietà fanno rete: due esperienze virtuose

Per approfondire il tema della contaminazione positiva tra profit, pubblico e non profit,  nell’ambito del convegno si è scelto di raccontare due progetti che ne sono un ottimo esempio e che connettono i temi della lotta allo spreco alimentare, la solidarietà, l’educazione ambientale. Il primo è Last Minute Market, già accennato in apertura dal professor Segré, il secondo è Trentino solidale.

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Matteo Guidi, amministratore delegato di Last Minute Market srl, racconta la storia di questo spin off universitario nato nella Facoltà di Agraria bolognese 20 anni fa. “Il percorso di ricerca nasce dalla domanda che fine fanno tutti i prodotti non venduti dai supermercati e dalla curiosità di studiare  il fenomeno delle eccedenze alimentari. Il lavoro ci ha portato a collaborare con le principali aziende alimentari italiane e con migliaia di associazioni su tutto il territorio nazionale. Insieme abbiamo trovato delle soluzioni per aiutare le aziende a limitare e prevenire lo spreco. Il 90-95% di ciò che non veniva venduto poteva essere ancora consumato. Abbiamo dunque studiato e messo su un sistema che portasse a recuperare quella merce evitando che divenisse un rifiuto. Il recupero non è così semplice perché si innescano una serie di dinamiche normative e procedurali particolarmente complesse. Ognuno di noi si è specializzato in un aspetto specifico e nel 2001 abbiamo creato un’associazione per cercare di dare forma a questo gruppo di ricerca. Nel 2003 abbiamo poi costituito una società cooperativa per stimolare e aiutare le aziende a recuperare i prodotti aiutando anche le persone in difficoltà. Da soli non bastavamo, era necessaria la collaborazione anche con l’Ente pubblico. Abbiamo cercato di fare rete dal punto di vista operativo con le istituzioni, i Comuni, gli Assessorati alle Politiche sociali e all’Ambiente, le ASL, fino ad arrivare chiaramente al terzo settore. Noi non abbiamo mai gestito direttamente i prodotti, ma abbiamo sempre cercato di mettere insieme una rete sul territorio che potesse fare questo. Abbiamo cercato di creare un mercato che potesse mettere in contatto una domanda con un offerta: la domanda di cibo da parte delle persone in difficoltà e l’offerta delle eccedenze alimentari che potevano ancora essere consumabili. A queste due realtà nel tempo si è aggiunta una terza realtà che è l’istituzione pubblica che governa il territorio e a volte può dare indirizzi anche molto specifici. Il modello è stato esteso anche ad altre categorie di prodotti come quelli farmaceutici, i mobili, gli “ingombranti”, i libri.”

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Giorgio Casagranda, Presidente di Trentino Solidale e del CSV di Trento, racconta che dal 2010 si occupa di un progetto nato nella sua terra per la lotta allo spreco alimentare. “Il primo titolo utilizzato è stato Perché il cibo non finisca nei cassonetti. Ora si chiama Lotta allo spreco alimentare. È un’attività portata avanti da 570 volontari, ma siamo partiti in 4. Con 18 automezzi che girano lavorando anche a km zero raccogliamo quotidianamente, per 6 giorni alla settimana, 80 quintali di cibo in 289 negozi e supermercati del Trentino e in parte dell’Alto Adige, e lo distribuiamo in giornata alle famiglie bisognose. Nel tempo abbiamo creato quel welfare generativo che porta nel gruppo anche persone come studenti in alternativa scuola-lavoro, studenti che svolgono attività di volontariato in alternativa alla sospensione scolastica e persone che fanno volontariato nell’ambito del percorso di Giustizia riparativa. Si possono fare tante cose inventandosi e cogliendo le opportunità che arrivano dalla società stessa.  Nessun volontario prende rimborso spese e riusciamo a gestire tutto, compresi i mezzi di trasporto che hanno in loro costo, con 170.000€ l’anno. Questi fondi arrivano dalla Provincia e dalle numerose donazioni che arrivano dal territorio. Oltre alla legislazione nazionale sul recupero delle eccedenze alimentari l’istituzione locale ha fatto la sua parte agevolando il nostro lavoro. I sogni si possono realizzare. Ci vogliono buona volontà, determinazione e tante persone che si mettono insieme per raggiungere questi obiettivi.

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