Minori stranieri soli, “sempre di più e sempre più giovani”

Nel 2011 erano 3.500 i minori stranieri non accompagnati, nel 2016 sono stati oltre 26 mila

BOLOGNA – Sono sempre di più i minori stranieri soli che sbarcano sulle nostre coste. E sono sempre più giovani. Il dato è stato riportato dalla deputata Sandra Zampa nel suo intervento al convegno “Cercare un futuro lontano da casa. I minori stranieri non accompagnati” organizzato dalla Fondazione forense di Bologna e dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna. “Nel 2011 per effetto delle Primavere arabe sono aumentati i minori soli che arrivavano in Italia, 3.500 quelli censiti dall’indagine conoscitiva chiesta dalla Bicamerale infanzia e adolescenza allora – ha detto Zampa – Nel 2016 sono stati oltre 26 mila con una forte presenza di ragazzi di 11, 12 e 13 anni. Ciò significa che ci dobbiamo attrezzare. La legge 47 adottata lo scorso aprile

La legge 47/2017 ha preso le mosse da un serio confronto con la realtà. “Nel 2011-2012 le carenze italiane erano drammatiche – precisa Zampa – I centri di prima accoglienza erano organizzati male ed era una ‘lotteria’: c’era chi riusciva ad arrivare in una buona struttura e chi invece in un centro sovraffollato o in carico a un piccolo comune che non aveva le risorse per garantire l’accoglienza”. Il principio giuridico su cui si basa la legge è che “i minori stranieri soli non sono una categoria speciale di migrante – aggiunge la deputata – Abbiamo scelto di affrontare il tema in ragione della loro età, non per il loro essere migranti”. L’articolo 1 della legge, infatti, stabilisce che “i minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea”.

Le novità della legge. Il periodo di prima accoglienza viene portato a 30 giorni, per la seconda accoglienza è previsto come prima opzione l’affido familiare, viene istituito un registro dei tutori volontari depositato presso i Tribunali per i minorenni, “si invitano quindi i cittadini a mettere a disposizione un po’ del loro tempo per questi ragazzi”, si apre lo Sprar ai minori riconoscendo loro la stessa protezione dei richiedenti asilo, “ma ciò significa che i Comuni devono aderire allo Sprar”, precisa Zampa. Oggi la prima accoglienza è di 60 giorni, “ma arriva a durare anche 120 giorni, con il rischio, ad esempio, per i 17enni di diventare maggiorenni, ricevere il foglio di via e diventare invisibili – dice la deputata – Nel 2016 su oltre 26 mila minori soli sono 6 mila quelli scomparsi: non sappiamo dove sono finiti ma certo che la prostituzione minorile vede sempre più stranieri, così come la microcriminalità e il lavoro nero”. L’obiettivo quindi “è farli entrare in un percorso di accoglienza che li faccia diventare cittadini del Paese che li ha accolti”, conclude Zampa. (lp)

(Fonte: RedattoreSociale.it, articolo del 22 maggio 2017)

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